PINO SPINELLI 5 agosto 1913 - Villa Raverio (MI) - Desio (MI) 5 Settembre 1994

 

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AFFRESCO: DAI CAMPI IL PRIMO SVILUPPO ECONOMICO: PROPRIETARIO DELL'AFFRESCO IL BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA.    BOTTEGA ARTIGIANA CESANESE. L'AFFRESCO E' IL SIMBOLO DEL MOBILE DI CESANO MADERNO, PROPRIETA' DEL BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA, SI PUO' VISIONARE SU RICHIESTA.

1) AFFRESCO: DAI CAMPI IL PRIMO SVILUPPO ECONOMICO: PROPRIETARIO DELL'AFFRESCO IL BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA.

2) BOTTEGA ARTIGIANA CESANESE. L'AFFRESCO E' IL SIMBOLO DEL MOBILE DI CESANO MADERNO, PROPRIETA' DEL BANCO DI DESIO E DELLA BRIANZA, SI PUO' VISIONARE SU RICHIESTA.

 

 

Pino SpinelliPino Spinelli, maestro dell'acquerello, grafico, autore di quadri ad olio e murales, disegnatore su ceramiche, nasce il 5 agosto 1913 a Villa Raverio, da Pietro Spinelli e Giuditta Gatti. La sua famiglia era modesta, in giovane età perde il padre. Di carattere vivace il piccolo Spinelli viene avviato alla scuola presso il seminario di Seveso, ma all'età di 15 anni esce e studia da solo. Si racconta che all'età di 17 anni si chiude in un sottotetto e prepara da privatista gli esami per il liceo Zucchi di Monza: consegue la licenza liceale , nel '31 ottiene a Milano l'abilitazione all'insegnamento (ottiene 10 in disegno e 7 in filosofia), insegnando nelle scuole di Carate, Besana e Milano . In gioventù è stato per diversi anni allievo del pittore Bardalonga, dal quale apprende a trattare con profondità la figura. Chiamato alle armi durante la seconda guerra mondiale, combatte da valoroso ufficiale e viene ferito ad una gamba. Nel '45 si sposa e si stabilisce a Desio, la moglie Ines, una desiana doc, fu sua compagna per tutta la vita. Nel '50 conosce Aldo Raimondi dal quale viene incoraggiato ad intraprendere la difficile tecnica dell'acquarello. Più tardi si legò a Renato Birolli: Spinelli ne approfondì i temi e fu da lui spinto nello sviluppo dell'affresco e graffiti. Di questo periodo è l'esecuzione di graffiti per edifici pubblici e privati ( ad esempio il Banco di Desio ). Pur non frequentando scuole ufficiali, diviene in breve uno dei migliori acquarellisti. Non si legò mai a correnti artistiche, nè di destra, nè di sinistra, dedicandosi esclusivamente alla pittura. Acquista uno studio a Milano, in via Gran Sasso e comincia a produrre i suoi affreschi commissionati da note famiglie lombarde e da Istituti di Credito. In qualità di grafico, sin dal '56 mette a punto i primi manifesti pubblicitari a colori, per la Polenghi, la Star, l'Invernizzi, la Mauri e la Molteni, il marchio" Montana" e il marchio della "Birra Italia". Consegue il premio come vincitore del miglior stand ( ditta Molteni ) progettato per la Fiera Campionaria: "L'Aquila d'oro". Comincia la serie dei calendari artistici in collaborazione con "La Propaganda" di Milano e "Arti Grafiche" di Bergamo. I suoi dipinti figurano sui calendari che pubblicizzano le più importanti ditte italiane.
Un grande affresco si trova nella sede del Banco di Desio. L'opera raffigura una bottega artigiana cesanese collocata nei pressi del Torrazzo e in vista del Palazzo Borromeo, con tanto di artigiano, garzone e committente ( con la borsa del denaro in mano ). L'opera, di indubbio valore, può essere a richiesta visitata nella filiale cesanese del Banco di Desio e della Brianza. Spinelli l'ha realizzata nel dopoguerra; gli artigiani cesanesi ne avevano fatto, allora, l'emblema per le Mostre del Mobile. Un simbolo che rimane indelebile nel tempo.
Opere d'arte dell'artista si trovano pure nella sala consigliare del Comune di Borghetto Santo Spirito ( Savona ), nel Comune di Cesano Maderno, nella Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, un grande graffito si trova nella scuola F.Caracciolo di Affori-Milano, un affresco raffigurante l'Annunciazione nella chiesa di San Rocco a Desio. Nel '65 ottiene un grande riconoscimento critico nella personale realizzata alla Galleria Gussoni di Milano, poi alla Bolzani e Nuovo Sagittario. Nel '76 consegue il Trofeo dell'Arte "Premio Internazionale" a Campione d'Italia abbinato al cantante Bruno Lauzi. Nel '83 il presidente Pertini gli conferisce l'onoreficenza di Cavaliere, mentre Cossiga, nell'89, lo rende Ufficiale con la menzione "Giuseppe Spinelli in arte Pino per benemerenze artistiche nel mondo dell'arte". La morte lo coglie a Desio, dove abitava con la famiglia, il 5 settembre 1994. La stampa specializzata e quotidiana riporta la notizia ricordando le sue qualità artistiche. Esposizioni di retrospettive tengono viva la sua immagine artistica, oggi diligentemente corrisposta dal figlio Pietro Luca Spinelli.

 

L'eco della critica

Antonino De Bono: " ...L'acquerello di Spinelli è caratterizzato da una scandita visualizzazione ambientale: scene di vita di tutti i giorni, motivi gioiosi parigini e lombardi, fremiti pulsanti, equilibrati spunti paesistici, centrati tutti con tinte succose ed appropriate. Una pittura ad acqua originale, personalissima, che accomuna la macchia al segno, la visione timbrica, all'elegia del tono squisitamente nutrito di motivi sentimentali e lirici ..."

Carlo Munari: "...Non sono molti i cultori dell'acquerello perchè la sua pratica presuppone una applicazione assidua quanto amorevole. Spinelli è da annoverarsi fra costoro. L'artista ha notevole dimestichezza anche con il colore ad olio come attestano i suoi paesaggi. Nel repertorio dei piatti di grande misura, egli si differenzia nettamente dalle consuete caratteristiche della ceramica inclinando verso un raffinato ..."

Renzo Biasion: "...Pino Spinelli, pittore lombardo, è un esperto conoscitore delle tecniche pittoriche. Passa con disinvoltura dall'affresco all'acquerello, dall'acrilico al puro disegno, dalla litografia alla pittura su vasi e piatti che viene poi sottoposta al fuoco ceramico. Non sono molti, oggi, gli artisti che sentono la curiosità di provare le varie tecniche e la necessità di fare bene il proprio mestiere. Pino Spinelli è tra costoro e, a mio parere, questo è già un titolo di merito. Un altro titolo di merito di questo artista sta nel saper affrontare tutte le dimensioni ... "


Raffaele De Grada: "...Pino Spinelli ha subito avuto un gran fiato da quando ha incominciato a dipingere perchè è partito deciso con grandi tele su cavalletto e con affreschi che sono dispersi in molte località lombarde. E' cioè partito allo stesso modo dei grandi pittori del passato che hanno fatto prima il mestiere di pittori con relative fatiche, le necessità del vivere da soddisfare, la voglia di vedere subito la resa del proprio lavoro e il bisogno di richiamare le tradizioni lombarde e di riesprimerle in forma nuova onorando gente e natura della sua terra ... "

Mario Monteverdi: " ...Spinelli è riuscito a conferire pure all'acquerello una granulosità che si traduce in saldezza di colore, in intensità di materia, qualità che ovviamente ritornano nei dipinti ad olio, negli acrilici e negli affreschi ... "


Teodosio Martucci: " ...Il Maestro Spinelli è stato inoltre un limpido osservatore della vita cittadina, con i suoi ambienti, le strade affollate di traffico o il mondo elegante degli spettacoli teatrali ..."

Mario Portalupi: " ...Gli acquarelli hanno l'ariosità, la trasparenza che convengono a una tal pittura: paesaggi, cavalli e cavalieri nel vibrato dell'atmosfera, con luci ravvivanti. Negli oli, nei quali l'artista si sbizzarrisce ad affrontare argomenti figurativi c'è il pittore di cavalletto e l'affreschista in felice unione ..."


Dino Villani: " ...Pino Spinelli, pittore lombardo, espone in questa mostra acquarelli ed oli legati da uno spunto unitario che discende direttamente dalla sua esperienza di abile affreschista. Pittura robusta e spesso sostenuta nel colore che si addolcisce con trasparenze opaline ..."

G. Falossi: " ...Pino Spinelli oltre che pittore e affreschista di vaste proporzioni è notissimo acquarellista, erede della migliore tradizione europea. Non cerca una facile gloria, vuole dedicare all'arte la vita, perchè la vera arte può essere solo frutto di sacrificio e di lavoro, e arricchisce principalmente lo spirito ..."


Vigorelli: " ...Fra i diversi linguaggi dell'artista e fra le sue tematiche ( figure, paesaggi, nature morte ) è impossibile dimenticare il potere di suggestione di alcuni acquarelli ( non a caso è considerato uno dei migliori acquarellisti ) dotati di una potenza espressiva assolutamente straordinaria ..."

Alfio Coccia: " ...Un commento di particolare interesse è la pittura di Pino Spinelli, Egli asserve la luce ad un eguale splendore della forma che è il frutto della tecnica dell'acquarello... Il colore acquista pertanto una diversa radice che si scongela in una palpitazione nuova ..."


Franco Cajani: " ...I suoi temi prediletti sono gli interni che trovano giusta rispondenza dove attingendo ad un realismo plastico idoneo cerca di far lievitare le forme semplici della quotidianità e mette così in evidenza quella sorta di palese senso del mondo e delle cose che interessano tutti gli atti ..."

Renato Giuntini: " ...Si è scritto tutto, ormai, sulla tecnica acquarellistica: difficoltà dell'esecuzione da cui non si torna indietro, la necessità della sintesi e del ritmo, il pericolo delle facili emozioni e della "graziosità" che esclude il dramma; da questo pericolo è esente Spinelli il quale ha superato il passaggio dall'olio all'acquarello mutando soltanto la partenza del suo viaggio di artista, non la meta di arrivo. Questo è Spinelli, un artista da "leggere" e da imparare, per non ..."


Marpanoza: " ...Il fatto che diventa poesia. Solo perchè l'interpretazione e l'esecuzione collaborano a pieno senso nel determinare il ritmo rallegrato dalla forza tonale che irrobustisce d'espressione il tessuto figurale, appunto perchè nelle membrane della tecnica che conduce ai risultati d'atmosfera l'ineguagliabile, vi è una responsabilità poetica che sale dal calore del lavoro che si afferma in armonia di reale, con meraviglioso spirito di festa. Così Pino Spinelli ..."

Vittorio Sgarbi: " ...Le opere di Spinelli sono interessanti ..."


Davide Lajolo: " ...una ricerca stilistica che unisce alla corposità del racconto il segno di un artista che non rinuncia a guardare avanti ..."

Pier Franco Bertazzini: " ...Vi compaiono vedute urbane, paesaggi invernali annotati di malinconia, visioni di neve, scorci di Parigi e di Milano, vie, piazze, monumenti con la variegata folla dei passanti: questi in genere gli spunti tematici che il pittore addolcisce e modella in un'atmosfera e su fondali insistiti di luci vaporose o di modulazioni crepuscolari ..."


Spartaco Balestrieri: " ...I suoi acquarelli, per intensità cromatica e solidità costruttiva veri e propri "affreschi" su carta, si staccano dalla fluidità propriamente tradizionale del Raimondi di cui fu devoto allievo, fortemente tecnico ammiratore per via d'una certa atmosfera Morandiana che ne confluisce le visioni su un piano novecentesco ..."

Lorenzo Vincenti: " ...Pino Spinelli, che Londra definì "principe dell'acquarello e del colore" in occasione della sua mostra alla Corner Gallery del 1983, espone al Circolo Culturale "Pro Desio" di Desio ( Milano ) in un'antologica che riassume 40 anni di lavoro: pitture a olio, incisioni, acquarelli, ceramiche ..."


Luigi Locatelli: " ...Egregio acquarellista ed affreschista di vaste pitture, all'arte è maturato con ardore e spontaneità senza sofisticazioni di arrivismi forzati. Consensi non gli sono mai mancati anche da autorevoli critiche. La sua estrinsecazione d'arte è ottima sotto tutti i punti di vista ..."

Lino Rossi: " ...Spinelli, dunque, con il suo estro artistico esaltato da un'eccezionale abilità tecnica. E arricchito dall'attento studio dell'architettura, oppure delle atmosfere e dei dati concreti ( vestiti, arredamento ) di un Ottocento che l'artista ama ..."


Lidia Reghini: " ...Dall’acquarello alla ceramica, fino alla pittura ad olio, all’incisione, all’esperienza dei grandi affreschi, si avverte una carica espansiva segno eloquente di una vocazione polifonica e polisemantica dell’arte ..."

L'Arte di Pino Spinelli vista da Maria Teresa Prestigiacomo ( Critico e Consulente d'Arte )

E’ opportuno ricordare, parlando dell’artista Pino Spinelli, che in occasione della Mostra Antologica tenutasi, nell'ottobre del 2002, presso la Galleria Ars Italica di Milano, è stato rivolto all’artista il plauso ufficiale della massima carica dello Stato: un riconoscimento considerevole che esalta le straordinarie doti del pittore, sicuramente una dei più importanti interpreti-protagonisti nell’ambito della complessa disciplina dell'acquerello, una tecnica che per lui, come molte altre, non celava, ormai, più segreti. Così, il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha espresso il suo vivo apprezzamento verso l’artista scomparso, al figlio: “La mostra antologica delle opere del Maestro Pino Spinelli rappresenta un evento culturale che merita vivo apprezzamento. Originale figura d’artista, egli ha esercitato la sua creatività nelle varie tipologie pittoriche, dall'affresco agli acquerelli, alla ceramica, valorizzando l'insegnamento degli antichi artigiani lombardi. Con questi sentimenti, il Capo dello Stato invia a Lei, egregio Dottor Spinelli, affettuoso custode dell'opera di suo padre, e a tutti i partecipanti un saluto e un augurio cordiali...”. Roma, Quirinale, 17Ottobre 2002. Non é da tutti essere ricordati, a pochi anni dalla morte, persino dal Capo dello Stato, per l’elevata statura professionale e le qualità delle espressioni artistiche, in particolare per gli acquerelli...Pino Spinelli, negli anni Cinquanta, abbraccia il “Divisionismo”, in altre parole quella pittura che rompeva con i temi tradizionali e disincantati, per affrontare il tema del lavoro, come dimostra la sua opera-affresco “Dai campi lo sviluppo economico” in cui l’artista rende omaggio alla civiltà contadina (all’Italia che lasciava il posto alla civiltà industriale) con un impianto che lascia intravedere, nell’impostazione scenica, l’influenza dell’opera “Il quarto stato” di Pellizza da Volpedo; Spinelli tratta, pertanto, quelli che erano i grandi temi del realismo italiano, introdotto in Italia da Guttuso, confermandosi pittore specchio del suo tempo, intimamente legato ai problemi sociali. Sullo sfondo dell’opera, il tema dell’urbanesimo che avanza e si afferma...  Altezzose e gentili, le donne di Spinelli, sobrie e composte, nell’armoniosa composizione per l’affresco che adorna un edificio; splendidi quadri rendono omaggio, invece alla Milano pulsante di vita e d’affari, attraverso un’atmosfera rarefatta, evocatrice delle opere del più interessante Toulouse- Lautrec o della fotografia cinematografica, anni Cinquanta, del più brillante Tornatore (vedasi l’opera “ Piazza Cordusio”). Romantico, sensibile d’animo, Spinelli offre la sua eccellente tecnica alla poesia di una passeggiata in Galleria, nella metropoli lombarda, adottando una straordinaria ed originale tavolozza dalle cromie che assecondano il sapore del ricordo del tempo perduto, come foto d’antan, dai colori sfumati, stesi a mano, una ad una...” Piazza Duomo”, “Verso San Babila”, “ In Galleria”: opere che rendono il sentito tributo del maestro alla capitale degli affari, velata dall’artista per mezzo dell’arcano, poetico soffio di poesia, supportata da una brillante tecnica.  Eccellente, dunque, la capacità di Spinelli nel conferire dinamismo scenico all’impianto pittorico, attraverso forme, piani e sfondi, cromaticamente e ritmicamente bilanciati. Pittore coerente e forte, l’artista, pur assorbendo inconsciamente le influenze del panoramico pittorico del suo tempo, non si lasciò mai condizionare dalle scelte dei colleghi che seguirono movimenti e mode, aderendo a quelle correnti che crearono notevole scompiglio nel lasso che intercorre tra gli anni Cinquanta e gli anni Novanta (basti pensare alla Pop Art, alle tele tagliate di Fontana o ai sacchetti di plastica per spazzatura bruciati sulle tele)... Spinelli resta sempre fedele ai suoi canoni ed ai suoi stili; ciò gli consentirà di affinare sempre più, nel tempo, le sue tecniche, confermando la sua figura quale una delle più significative nel panorama artistico a cavallo tra gli anni Cinquanta e Novanta. Pittore eclettico, egli ha lasciato testimonianze tangibili della sua versatilità, consegnando ai posteri brillanti opere, ceramiche pregiate ed originali “Graffiti”che parlano del suo profondo amore per l’arte.

Maria Teresa Prestigiacomo (novembre 2005) - mariateresa.prestigiacom@tin.it

 

Bibliografia


> Bolaffi Arte - Torino

> A.M. Comanducci - Milano

> A.M. Comanducci Annuario - Milano

> Pino Spinelli "Artisti 900" - Ed. Villani

> Pino Spinelli "Le grandi firme dell'acquarello" - Ed. Arte+Arte

> Pino Spinelli "Omaggio a..." - Ed. Il Quadrato

> Pino Spinelli "Ed. Giorni Vie Nuove" - Davide Lajolo

> Pino Spinelli "Ed. Arte Rama" - M. Portalupi

> Pino Spinelli "Artisti Visivi Italiani" - Ed. Monteverdi

> Pino Spinelli "Artista Contemporaneo" - Ed. Brescia

> Pino Spinelli "Archivio Storico Artisti Italiani" - Ed. Milano

> Pino Spinelli "Visual Arts" - Ed. Arte Espansione Roma

> Pino Spinelli "Un artista" - Ed. Il Miliardo Firenze

> Pino Spinelli "Dizionario Internaz. degli Acquarelli" - Milano

> Pino Spinelli "La Vita e l'Opera" - Ed. ArteCultura Milano

> Enciclopedia Scultura e Pittura Italiana - Brescia

 

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