Rossati Marco

 

 

La formazione

  Pittore e scultore, Marco Rossati è nato a Reggio Emilia il 25 luglio 1943. Ha studiato all'Istituto d'Arte e all'Accademia di Belle Arti di Roma, con Mino Maccari, Renato Guttuso, Franco Gentilini, Ferdinando Bologna. In seguito sarà docente nella stessa Accademia.

Arte Postmoderna

 Tra i principali esponenti dell'Arte Postmoderna internazionale, sue opere sono nelle principali collezioni italiane. Ha eseguito lavori di grandi dimensioni in edifici pubblici e privati, alcune di queste sono: il Nuovo stadio Comunale di Trieste; il Palazzo Corrodi di Roma; la nuova sede I.N.P.D.A.P. di Roma, le  caserme Carabinieri di Latisana e Acqui Terme.

Artista completo

 E' stato ospite numerose volte in televisioni nazionali e locali, per interviste e servizi sul suo lavoro e sui temi dell'arte in generale. Ha collaborato come critico e saggista con "Paese Sera". Pubblica come poeta e scrittore. Vive e lavora a Roma.

Mostre personale

 *1965 Galleria "Spezia 66" La Spezia

 *1977 Galleria "Sirio" Roma

 *1978 Galleria "Cortina" Cortina d'Ampezzo

 *1979 Galleria "La Margherita" Roma

 *1980 Galleria "Spriano" Omegna

 Galleria "Esperienze culturali" Bari

 Galleria "Carte Segrete" Roma

 *1982 Galleria "Cortina" Cortina d'Ampezzo

 *1983 Galleria "Arte Club" Catania

 *1985 Galleria "Rondanini" Roma

 *1986 "Festival di Martina Franca" Martina Franca

 Padiglione "Grafica dei Greci" Arte Fiera Bologna

 Galleria "Apollodoro" Roma

 *1988 "Crescent Gallery" Dallas

 Galleria "Apollodoro" Roma

 *1989 Palazzo di Città Acireale

 *1991 "Tokio Art Expo" Padiglione "Apollodoro" Tokio

 Galleria "Apollodoro" Roma

 *1992 "Expo 92" Palazzo delle Arti Padiglione Italia Siviglia

 *1993 Museo "Tour Fromage" Aosta

 *1994 "Teatro di Roma" Teatro Argentina Roma

 *1995 "Medi Arte" Bari

 

"Capro espiatorio" 1993

 

"Giuditta"1992

 

"I figli di Dio si unirono alle figlie degli uomini" 1993

 

"Via della Shekinah" 1991

 

"Le pseudo mele" 1992

 

"Gemelli"

 

 

 *1996 "C.E.R.E." Reggio Emilia 

 *1997 "Casino di Sanremo" Sanremo

 *1998 "San Giorgio Arte" Bari

              Museo Comunale Foggia

 

La musica dello zodiaco

 Se è vero che le sfere celesti, nel loro muoversi da prima dei tempi l'una all'interno dell'altra, generano ciò che i mistici e i poeti dell'antichità hanno chiamato "armonie universali", allora è dal contatto tra gli infiniti elementi di ciascuna sfera, appartengono essi al micro o al macrocosmo, alla materia o al "pneuma universale", è dal loro contatto che le armonie vengono generate, dallo sfiorarsi o cozzare tra loro dei campi d'influenza, dei corpi, dei raggi di luce, dei suoni... 

Così, come l'immagine nasce dal rapporto tra oggetto e luce, il suono scaturisce dal variare degli incontri-scontri tra i corpi, a qualunque natura essi appartengano. La musica, dunque è, insieme alla visione, parte fondamentale di questa lingua segreta con cui l'universo racconta la sua meraviglia alle orecchie degli angeli, dei numi, degli uomini capaci di recepirla.

Come non pensare, allora, alla presenza nell'universo di infiniti, invisibili strumenti musicali, coi quali i corpi celesti e i loro insiemi esprimono il canto dietro cui tutto danza? Il bene, il male, il maschile, il femminile, la luce e il buio...tutto si muove immerso nel mare dei suoni, ovvero nell'Oceano dell'assoluto silenzio di cui parla il Mito.

In questo ciclo ho immaginato i segni zodiacali come membri di un "ensenble" di musici diretto dallo Zodiaco in persona, che ha in mano una bacchetta simile a un caduceo senza serpenti. Ogni segno ha un suo strumento, quello che più ne scopre le pieghe del carattere, che meglio esprime la qualità del suo apporto alle armonie dell'insieme. Ogni segno suona la propria musica che, ora solenne e tranquilla, ora impetuosa come un torrente, invade le vie del mondo e dà il senso ai passi dei suoi abitanti.

Pittore di Forma

Dipingo i vuoti sotto gli attimi,

immagini di una caduta 

centro il corpo, dove si perdono dove

non volenti.

Qui l'arte è la finzione

della luce funzione del colore

sui gangli preparati della tela, 

del futuro specchio.

Esce il segno dal sogno

dei vuoti di coscienza, 

verso il fare

verso le sue onde.

Prende forma.

Marco Rossati

 

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