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Jackson Pollock
(Cody, 28 gennaio 1912 – Long Island, 11 agosto 1956) è
stato un noto pittore statunitense, fra i maggiori esponenti
dell'espressionismo astratto.
Sulla sua figura nel 2000 è stato girato il film biografico Pollock,
diretto ed interpretato da Ed Harris, che racconta con dovizia di
particolari gli ultimi due anni della vita e della parabola
artistica del pittore.
Ultimo di cinque fratelli, nacque a Cody, nello Wyoming. Suo padre
Leroy, detto Roy, non aveva un impiego fisso e si spostava
continuamente da una località all'altra, dalla California
all'Arizona, lavorando di volta in volta come agricoltore, muratore,
pastore, guida turistica e direttore d'albergo.
Quindi la famiglia dell'artista crebbe sotto la guida della madre,
Stella May Mc Clure, donna oppressiva, esigente e protettiva nei
confronti dei figli, tutti molto viziati specialmente Jackson che
era il più piccolo.
Subendo il suo atteggiamento nevrotico riversò queste frustrazioni
in molti suoi dipinti, ebbe una giovinezza inevitabilmente difficile,
condizionata da un carattere volubile ed introverso e da violenti
attacchi di collera, a causa dei quali venne espulso due volte dalle
scuole superiori.
Nel periodo inquieto della prima adolescenza ebbe un'infatuazione
per la teosofia mistica e specialmente per le dottrine di Jiddu
Krishnamurti, un mistico indù che viveva in California, secondo il
quale la felicità poteva essere raggiunta solo attraverso la
scoperta e la coscienza di sé, insegnamenti che influenzarono
profondamente l'artista per tutta la vita.
Nel 1930 si stabilisce con i fratelli maggiori a New York, in
Greenwich Village; qui si iscrive all'Art Students’ League, dove
subisce l'influenza del pittore Thomas Hart Benton.
I due diventarono amici e Benton incoraggiò e accentuò il suo
carattere da cow-boy che già gli aveva procurato problemi alle
scuole frequentate precedentemente.
Pollock cominciò allora ad aggirarsi nel Greenwich Village con fare
spavaldo da cowboy metropolitano.
Benton beveva a dismisura e Pollock presto lo imitò con entusiasmo,
iniziando la rapida discesa verso l'alcolismo.
Nel 1935 è tormentato da crisi depressive e si rifugia nell'alcol
quando Benton lascia New York.
Riesce comunque a guadagnarsi da vivere lavorando per il "Federal
Arts Project" istituto dalla Works Progress Administration (WPA),
una delle tante iniziative prese dal Presidente Roosevelt durante il
New Deal per combattere la disoccupazione.
Nel 1938 viene licenziato per abuso di alcol ed in seguito
ricoverato in ospedale a White Plains, dove rimase in clinica per
circa quattro mesi passando tutto il tempo, forse anche come terapia,
a riempire interi quaderni con schizzi e disegni a fondo
psicosessuale.
Uscito dall'ospedale cominciò a ricomporre i pezzi della sua vita,
infatti nel 1939 segue una terapia di psicanalisi junghiana che non
riuscì a curarlo dall'alcolismo, ma lo convinse, lui che era
piuttosto inibito sul piano della comunicazione verbale, a esprimere
le sue paure inconsce con una lunga serie di disegni surrealisti.
In questi anni incontra John Graham, uno dei sovrintendenti del
Metropolitan Museum of Art che adorava l'arte primitiva e riteneva
che i disturbi della sua personalità rivelassero la sua profonda
sintonia con le verità mistiche e non con la realtà terrena.
E su questa convinzione si fondò la nuova immagine pubblica di
Pollock come artista sciamano.
Nel 1941 Graham gli presentò Lee Krasner, un'ebrea russa cresciuta a
Brooklyn, ben introdotta in quell'ambiente artistico in cui Pollock
non aveva ancora messo piede.
In breve si innamorarono e grazie a lei l'artista riuscì ad occupare
una posizione di un certo rilievo nel mondo artistico e culturale
newyorchese.
Due anni dopo conobbe la collezionista Peggy Guggenheim, che volle a
tutti i costi un quadro di Pollock per la mostra che si tenne in
primavera; l'opera era "Stenographic Figure", questo quadro vene
accolto con grande favore dalla critica.
Allora Peggy decise di allestire la prima personale di Pollock nel
novembre del 1943 e buona parte della critica reagì con toni
addirittura entusiastici.
Fra il 1943 ed il 1947, la Guggenheim organizzò altre tre mostre e
la reputazione di Pollock salì alle stelle, ma il favore della
critica non contribuì a fargli vendere molti quadri né allora né in
seguito.
Nel 1945 sposa Lee Krasner e si stabilisce a Long Island in una
fattoria.
L'anno successivo ristruttura un granaio e ne ricava il suo studio;
esplora la tecnica di far "sgocciolare" il colore da tubetti e
barattoli.
Nel 1947 la galleria di Peggy Guggenheim chiude, ma Peggy convinse
Betty Parsons, la cui influenza nel mondo artistico era leggendaria,
a diventare l'agente di Pollock.
Purtroppo Betty non riuscì a far guadagnare molti soldi all'artista
che alla fine decise di rivolgersi a Sidney Janis, famoso artista e
surrealista, nel 1952.
Janis ebbe maggior fortuna e riuscì a far lievitare i prezzi, ma
l'artista non raggiungerà mai la tranquillità economica.
Nel 1950 e 1951 il fotografo Hans Namuth gira due film documentari
su di lui al lavoro nel suo studio (per il secondo dei quali il
commento musicale fu composto da Morton Feldman).
Purtroppo, nel 1955, riprende a bere e la sua produzione artistica
ne risente.
Sempre in questo periodo intreccia una relazione con la modella Ruth
Klingman.
Nel 1956 Lee parte per l'Europa e Ruth si trasferisce nella fattoria
di Long Island.
La sera dell'11 agosto Pollock perse il controllo della sua spider
uscendo di strada; catapultato fuori dall'abitacolo si schiantò
contro un albero, ponendo fine ad una carriera fra le più
straordinarie nella storia dell'arte moderna.
In auto con lui c’erano Ruth Kligman, che rimase ferita, ed un'amica
che morì sul colpo.
Nel 2000, Richard Taylor ha mostrato come i suoi quadri riflettano
alcune proprietà dei frattali, come l'omotetia interna, introdotte
nella Matematica solo negli anni 1970 da Benoit Mandelbrot.
Nel 2006 il suo quadro No. 5 del 1948 viene venduto per la cifra di
140 milioni di dollari, stabilendo il record mondiale negli acquisti
di dipinti.
Pollock riempì tre quaderni con schizzi e disegni verso la fine
degli anni '30.
I primi due contengono schizzi di quadri di Pieter Paul Rubens,
Tintoretto, El Greco e Michelangelo.
Il terzo quaderno contiene diciotto disegni a matita semi-astratti,
ispirati a José Clemente Orozco, Diego Rivera e David Alfaro
Siqueiros.
Nel 1939, dopo un ricovero in ospedale per alcolismo, Pollock
conosce il Dr. Joseph Henderson, un giovane psicanalista junghiano.
Da questo incontro nasce una serie di dipinti che ritraevano mostri,
animali fantastici, grottesche forme umane e figure totemiche
vagamente ispirate alle opere dei pittori surrealisti europei.
Nel 1947 ormai Pollock era un'artista molto affermato e proprio in
questo periodo comincia ad abbandonare la pratica di stendere il
colore sulla tela con il pennello ed inizia a versare la vernice
direttamente dal barattolo o a cospargere il pennello (o un
bastoncino) di colore e poi "sgocciolare" sulla tela: da qui il
termine "sgocciolamento" (in inglese: dripping o Drip painting).
Intorno al 1950 il pittore si impone all'attenzione del pubblico con
le sue opere più imponenti: i "Drip painting" che suscitarono
scalpore provocando reazioni contrastanti.
La prima persona a commissionargli un'opera così grande fu Peggy
Guggenheim, desiderosa che Pollock dipingesse un murale nel suo
appartamento di Manhattan.
Il pittore surrealista Marcel Duchamp suggerì a Pollock di
dipingerlo su tela invece che su intonaco, in modo da poterlo
eventualmente staccare e rivenderlo.
Per mesi non riuscì a dipingere niente, poi in una sola notte creò
il capolavoro intitolato "Mural".
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