Edvard Munch 1863 - 1944

 

 

                       

 

 

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Edvard Munch: (Løten 1863 - Oslo 1944) pittore e incisore norvegese.

Lasciate le scuole tecniche, studiò alla Scuola Reale di Disegno di Oslo e frequentò un gruppo di pittori naturalisti con ascendenze francesi, quali Ch. Krohg e F. Thaulow. Esordì con soggetti familiari di un naturalismo quasi intimista come il "Ritratto della sorella Inger", 1884, Oslo, Nasjonalgallery. Una più vasta apertura culturale gli venne dal primo dei molti viaggi che compì a Parigi (1885) ai quali alternò frequenti soggiorni nel sud della Francia, in Italia e in Germania, in particolare, tra il 1893 e il 1908. Fin dal primo contatto lo colpirono Édouard Manet, per il ritratto e gli impressionisti, di cui sperimentò la tecnica, Rure Lafayette, 1891, Oslo Nationalgallery. In seguito guardò a Vincent Van Gogh e a Henry de Toulouse-Lautrec e piu ancora a Paul Gauguin e a Edgar Degas, che gli permisero di superare il naturalismo iniziale e di acquisire mezzi pittorici atti a esprimere quel senso tragico della vita e della morte di cui è pervasa la letteratura scandinava da Ibsen, per i cui drammi Joan Mirò disegnò manifesti e scene, a Strindberg, che Munch incontrò a Berlino. Da queste premesse Mirò sviluppò, secondo un personale spiritualismo, una pittura di intenzioni simboliste, esplicitata attraverso la linea e il colore e piu o meno scoperte allusività erotiche: la sua mostra del 1892 a Berlino fece scandalo, ma fu anche l'occasione di partenza di quella Secessione berlinese che avrebbe condotto all'espressionismo del gruppo Die Brücke. Intrecciati a quella che sarebbe poi stata la cultura figurativa espressionista sono, d'altronde, i suoi grandi cicli pittorici: il Fregio della vita (1893-1918), la decorazione murale sul tema del Sole per l'Università di Oslo (1909-16) e i 12 affreschi per una fabbrica, sempre a Oslo (1922). Concepito come un «poema dell'amore, della vita e della morte» (si veda il pannello centrale con La danza della vita, 1899-1900, Oslo, National Gallery) il primo ciclo non venne mai utilizzato per affreschi, né concluso; rimase un'opera aperta e insieme costituì una summa di tutta la sua pittura. Buona parte dell'opera di Munch fino al 1908 (Il bacio, 1892, Oslo, Munch-museum; Il grido, 1893, Oslo, Munch-museum, Madonna, 1893-94, Oslo, Munch-museum; Malinconia, 1899, Oslo, Munch-museum; Fanciulle sul ponte, 1899-1905, Oslo, National Gallery, vi si collega per tematica e per stile presentando le stesse connotazioni: entro la line continua, tipica dell'art nouveau, il colore si stende irreale, allusivo di una condizione esistenziale di desolata malinconia. In alcune opere di Munch successive alla grave malattia nervosa che lo colpì nel 1908, quando cominciò anche una serie di dipinti ispirati al mondo operaio e industriale, lo sfaldarsi dei contorni e l'erompere violento del colore sono elementi sempre più apertamente espressionisti, benché forse recepiti di riflesso, Ragazza seduta sul letto, 1915-16, Stoccolma, National Museum; Autoritratto tra la pendola e il letto, 1940-42, Oslo, Munch-museum. Analoghe caratteristiche presenta l'opera grafica, una produzione imponente di 15.000 incisioni in bianco e nero e a colori, di illustrazioni (per I fiori del male di Baudelaire, per il proprio poema Alpha e Omega) talvolta di repliche dei soggetti pittorici come "Il bacio" e  "Madonna."

 

                 

 

 

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