Mario Schifano 1934 - 1998

 

Mario Schifano "NO"    Mario Schifano "Serie delle televisioni"    Mario Schifano "Futuristi"    Mario Schifano "Esso"    Mario Schifano "Ninfee"  
 

 

 Mario Schifano 1934 - 1998Mario Schifano  nasce  a  Homs, in Libia nel 1934.  Nel 1960 emerse come la figura maggiore della scena artistica romana partecipando alla mostra “cinque pittori di Roma ‘60” alla Galleria La Salita, rassegna che comprendeva anche Francesco Lo Savio, Franco Angeli, Tano Festa e Giuseppe Uncini.   Nonostante, il talento e la facilità della sua pennellata “succulenta” Schifano si è sempre ribellato alla concezione della pittura come intrattenimento estetico.  

1959/61

 I suoi dipinti presentavano solamente uno o due colori, che egli applicava su carta da imballaggio incollata su tela. L’influenza di Jasper Johns si manifestava nell’impiego di numeri o lettere isolati dell’alfabeto, ma il modo di dipingere di Schifano era  maggiormente imparentato con quello di Robert Rauschenberg. In un quadro del 1960 si legge la parola “no” dipinta con sgocciolature di colore in grandi lettere maiuscole, come in un graffito murale.  

Il giudizio critico

 All’epoca trovavano interessante l’uso di “colori industriali” da parte di Schifano e facevano notare la rassomiglianza delle sue pitture con le insegne stradali. Secondo Maurizio Calvesi le  sue tele evocavano “l’attesa e l’astinenza”, raffiguravano “un nulla che contenesse un progetto per qualsiasi cosa”. Arturo Carlo Quintavalle  vedeva i primi lavori di Schifano come una sorta di sostituto del  marxismo, una ricerca dentro l’ideologia ed il  linguaggio che presentava un’alternativa praticabile rispetto all’illustrazione realistica di temi sociali alla maniera di Guttuso.

La prima mostra personale

 Si tenne nel 1961 alla Galleria" La Tartaruga" di  Roma, la quale  esponeva anche opere di artisti quali Cy Twombly, Kounellis e Rotella.  

Il cinema

  Non accontentandosi di essere semplicemente un esecutore di immagini pop dipinte fluidamente Schifano assecondò l’interesse per il movimento volgendosi anche al cinema. Il suo film "satellite" del 1968, rivela il mondo come un continuo flusso di immagini che attraversano i muri dello studio. Le ambizioni di Schifano verso un cinema più rivoluzionario rimasero tuttavia frustrate per le difficoltà nel reperire i finanziamenti necessari.

Il riconoscimento Internazionale e artistico

  Il riconoscimento internazionale arrivò nel 1962 con l’inclusione nella mostra “The New Realists” alla Sidney Janis Gallery  di New York. All’incirca in quel periodo, Schifano cominciò ad adottare motivi più complessi, sovente presi a prestito dalla pubblicità, per esempio i marchi della Coca-Cola o della Esso. Probabilmente non era un caso che proprio queste insegne costituissero la visibile, onnipresente testimonianza del predominio economico americano. Si lasciò poi affascinare dalle tematiche futuriste della rappresentazione del dinamismo in pittura. In molte opere di quest’epoca si ritrova il motivo di un uomo che cammina, con i movimenti espressi mediante torsi e gambe molteplici, come in un quadro dedicato al ricordo di Giacomo Balla dipinto nel 1964.  

I suoi quadri e la televisione

  Un gruppo di dipinti del 1970 prese di mira quindi il potere della televisione e degli altri mass media. Qui le immagini erano poste in una cornice nera, come entro uno schermo televisivo, e presentavano la scarsa nitidezza e gli angoli arrotondati di quelle del tubo catodico; le tinte erano vistose ed esagerate, come se la manopola fosse stata girata al massimo, ma la pennellata rimaneva seducentemente pittorica.

Schifano in Asia

  Disilluso circa la possibilità di creare un’arte socialmente efficace, Schifano abbandonò per un certo tempo la pittura e si rifugiò in una comunità in Asia.

Schifano e le foto storiche

  Negli anni Settanta ed Ottanta la sua opera si è applicata, in maniera crescente al soggetto dell’arte e degli artisti, utilizzando fotografie di “icone” storiche come quelle di de Chirico, Henri Matisse, Leonardo da Vinci, Paul Cèzanne e il gruppo dei futuristi. Questa tendenza può essere fatta risalire al suo dipinto Futurismo rivisitato (1966), in cui il titolo è tracciato sopra la famosa foto dei futuristi presa in occasione della loro esposizione del 1912 a Parigi.  Muore il 26 gennaio 1998, stroncato da una vita fatta di eccessi e sregolatezza in un ospedale romano. Grazie Mario, ci mancherà il tuo genio !

 

Mario Schifano "Treno giapponese"   Mario Schifano "Cavallo"   Mario Schifano "Albero della vita"   Mario Schifano "Palma"   Mario Schifano "Coca Cola"   Mario Schifano "Serie dei televisori"

 

  Home  |  Introduzione  |  Storia dell'Arte  |  Tavole cronologiche  |  Artisti  |  Eventi  |  Nudo nell'Arte   |  Impressionismo  |   Immagini per Desktop  |  Movimenti artistici

 Home  |  Introduction  |  Art's history  |  Chronological tables  |  Present day Artist's  |  Artists of the past  |  Astrology in the Art   Naked in the Art's   |   Impressionism  |  Desktop

 

Artinvest2000 Il Portale internazionale delle Arti Copyright 1999-2007© E' severamente vietata la riproduzione anche parziale dei contenuti di questo Portale senza la preventiva autorizzazione. Qualunque illecito verrà perseguito a norma di Legge. Utilizzare la risoluzione 1024x768