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L'Accademia delle Belle Arti Rosai si iscrisse all’Istituto delle Arti Decorative di Santa Croce, dove studiò disegno ornato ma fu espulso dalla scuola nel 1908. Le conoscenze e l'ambiente dell’Accademia di Belle Arti non furono di suo piacimento, pur frequentando i corsi fino all'anno 1913.
L'esordio Esordì come pittore nel 1913, lo stesso anno in cui venne a contatto con le opere di Umberto Boccioni, Carlo Carrà ed A. Soffici. Dall’aprile al maggio del ‘14 Rosai espone alla mostra futurista della Galleria Sprovieri a Roma, mentre avvia la collaborazione con “Lacerba”.
La prima guerra mondiale Allo scoppio della prima guerra mondiale si arruola come interventista ed è presto inviato sul fronte. La guerra lo segna profondamente e la sua esperienza umana e le convinzioni politiche lo faranno aderire nel corso del 1919 ai fasci futuristi.
Il proprio linguaggio pittorico Dal 1919 al 1922 Rosai elaborò il proprio linguaggio pittorico, mediato attraverso interessi diversi: alla stagione futurista seguirono le esperienze del purismo e della pittura metafisica, soprattutto verificabile tramite le opere di Carrà e di Morandi, e l'influsso di Paul Cézanne, nonché il recupero del Quattrocento toscano. Rosai sperimenta una nuova pittura di nature morte, paesaggi e composizioni con figure. Il suo interesse si rivolse a immagini di luoghi, cose e uomini di una Firenze minore, dimessa e quasi angusta diventarono famosi i suoi omini, le viuzze e le osterie.
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La scomparsa del padre Nel 1922 la morte del padre lo costringe ad un brusco cambiamento di vita, l'artista deve obbligatoriamente dedicarsi alla conduzione della falegnameria del padre per mantenere l'intera famiglia che si trova in grave situazione economica.
Mostre e personali
Nel novembre 1920 tiene la sua prima personale a
Firenze, a Palazzo Capponi. Nel 1928
espone due opere alla XVI Biennale di Venezia e nel 1929 partecipa alla II
Mostra del Novecento italiano. Nell’autunno del 1930 Rosai inaugura con
una personale gli spazi del Milione. Nel 1932 è invitato alla Biennale con
12 opere e in ottobre tiene una grande personale alla Galleria di Palazzo
Ferroni di Firenze.
Il gruppo de "Il Selvaggio"
Nel 1926 avvia con la rivista “Il Selvaggio” di Mino Maccari,
una collaborazione che prosegue fino al ‘29; con il gruppo de “Il
Selvaggio” espone l’anno seguente a
Firenze.
Insegnante Nel 1939 viene nominato professore di figura disegnata al Liceo Artistico fiorentino; e nel 1942 gli viene assegnata la cattedra di pittura all’Accademia di Firenze. | ||||||||||||||||
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