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Le News di Artinvest2000

 

 

Parigi, furto al Museo d'arte moderna

Rubati Picasso, Matisse e Modigliani

Sono cinque le tele rubate questa notte per un valore complessivo di 500 milioni. Le altre due sono di Georges Braque e Fernand Léger

 

 

Ecco le immagini dei dipinti rubati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La corsa ai fondi d'investimento in arte
di Marilena Pirrelli

 

 

 

Fonte "Sole 24 ore"Negli ultimi anni il mondo della finanza è letteralmente impazzito per l'arte contemporanea: gli uffici e le case di banker, money manager ed hedge fund manager nella City traboccano di opere di Jeef Koons, Damien Hirst, Tracy Emin, Cindy Sherman, Andy Warhol ("Liz" (1963) battuta all'asta di Christie's, New York, il 13 novembre per 23.561.000 $) e tanti altri.
Ma l'effetto più curioso di tale amore e cercare di trasformare l'arte in business. Molti di loro, probabilmente, sono riusciti a comprare e rivendere opere di artisti - probabilmente per un cambio di gusto e di moda - che in breve tempo si sono rivalutate, ottenendo discreti capital gain.
Perché allora non provare a inserire una quota di arte nei fondi per diversificare il portafoglio?
Da un paio di anni se ne parla, ma ora c'è chi ha cominciato a raccogliere capitali da investire in arte: questi fondi sono chiusi, private o hedge. Sono sottoscritti su richiesta dell'investitore e spesso dislocati in paesi off shore. Nella maggior parte dei casi non sono vigilati, né dalla Fsa o né da altre autorità, ad eccezione in Italia del fondo Pinacotheca di Vegagest autorizzato da Banca d'Italia, sebbene il regolamento sia in fase di modifica per allargare le maglie operative.
I benchmark di riferimento sono indici come il Mei Moses, Artnet, Artmarket Research e Artprice.
E i costi somigliano a quelli degli hedge fund: 2-5% fee d'ingresso più 2-3% commissione di gestione e un bel 20% di fee di performance. Oggi le tipologie di fondi in circolazione sono due: long term (10 anni) con lock up di 3/5 anni e diversificazione su tutto il periodo della storia dell'arte, e gli speculativi, spesso lanciati da hedge fund manager, a breve (5 anni) che puntano sul contemporaneo, dove è più facile fare trading. Andy Warhol, ad esempio, è ritenuto moneta sonante scambiabile con gran facilità, così come Roy Lichtenstein e Keith Haring, per non parlare degli artisti cinesi e indiani emergenti.
Il vero nodo di questi fondi è il rischio del conflitto d'interesse. Difficile inserire nei board consiglieri indipendenti: spesso vi siedono dealer, operatori di case d'asta, galleristi e advisor, che nella gran parte dei casi fanno il mercato. Come gestiranno il fondo, suggeriranno opere e artisti lontani dai loro interessi? Per esempio, talvolta, la rivalutazione degli artisti risulta "aiutata" da mostre temporanee o gifts ai musei di collezionisti, da dealer ben introdotti o da stime riguardevoli fatte in asta.
Comprare in galleria – o addirittura dall'artista e dai privati (seguendo la regola delle 3 d: decessi debiti e divorzi) – e vendere in asta e fare arbitraggi sui mercati più liquidi sono le regole auree di questi nuovi fondi. Ma tagliare la catena degli intermediari potrà bastare a rendere il mercato dell'arte efficiente e profittevole? E vero, del resto, che proprio sui mercati inefficienti si possono ottenere performance a doppia cifra, lo sanno bene gli hedge manager. Ma oggi il rischio più grande è quello di entrare in un mercato già in forte rialzo. E se questi fondi da una parte ampliano la base degli investitori rendendo il mercato dell'arte più liquido, dall'altra lo correlano molto più fortemente alle Borse, mentre l'arte sino a oggi è stata considerata un bene rifugio.
Infine, non esiste un track record per questi strumenti e i precedenti storici non sono da emulare: solo il British Railways Pension Fund registrò rendimenti positivi con +13,1% annuale, gli altri lasciarono gli investitori con il cerino in mano.
Al momento l'unico ad essere veramente partito con la raccolta e la gestione è Philip Hoffman, che con il Fine Art Management Services Ltd ha un patrimonio under management complessivo di 60/70 milioni di $. Il primo fondo operativo che ha chiuso la raccolta è il Fine Art Fund I di durata decennale e un lock up di tre anni con un investimento minimo 250.000$. Ha circa una ventina di sottoscrittori, tra persone fisiche e fondi pensione, banche, e imprese: a giugno di ogni anno viene valutato il Nav del fondo attraverso una perizia incrociata di Christie's, Sotheby's e un advisor indipendente. Il 30 giugno 2007 l'Irr (Internal rate of return) del fondo era del 34% sul venduto e del 23,40% su tutto il portafoglio (14,33% giugno 2006). Le opere in portafoglio all'inizio erano 50/60, 25 sono state già vendute. Il portafoglio di artisti, entro il quale Hoffman si muove, è formato dal 5% del top del mercato ed è così composto: 30/35% Old masters, 10/20% Impressionisti, 15/20% Moderna, 30/40% Post-war fino al 1985 e, infine, 5/10% Very contemporary. Sono in fase di raccolta il Fine Art Fund I (10 anni) e il China Art Fine Fund (5 anni e investimento minimo 100.000$), mentre sono ai nastri di partenza l'India e il Middle Eastern Fine Art Fund.

 

Fonte "Il Sole 24 ore"

 


 

 

Artinvest: la nuova sede presso La Torre della Filanda di Rivoli" oltre 600 mq di esposizione.

Nuova prestigiosa Sede per Artinvest

L'antica torre dell' XI secolo sarà la sua nuova sede

 

Dal 1° Giugno 2008, la galleria Artinvest trasferisce la sua sede a Rivoli, all' interno di un struttura storica "La Torre della Filanda" creando una delle più grandi e prestigiose gallerie d'Arte private in Italia . Questa collocazione la pone al centro della città simbolo dell'arte nel Nord Italia, vicinissima al "Museo d'Arte contemporanea" che raccoglie migliaia di turisti ogni giorno ed insieme ad altre strutture create ad hoc per rendere questa città un polo di attrazione turistica. La splendida costruzione della Torre si erge maestosa tra le antiche vie di Rivoli, offrendo una vista mozzafiato a coloro che ammirano il panorama dalle finestre dell'ultimo piano e che avranno la sensazione di trovarsi in un luogo distante centinaia di anni dal tempo reale. All'interno tantissimi dipinti di autori contemporanei e non, per la gioia degli amanti dell'Arte che potranno visitarla liberamente, seguendo il percorso negli oltre 650 mq. di esposizione; è presente anche un delizioso bar interno con dehor. Artinvest s.r.l. Via al Castello 8, 10098 Rivoli (Torino) +39.011.9589313  Mobile +39335258333 mail: info@artinvest.it  Website: http://artinvest.it

Dal Mercoledì alla Domenica dalle 10.00 alle 19.30.  Visite su appuntamento.

 

 

 

 

Guarda il video di presentazione:

 

 

 


 

 

Pietro Cascella

Morto Pietro Cascella, lo scultore dall'animo "monumentale"

 

 

Roma - Pittore, scultore, erede di una dinastia di artisti, Pietro Cascella, è morto a Pietrasanta e il mondo dell'arte è in lutto. Ad annunciare la sua scomparsa è stato con parole accorate dal neo-ministro dei Beni-attività culturali Sandro Bondi, che era suo amico e era stato suo collaboratore. "Con la scomparsa di Pietro Cascella, straordinario uomo e artista, mi viene a mancare una guida paterna e un punto di riferimento insostituibile - ha detto Bondi - La sua grande umanità e la sua arte hanno segnato la mia vita. L'unico rammarico è che nel mio impegno ministeriale non mi possa essere vicino con i suoi consigli e le sue idee".

Cascella si è distinto per la monumentalità delle sue opere, spesso improntate a una profonda sensibilità civile: dal Monumento ad Auschwitz all'Arco della Pace di Tel Aviv, dall'Omaggio all'Europa di Strasburgo a quello alla Resistenza Bella Ciao a Massa.

Nato a Pescara il 2 febbraio 1921, Cascella si avvicina alla pittura fin da giovanissimo seguendo il padre Tommaso e il fratello Andrea. Per approfondire le sue conoscenze, nel 1938 si trasferisce a Roma, dove si iscrive all'Accademia di Belle Arti per seguire i corsi di Ferruccio Ferrazzi. Poco più che ventenne partecipa, nel 1943, alla Quadriennale di Roma e nel 1948 è invitato alla prima Biennale di Venezia del periodo post-bellico. Sono gli anni in cui, insieme ad Andrea, lavora in una fornace per la ceramica e con questo materiale realizza le prime opere di grande formato. Ancora alla Biennale nel '56, Pietro va progressivamente maturando il suo distacco dalla pittura per trovare nell'espressione plastica la cifra della sua arte.

Nel 1958 concepisce insieme al fratello e all'architetto Julio Lafuente il progetto per il monumento di Auschwitz, che sarà realizzato nove anni dopo su un nuovo disegno interamente ideato da Pietro (e con il progetto dell'architetto Giorgio Simoncini). Intanto l'incontro a Roma con l'artista cileno Sebastian Matta lo porta a elaborare quadri-scultura dalle tematiche surreali, che comunque gli consentono di approfondire la sua ricerca orientata verso la pietra e il marmo. Le sue sculture si presentano infatti solitamente composte da masse pietrificate levigate, aspre o corrose con accenni di base cubista ed elementi di purismo geometrico.

Il carattere monumentale, presente anche nelle sculture di piccole dimensioni, traduce il senso di potenza ed energia, che si richiama alla grande tradizione arcaica dell'arte, sulla quale si innesta una fantasia tutta moderna. L'uso della pietra, che Cascella definisce "l'ossatura della terra", rappresenta il recupero dell'antica naturalità e integrità dell'uomo, sintesi plastica di volumi articolati, che, richiamando forme archetipe, collocando l'artista in una linea ideale della scultura europea da Brancusi a Lipchitz. Protagonista di molte personali in Italia e all'estero, Cascella realizza negli anni '70 opere di grande importanza, come l'Arco della Pace di Tel Aviv, , l'Omaggio all'Europa a Strasburgo, il Monumento a Giuseppe Mazzini a Strasburgo, Bella Ciao a Massa.

Tra le sculture monumentali degli anni '80 vi sono invece Cento Anni di lavoro allo stabilimento Barilla a Parma, la Nave per la citta' di Pescara e la piazza di Milano Tre. Nel decennio successivo realizza grandi opere come l'Agorà all'Università di Chieti, il Monumento della Via Emilia a Parma, la Porta della Sapienza a Pisa, l'Ara del Sole a Ingurtosu in Sardegna, il Teatro della Germinazione nel Parco Nazionale d'Abruzzo e la Volta Celeste ad Arcore (Milano), il mausoleo commissionato all'artista da Silvio Berlusconi nella propria villa. Il Presidente del Consiglio, nel ricordalo oggi, lo ha definito "uno dei più grandi interpreti della scultura contemporanea" e ha salutato "lo straordinario amico che ricorderò sempre attraverso la testimonianza delle sue opere".
Rappresenta idealmente la volta celeste il mausoleo che Silvio Berlusconi si è fatto costruire da Pietro Cascella ad Arcore, nel parco di Villa San Martino. Una scultura astratta all'esterno, di marmo bianco delle Alpi Apuane, fa da cornice alla scala in travertino che porta all'interno della struttura con un vestibolo e una porta scorrevole in pietra da cui si accede al corridoio che porta alle tombe, al centro il sarcofago bianco realizzato per Berlusconi, intorno sulle pareti un fregio che rappresenta delle catene, simbolo della famiglia, perché gli anelli sono legati uno all'altro. Ancora nessuno riposa in questo mausoleo perché la legge non lo permette e dunque lo scorso febbraio i funerali della mamma del premier, Rosa Berlusconi, si sono svolti ad Arcore ma poi la salma è stata sepolta al cimitero monumentale di Milano vicino al marito Luigi. Proprio la morte del padre nel 1989 ha dato al fondatore di Forza Italia, quando ancora non era entrato in politica, l'idea del mausoleo del quale parlò subito con Pietro Cascella, suo amico e soprattutto artista di fama mondiale.

"Mi disse: 'non farmi una cosa mortuaria con le falci, i teschi' - ha raccontato tempo fa lo stesso Cascella in un'intervista - e allora ho pensato all'alto, al cielo e ho fatto questa cosa che si chiama volta celeste". I lavori sono terminati nel 1993, ma nel frattempo Cascella aveva presentato a Berlusconi un suo amico, il sindaco comunista di Fivizzano, tale Sandro Bondi poi diventato coordinatore di Forza Italia e attuale ministro dei Beni culturali, che ha definito il mausoleo "una delle più grandi opere monumentali degli ultimi decenni".

 

 


MonetRitrovate due delle quattro tele rubate a Zurigo
Erano state trafugate qualche giorno fa dalla Collezione Bührle, ma la Polizia non conferma.


Sono stati ritrovati i due capolavori dell'Impressionismo, "Ramo di castagno in fiore" di Vincent Van Gogh e "Papaveri vicino a Vetheuil" di Claude Monet. I flash si scatenano quando la polizia di Zurigo li mostra alla stampa. Del resto sono due delle quattro opere d'arte di maestri dell'impressionismo rubate il 10 Febbraio scorso durante una rapina senza precedenti. In un piccolo ma ricco museo d'arte di Zurigo, la fondazione Bührle, 3 banditi avevano fatto stendere a terra dipendenti e visitatori fuggendo con 4 tele:oltre a Van Gogh e Monet, un Cezanne e un Degas. Il più ingente furto d'arte mai avvenuto in Svizzera, uno dei maggiori al mondo ha suscitato scalpore. Ieri la telefonata di un dipendente di un ospedale psichiatrico di Zurigo insospettito da un'auto abbandonata nel piazzale ha portato la polizia al ritrovamento dei due capolavori del valore di 44 milioni di euro. Un bottino forse troppo pesante per il committente che si è tirato indietro all'ultimo, oppure i ladri, braccati, hanno abbandonato le tele più ingombranti. Certo questi Arsenio Lupin a mano armata non sembrano veri professionisti e la polizia spera di trovare presto le altre 2 tele rubate.

 


 

 

 

 Trafugate quattro importanti opere di Van Gogh, Monet, Degas e Cezanne.

 

 

 

 

 

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"Ludovic Lepic e le sue figlie" di Edgar Degas, 1871 
 

Grave furto di opere d'Arte a Zurigo
Trafugate quattro importanti opere di Van Gogh, Monet, Degas e Cezanne.


Ancora una volta l'Arte deve fare i conti con coloro che pensano di arricchirsi trafugandole. Per la qualità delle opere e per gli artisti interessati, lo possiamo definire uno dei furti più gravi dopo quello avvenuto nei Paesi Bassi nel 1988 al Museo di Arnhem, dove furono trafugate tre tele di Vincent Van Gogh. Questa volta a farne le spese sono state tele di Monet, Degas, Cezanne e nuovamente Van Gogh, sottratti dalla collezione Buhrle (fondazione e collezione di arte impressionista e moderna con sede in Zollikerstr 172, a Zurigo, in Svizzera) una delle collezioni private più importanti d'Europa, per un valore, secondo quanto dichiarato dalla Polizia elvetica, di circa 112 milioni di Euro. Le stesse forze dell'ordine hanno precisato che il furto è stato compiuto da tre uomini mascherati, di cui uno, armato di pistola, che ha costretto il personale a sdraiarsi per terra, mentre i suoi complici staccavano i quattro preziosi dipinti dalle sale del pianterreno fuggendo poi a bordo di un veicolo bianco. È già stata fissata una ricompensa di 100'000 Franchi, 63.000 Euro circa, per chiunque darà informazioni utili a recuperare la refurtiva. Questo furto si aggiunge a quello perpetrato pochi giorni fa, sempre in Svizzera, dove furono sottratte al centro culturale di Pfaeffikon (cantone di Svitto) due tele di Pablo Picasso.
 

 


 

RUBATI DUE PICASSO IN MOSTRA IN SVIZZERA

GINEVRA - Due quadri di Picasso del valore di diversi milioni di euro sono stati rubati ieri in Svizzera. Le due tele erano esposte in una mostra al centro culturale di Pfaeffikon (cantone di Svitto), ha riferito oggi l'agenzia di stampa svizzera 'Ats'. Non è ancora chiaro come i ladri, di cui non si ha traccia, siano riusciti a penetrare nell'edificio. Le due opere trafugate - "Tete de cheval" (1962) e "Verre et pichet" (1944) - appartengono al Museo Spreng di Hannover. I proprietari hanno promesso una ricompensa per l'arresto dei responsabili e il recupero della refurtiva.

 

 


 

Arte rubata: la caccia al ladro si sposta su eBay
Adesso non si accontentano delle riproduzioni e vogliono gli originali. Nonostante il mercato della contraffazione di beni culturali sia in continua espansione, i giapponesi e gli americani sono ai primi posti nella “lista nera” degli acquirenti di opere d’arte rubate in Italia. Pagine miniate e oggetti religiosi di inestimabile valore storico e artistico sono stati ritrovati nelle ville di facoltosi industriali americani mentre statue o oggetti di ebanisteria nelle abitazioni dei ricchi giapponesi. Tutte opere rubate da musei, collezioni private e chiese italiane e ritrovate dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Il Giappone e gli Stati Uniti, infatti, sono diventati i nuovi punti di riferimento dei trafficanti internazionali di opere d’arte. Ma nella mappa tracciata dai carabinieri compaiono anche svizzeri, inglesi e francesi. Il loro interesse sembra essere rivolto, come in passato, in particolare alle nostre opere pittoriche e grafiche. Nello scorso anno, secondo i dati elaborati del Comando dell’Arma dei Carabinieri, i furti sono diminuiti del 10,47%, come una leggera flessione è stata registrata anche per gli scavi clandestini (-4,16%), ma gli oggetti rubati sono aumentati. In sostanza sembra che il ladro specializzato nel furto d’arte abbia cambiato tecnica rispetto ad alcuni anni fa. Secondo gli investigatori, sempre più frequentemente quando colpisce mira all’intera collezione. In aumento i furti in istituzioni pubbliche e private, biblioteche e archivi del Lazio, Piemonte e Lombardia. Ma ne sa qualcosa anche la Toscana. Con solo due “colpi” sono state trafugate quasi 500 opere. Ad un collezionista privato e critico d’arte in provincia di Pisa i ladri hanno portato via circa 250 pezzi tra quadri di Fattori, di Viviani, un’intera collezione del pittore Renato Lacquaniti oltre a litografie e dipinti di artisti del primo Novecento. Con modalità diverse anche l’Accademia d’Arte Scalabrino di Montecatini Terme(Pistoia) è stata “svuotata” di oltre 200 opere. Un colpo quest’ultimo, dalle modalità molto particolari che hanno permesso ai carabinieri del Nucleo di Firenze di ritrovarne, in tempi da record, quasi 170.

Il Capitano Christian Costantini, comandante del Nucleo tutela patrimonio artistico della Regione Toscana e Umbria.

 

“È il lavoro minuzioso svolto tra case d’asta, mercati d’antiquariato, fiere e internet ed in particolare su eBay“, spiega il Capitano Christian Costantini, comandante del Nucleo tutela patrimonio artistico della Regione Toscana e Umbria, “che ci ha permesso di ritrovare molte opere rubate in Italia, non solo in Toscana”. Infatti eBay negli ultimi anni è uno dei mezzi più utilizzati dai trafficanti per rivendere in particolare quadri e materiale numismatico. Cambiano di conseguenza anche le tecniche investigative per rintracciare le opere d’arte. “Il costante monitoraggio dei siti dedicati all’arte e i controlli dei cataloghi dei musei, delle gallerie ma soprattutto degli antiquari ci permette di arricchire la banca dati creata in collaborazione con le Soprintendenze”, precisa Costantini, “e di avere la descrizione precisa dell’oggetto o del quadro che è stato rubato”. Sono state recuperate solo nel 2007 oltre 95 mila opere d’arte in tutta Italia, con un incremento del 45,7 per cento. La schedatura sempre più precisa che viene effettuata sull’opera, prima che questa possa essere trafugata, infatti, permette agli investigatori di riuscire ad individuarla con molta più facilità e quindi recuperarla. L’invito dei carabinieri a coloro che possiedono un oggetto di valore è di visitare il sito www.carabinieri.it e di scaricare e compilare il modulo che permette di creare una vera e propria “carta d’identità dell’opera”. Un modo ulteriore per tutelarsi e soprattutto per agevolare il lavoro degli investigatori in caso di furto.

Da Panorama

 

 

 

 


 

San Paolo, ritrovato il quadro di Pablo Picasso

 

Pablo Picasso: "Il ritratto di Suzanne Bloch"

 


La polizia brasiliana ha recuperato due quadri rubati tre settimane fa, fra cui il "Ritratto di Suzanne Bloch" di Picasso, trafugati poco prima di Natale dal Museo d'Arte di San Paolo e ha arrestato due persone. I due quadri, l'altro è "Il raccoglitore di caffè " del pittore brasiliano Candido Portinari, sono stati ritrovati in una casa alla periferia di San Paolo. L'arresto dieci giorni fa del pregiudicato Francisco Laerton Lopes de Lima ha condotto all'arresto del suo presunto complice, Jesus Jordao e al recupero delle due tele, giudicate in perfette condizioni. La polizia ha dichiarato che intende ora risalire ad eventuali ricettatori o committenti. Pablo Picasso dipinse il ritratto della cantante Suzanne Bloch nel 1904 durante il cosiddetto "Periodo Blu" del quale é l'ultimo importante lavoro. Il quadro, insieme a quello di Portinari del 1939, furono rubati dal Museo d'Arte di San Paolo poco prima dell'alba dello scorso 21 Dicembre. I ladri usarono un cric idraulico per forzare la porta principale. Il museo non aveva sistema d'allarme e i quadri non erano assicurati.  VAI ALLA SEZIONE NEWS

 

 

 


 

 

San Paolo, rubato quadro di Pablo Picasso
Da museo portato via anche un Portinari

 


Furto al museo d'Arte di San Paolo. Dalla pinacoteca, la più importante dell'America Latina, sono stati portati via "Il ritratto di Suzanne Bloch" 65x54 cm. di Pablo Picasso e "O lavrador de café" 100x81 cm. del pittore italo-brasiliano Candido Portinari, considerati tra le opere principali della collezione. Il Masp si trova nel caratteristico palazzo a ponte costruito dall'architetto italiano Lina Bo' Bardi nella centralissima Avenida Paulista. ''Le prime informazioni parlano di un'azione rapida e precisa - si legge sul sito del quotidiano paulista "Folha de San Paulo" . I ladri conoscevano con esattezza le opere che volevano portare via dall'istituzione''. Le telecamere interne del museo hanno registrato tutto il furto, avvenuto rapidissimamente, e serviranno da base per le investigazioni. Il museo, che è una delle principali attrazioni turistiche di San Paolo, è stato chiuso al pubblico. Il valore stimato della perdita ammonta a circa 100 milioni di dollari per le due tele.

 


 

COMUNICATO STAMPA

 

IL MODIGLIANI INSTITUT ARCHIVES LÉGALES PARIS-ROME

E IL PROGETTO "CASA MODIGLIANI”

 

Aderendo ad una sollecitazione giuntagli alcuni mesi fa da parte di operatori culturali italiani, Laure Nechtschein Modigliani, nipote del grande artista livornese, erede e titolare dei diritti morali dell’artista, e Christian Parisot, Presidente degli Archivi Legali Amedeo Modigliani, hanno individuato l’Italia e Roma come sede ideale e definitiva per accogliere l’intero patrimonio documentale che costituisce gli Archivi Legali Amedeo Modigliani custodito per oltre 50 anni a Parigi e trasferito, nel corso dell’ultimo anno, a Roma. 

Allo scopo, si è costituito a Roma il “Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome”, composto da Christian Parisot (Presidente), Massimo Riposati (Vicepresidente) e da Luciano Renzi (Segretario generale).

Obiettivi del “Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome” sono: a) creare le condizioni economiche, logistiche e istituzionali affinché si realizzi, a Roma, la “Casa Modigliani”; b) diffondere, in tutto il mondo, l’immagine di Modigliani “senza leggenda”; c) divulgare la vita e l’opera del maestro, l’epoca e l’humus culturale in cui visse attraverso mostre, attività editoriali, iniziative speciali, ecc. d) favorire l’accesso, locale e remoto, agli oltre 6.000 documenti che compongono gli Archivi Legali Amedeo Modigliani, ricorrendo alle teconologie digitali più avanzate; e) promuovere la ricerca scientifica, per esempio sui pigmenti delle opere, e nuovi ritrovamenti.

Tutta l’attività del Modigliani Institut è vigilata da un Comitato Scientifico di altissimo livello composto da: Laure Nechtschein Modigliani, Presidente onorario, Claudio Strinati, Presidente e Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano, Sylvie Buisson, Conservatrice Museo di Montparnasse (Parigi), Jean-Marie Drot, Scrittore e regista, Maurizio Fallace, Direttore generale per gli Archivi di Stato del MIBAC, Giuseppe Fiengo, Avvocatura dello Stato, Vladimir Goriainov, Conservatore Museo Pushkin (Mosca), Agnes Kläger, Curatrice eventi culturali, Shinske Iwara, Storico dell’arte, Gérard-George Lemaire, Storico dell’arte, Iseki Masaaki, Direttore Museo Teien (Tokio), Frédéric Pfannstiel, Erede ed avente diritto morale per Arthur Pfannstiel, Marisol Rossetti, Analista chimico per le opere d’arte, Franco Tagliapietra, Storico dell’arte.

Il progetto per la “Casa Modigliani”, sul quale è partita una campagna di comunicazione a novembre scorso con l’inaugurazione della statua monumentale “Tete de Cariatide” – riproduzione bronzea di un originale del 1911 di Amedeo Modigliani -, donata alla città di Roma e ora collocata in via definitiva negli spazi esterni dell’ospedale San Camillo, sta ottenendo molti  consensi, sia da parte delle istituzioni italiane che di primarie aziende. La “Casa Modigliani”, che accoglierà l’intero patrimonio documentale dell’artista, sarà un luogo rivolto a tutti gli appassionati d’arte, centro di studio e di ricerca, e sede di iniziative ed eventi di arte contemporanea.

Ad oggi, il “Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome” ha raccolto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e i patrocini di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Lazio, Enit (Agenzia Nazionale del Turismo),Unesco - Commissione Nazionale Italiana.

 

 

ORGANIGRAMMA

DEL MODIGLIANI INSTITUT ARCHIVES LÉGALES PARIS-ROME

 

 

Christian Parisot, Presidente

Massimo Riposati, Vice Presidente

Luciano Renzi, Segretario Generale

 

COMITATO SCIENTIFICO

Laure Nechtschein Modigliani, Presidente onorario, erede e titolare dei diritti morali per Amedeo Modigliani

Claudio Strinati, Presidente e Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano

Sylvie Buisson, Conservatrice Museo di Montparnasse, Parigi

Jean-Marie Drot, Scrittore e regista

Maurizio Fallace, Direttore generale per gli Archivi di Stato del MIBAC

Giuseppe Fiengo, Avvocatura dello Stato

Vladimir Goriainov, Conservatore Museo Pushkin, Mosca

Agnes Kläger, Curatrice eventi culturali

Shinske Iwara, Storico dell’arte

Gérard-George Lemaire, Storico dell’arte

Iseki Masaaki, Direttore Museo Teien, Tokio

Frédéric Pfannstiel, Erede ed avente diritto morale per Arthur Pfannstiel

Marisol Rossetti, Analista chimico per le opere d’arte

Franco Tagliapietra, Storico dell’arte

 

LE ATTIVITA' DELL'ISTITUTO

 

ATTIVITÀ ESPOSITIVA

Per celebrare l’importanza del trasferimento da Parigi a Roma del patrimonio documentale appartenuto ad Amedeo Modigliani – gli Archivi Legali Amedeo Modigliani – la campagna di sensibilizzazione, volta a creare le condizioni economiche, logistiche ed istituzionali, iniziata a novembre scorso con lo svelamento della statua bronzea Tete de Cariatide (riproduzione monumentale di un originale del 1911) presso Sant’Ivo La Sapienza , proseguirà con una serie di eventi espositivi in Italia e all’estero.

In Italia

Una mostra itinerante sugli Archivi toccherà almeno 30 comuni italiani con l’obiettivo di diffondere l’immagine di Modigliani “senza leggenda”, far comprendere all’opinione pubblica la portata innovativa di Modigliani sulla contemporaneità quale “Italiano d’Eccellenza” (ricordiamo qui che l’artista livornese è stato l’unico italiano che ha partecipato, da protagonista, alla rivoluzione del linguaggio artistico che ha caratterizzato la Parigi del primo Novecento) e sviluppare un senso di appartenenza allo “Stile italiano” di cui le opere di Modigliani sono tuttora testimoni nel mondo.

All’estero

Gli Archivi Legali Amedeo Modigliani saranno oggetto di mostre internazionali in collaborazione con prestigiosi centri espostivi e realtà museali di tutto il mondo.

Per esempio, di recente, il 17 giugno 2007, si è conclusa la mostra-evento “Meeting Modigliani” al Museo Pushkin di Mosca che ha registrato un grande successo di pubblico e di critica. La stampa internazionale l’ha definita l’evento più importante della storia culturale della città russa  suggellando due esordi. E’ stata la prima volta, infatti, che il “Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome” ha portato in Russia i documenti di Modigliani e la prima volta che è stata introdotta nella celebre istituzione moscovita la tecnologia interattiva (touch screen) a scopo divulgativo.

Le esposizioni consisteranno in opere, pittoriche e scultoree, di proprietà prese in prestito da altri musei o collezioni private, contestualizzate e valorizzate dalla presenza di una parte dei documenti costituenti gli Archivi Legali Amedeo Modigliani. Loro obiettivo sarà rafforzare uno dei simboli dello “Stile italiano” contribuendo ad implementare l’immagine internazionale dell’Italia.

 


 

A Palazzo Taverna la nuova sede

del Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome

 

Inaugurazione a ottobre 2007 con la mostra

 

Modigliani e la spiritualità africana

 

Roma, Giovedì 5 luglio 2007Il Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome cambia sede aprendo gli splendidi spazi di Palazzo Taverna nel nome di Modigliani. Oltre seicento metri quadri nel cuore di Roma, tra Castel S. Angelo e Piazza Navona, con saloni finemente affrescati, restaurati dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Roma, sotto la direzione di Claudio Strinati, che rappresentano una prima formulazione di quella che sarà la “Casa Modigliani”. Una scelta prestigiosa che unisce in sè funzioni di alta rappresentanza e di promozione culturale, coerentemente con la storia del luogo. Palazzo Taverna, infatti, fu dimora di cardinali e ambasciatori e, dal Cinquecento, sede di incontri mondani e culturali, ospitando artisti e letterati, tra cui Torquato Tasso.

L’inaugurazione è annunciata per ottobre 2007 con la mostra Modigliani e la spiritualità africana che intende ripercorrere le esperienze legate alla scoperta della scultura negra da parte di alcuni artisti dell’avanguardia vissuti in Francia, a Montmatre e a Montparnasse. 70 sculture saranno presentate in anteprima mondiale a Palazzo Taverna e corredate dalle opere di quegli artisti che si ispirarono alle esperienze spontanee degli indigeni.

Il Modigliani Institut, con l’arrivo a Palazzo Taverna, potrà quindi realizzare parte della promessa, lanciata un anno fa da Christian Parisot (presidente), Massimo Riposati (vice presidente) e Luciano Renzi (segretario generale), di restituire all’Italia la “memoria” del genio livornese. Operazione che, nei mesi scorsi, ha visto completare il trasferimento da Parigi a Roma degli oltre 6.000 documenti appartenuti all’artista, conservati per più di 50 anni nella capitale francese, e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione, a livello internazionale, per creare le condizioni economiche, logistiche e istituzionali per la nascita della “Casa Modigliani” in Italia.

«L’apertura odierna – dichiara il presidente Christian Parisot – è un risultato molto importante per una istituzione privata che, con propri fondi e nel giro di poco più di un anno (era maggio del 2006 quando si costituì il Comitato promotore e fu lanciato il progetto di trasferire a Roma gli Archivi Legali Amedeo Modigliani,) ha trovato un luogo idoneo per realizzare parte di quelle attività che saranno sviluppate e portate a pieno regime nella costituenda “Casa Modigliani” che stiamo individuando con l’aiuto delle istituzioni».

In tale prestigiosa cornice, il Modigliani Institut svilupperà dunque la sua attività artistica, culturale e di comunicazione. Gli Archivi Legali Amedeo Modigliani saranno aperti alla consultazione di artisti, architetti, studenti e appassionati d’arte con l’ausilio di postazioni pc. La tecnologia avanzata – touch screen e moderni sistemi audiovisivi – permetteranno di attraversare la vita e l’opera dell’artista, di ripercorrere le tappe fondamentali e i luoghi della nascita dell’arte contemporanea e di conoscere i suoi protagonisti, da Pablo Picasso a Costantin Brancusi. Il pubblico, italiano e internazionale, sarà informato dei risultati delle ricerche attualmente in corso come, ad esempio, le verifiche e le analisi chimiche sui pigmenti, e degli ultimi ritrovamenti, comprese le opere su carta.

Sarà inoltre possibile visionare una parte dell’importante patrimonio artistico di proprietà del Modigliani Institut che comprende veri e propri “gioielli”, come la tavolozza di Modì, testimonianza di straordinaria bellezza, e la bambola di pezza appartenuta a Jeanne Modigliani, ritrovata di recente nella valigetta di Yvette Damboise, una signora di 104 anni ricoverata presso una casa per anziani a Parigi.

Un ruolo fondamentale sarà svolto dal settore editoria, in collaborazione con le edizioni Carte Segrete, per la divulgazione della vita e dell’opera di Amedeo Modigliani, dell’epoca e dell’humus culturale in cui visse l’artista, nonché a supporto delle tante mostre in programma sul territorio nazionale ed estero.

Jeanne Modigliani, prima, suo marito Victor, fino al 1993, e la figlia Laure poi, con la sua visita a Roma nel novembre scorso, in occasione dello svelamento della statua monumentale in bronzo Tete de cariatide nel cortile di Sant’Ivo alla Sapienza, ora collocata nei giardini del San Camillo, hanno voluto fortemente questo progetto, che ha incontrato la passione di Christian Parisot, Massimo Riposati e Luciano Renzi per l’arte contemporanea e per uno dei suoi massimi protagonisti: Amedeo Modigliani.

 


 

Artinvest2000 compie 500 milioni di clic

Sette anni di crescita continua

 

 

Ingresso Artinvest10 Aprile 2007: questo mese ha offerto ad Artinvest2000 un traguardo davvero insperato: i 500 milioni di clic! Una cifra consistente che rappresenta un dato importante nel mondo dell'Arte da sempre considerato la Cenerentola del Web.

 

Siamo fieri di questo risultato, poiché scaturisce in concomitanza con l'affermazione anche, di grosse aggiudicazioni d'Asta e importanti novità legate a questo Portale e che può  significare solo una cosa: l'Arte è sempre più presente nella coscienza di tutti e la consapevolezza che nulla prescinda dalla sua presenza diventa la costante che ci permette di valutarne importanza e capirne i significati più reconditi. Grazie per queste emozioni.

 

 



 


 

Tributo a Andy Warhol

11 Marzo 2007. In occasione dell'uscita del libro "Swimming Underground" (My years in the Warhol Factory), autobiografia di Mary Woronov, l'attrice che nel 1966 entrò al cospetto di Warhol e nella Pop Art eccovi un video tributo sul celebre e assolutamente sregolato pittore.

 


 

   

 

10 Marzo 2007. Furti d'arte, Piemonte in testa
La situazione comunque in Italia migliora, meno trafugamenti.


(ANSA) - ROMA, 10 MAR - Sempre tanti i furti di opere d'arte ma, negli ultimi sei anni, tendono costantemente a diminuire. Cresce anche l' attività di recupero messa a segno dai carabinieri dei Beni Culturali. Ma le denunce rimangono comunque tante, 1212 nel 2006. E la top ten dei furti vede sempre in testa il Piemonte,seguita dal Lazio, da Lombardia e Toscana. Fuori dalla top ten, rimangono la Valle d'Aosta, il Molise, Sardegna e Basilicata, in assoluto le meno bersagliate.
 

 

 

 


 

Monna Lisa: enigma risolto di Eleonora Voltolina

 

Chi era la Gioconda? Un'amica di Leonardo? Una figura ideale?
Un gay, come si è spinto a ipotizzare qualche studioso riferendosi all'enigmatico e celebre sorriso del quadro più famoso del mondo?
L'identità della figura che fece da modella a Leonardo da Vinci per il suo quadro, esposto al Louvre di Parigi, ha fatto discutere per decenni.
Oggi un professore toscano, Giuseppe Pallanti, che da anni si dedica a questa ricerca, afferma di aver chiuso il cerchio: la Gioconda era Lisa Gherardini, si sposò con Francesco del Giocondo nel 1495, venne ritratta da Leonardo da Vinci a Firenze nei primi anni del 1500, morì nel 1542 e venne sepolta nel convento di Sant'Orsola, dove sua figlia viveva dopo aver preso i voti.
Una minuziosa ricostruzione della vita della donna e dei punti di contatto con Leonardo che appare più ragionevole di tante altre teorie.

IL QUADRO
La Gioconda, all'estero più conosciuta come "Monna Lisa", è un quadro dipinto a olio su legno di pioppo dalle dimensioni ridotte: 77 x 53 centimetri. L'opera, non firmata e risalente ai primi anni del 1500, è il ritratto di una giovane donna a mezza figura, seduta in una posizione elevata rispetto allo sfondo. Alle sue spalle il paesaggio è costituito da rocce scoscese, strade, fiumi, vegetazione rada, laghi e un ponte.
Leonardo non lo considerò mai un dipinto terminato e non lo consegnò mai al committente. Lo tenne sempre con sé fino alla morte, ad Amboise. Motivo per il quale il quadro rimase in Francia.

MILLE IPOTESI
Tante le supposizioni sull'identità della persona che ispirò il quadro: alcuni hanno sottolineato la grande somiglianza della Gioconda con Isabella d'Este di Ferrara, altri con Caterina Sforza Riario duchessa di Forlì. C'è chi ha sostenuto fosse il ritratto della favorita del figlio di Lorenzo il Magnifico, Isabella Gualandi.
Fino all'ipotesi che la Gioconda fosse puro frutto di fantasia, un tentativo di Leonardo di rappresentare la donna perfetta; o che fosse un omaggio postumo alla figura della madre Caterina; o addirittura che fosse uno scherzo per i posteri, un autoritratto.

LA PIÙ ACCREDITATA: LISA GHERARDINI
Già Giorgio Vasari, primo biografo di Leonardo, nel 1550 aveva chiamato "Monna Lisa" il quadro misterioso: proprio il nome è il primo indizio. L'appellativo "Gioconda" deriverebbe dal cognome del marito di Lisa Gherardini: Francesco del Giocondo, ricco mercante di seta fiorentino.
La donna, nata nel 1479, avrebbe avuto poco più di vent'anni all'epoca del ritratto, e sarebbe stata incinta del secondo figlio. Ciò conferma la tesi di molti studiosi, divulgata anche da un documentario della Bbc, secondo cui la gravidanza della figura ritratta si evincerebbe dalla posizione delle mani sul ventre, e coinciderebbe con la teoria di Leonardo sulla centralità della donna nella creazione della Terra. In effetti Lisa, secondo i registri dei battesimi ritrovati a Firenze, partorì una bambina nel dicembre del 1502.

GIUSEPPE PALLANTI, OTTO ANNI DI RICERCHE
Giuseppe Pallanti, docente di diritto ed economia allIistituto alberghiero Buontalenti di Firenze, da otto anni si dedica a ricostruire la vita di Lisa Gherardini, secondo lui senza dubbio la donna che Leonardo ritrasse nel suo quadro più celebre. Ultima scoperta: i documenti che testimoniano la data di morte (15 luglio 1542) e il luogo della sepoltura (il convento di Sant'Orsola, oggi un edificio in stato di degrado nel centro del capoluogo toscano).
"Il mio lavoro si è basato esclusivamente su ricerche presso gli archivi pubblici fiorentini" spiega Pallanti a Panorama.it "mi sono limitato a far parlare i documenti".
E i documenti sostengono quel che già sostenne alla metà del 1500 Vasari, architetto, pittore e scrittore che ebbe modo di conoscere personalmente il marito di Lisa Gherardini nel corso della costruzione della Cappella del Giocondo all'interno del convento della Santissima Annunziata, e che sempre indicò in Lisa la donna ritratta da Leonardo e in Francesco del Giocondo il committente del quadro.
Pallanti ha pubblicato un primo libro con le sue ricerche nel 2004, Monna Lisa mulier ingenua per la casa editrice Polistampa, poi rivisto e ampliato nel 2006 e pubblicato con il titolo La vera identità della Gioconda – un mistero svelato.

GLI INDIZI PIÙ RILEVANTI
Secondo Pallanti, gli indizi più rilevanti che provano che fu proprio Lisa Gherardini a ispirare la Gioconda sono di carattere per così dire "logistico": Lisa era una vicina di casa di Leonardo, poiché prima di sposarsi viveva in via Ghibellina, proprio di fronte alla casa del padre dell'artista.
Inoltre, la balaustra alle spalle della figura ritratta nella Gioconda ricorda quella del chiostro verde della basilica di Santa Maria Novella, proprio a due passi dalla casa del Giocondo in via della Stufa.
Sottolinea Pallanti: "Per 400 anni nessuno ha messo in discussione l'identità della donna del ritratto. Poi, dopo il furto al Louvre, si scatenarono tutte le più fantasiose interpretazioni. Ma io, come molti altri storici dell'arte fiorentini, preferisco credere a quel che scrisse Vasari, che aveva una grande credibilità già al suo tempo e non può essere liquidato così facilmente. Lui scrisse quando i figli di Lisa e del Giocondo erano ancora vivi a Firenze, se avesse affermato il falso credo che loro per primi si sarebbero premurati di smentirlo!".
Il professore conclude con un paradosso, una "bischerata": "Sarebbe come pensare, per esempio, che Renzo Piano potesse affermare senza timore di smentita: "Annigoni ha fatto il ritratto a Sophia Loren", dopo soli 20 anni dalla morte del pittore. Lo sanno tutti che non è vero".

CHI DICE SÌ, CHI DICE NO
Il sovrintendente fiorentino Cristina Acidini commenta positivamente la scoperta del documento che prova la data della morte e il luogo della sepoltura di Lisa Gherardini: "Una scoperta interessante".
E sul lavoro di Pallanti aggiunge: "Mi convince per il metodo della ricostruzione microstorica del contesto cittadino dell'epoca, fatto calandosi nelle reti sociali della Firenze di allora attraverso documenti e scritti che dimostrano la reale esistenza di Lisa Gherardini e i rapporti di conoscenza tra la sua famiglia e quella di Leonardo".
Ma c'è già chi contesta le conclusioni del professore: Alessandro Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, da sempre convinto che la donna ritratta da Leonardo sia un'amante di Giuliano de' Medici, sostiene che "la Gioconda non è stata dipinta per Francesco del Giocondo giacché sua moglie Lisa Gherardini non era l'amante di Giuliano de' Medici.
Ciò non esclude che nel 1502-1503 Leonardo possa aver dipinto un ritratto di Lisa di cui ad oggi non si ha traccia


 


 

Rubati due Picasso dalla casa del nipote.



 

28/02/2007 Due dipinti del maestro cubista, 'Maya con la bambola' e 'Ritratto di Jacqueline', sono stati trafugati nottetempo a Parigi. Valore della refurtiva: 50 milioni di euro. Nessun segno di effrazione
Le due opere: 'Maya con la bambola', un dipinto di 60 x 40 cm della figlia del pittore, e un ritratto di Jacqueline (170 x 150), seconda e ultima moglie dell'artista, sono stati trafugati durante la notte dalla casa di una nipote di Pablo Picasso, che si trova nel settimo arrondissement di Parigi. Non sono stati rilevati segni di effrazione sul posto, lo hanno annunciato fonti di polizia, che hanno stimato in 50 milioni di euro il valore della refurtiva.

 

 


 

L'Arte si conferma un "Grande investimento"

La rivalutazione delle grandi opere brucia qualsiasi altro tipo di investimento

All'asta Pablo Picasso è superato solo da se stesso.



Picasso Pablo 1881 - 1973Un ritratto eseguito nel 1941 dal leggendario artista spagnolo, raffigurante la sua amante Dora Maar, è stato battuto a New York da Sotheby's per 85 milioni di dollari, che diventano 95,2 milioni compresi i diritti d'asta: ora è il secondo quadro più caro della storia del mercato dell'arte. L'opera di impronta cubista «Dora Maar con il gatto» è stata aggiudicata ad un anonimo collezionista privato. Il record mondiale per il quadro più costo spetta ad un altro Picasso, «Ragazzo con la pipa», venduto per 104,2 milioni di dollari venduto all'asta da Sotheby's a New York nel maggio 2004. Con la nuova straordinaria aggiudicazione, «Ritratto di Dora Maar con il gatto» prende il posto del «Ritratto del dottor Gachet» di Vincent van Gogh, finora il secondo quadro più caro della storia con 82,5 milioni di dollari battuti nel 1990.
Nella stessa asta newyorchese di Sotheby's si è registrato la conquista di un nuovo record: si tratta del primato raggiunto da Henri Matisse con «Nu couchè vu de dos», venduto per 18,5 milioni di dollari. Complessivamente la vendita di primavera di arte moderna e impressionista organizzata da Sotheby's ha totalizzato un incasso di 207 milioni di dollari, il risultato più alto della casa d'aste dal 1990.

Neppure la casa d'aste Sotheby's immaginava di poter aggiudicare il ritratto della fotografa e amante di Picasso per 95,2 milioni di dollari, dal momento che la stima oscillava tra 40 e 50 milioni. Eseguito nel 1941, nel periodo di più forte intensitá della relazione tra l'artista e la Maar, questo grande ritratto (130 per 97 cm) è considerato uno dei più belli tra quelli realizzati da Picasso nel periodo cubista. Appartenente ad una collezione privata dal 1963, l'opera non era stata più presentata in pubblico da 40 anni. Picasso realizzò numerosi ritratti della sua musa nel corso della loro relazione durata dieci anni. L'ultimo ritratto dell'amante venduto ad un'asta risale al 1999,quando la tela «Femme assise dans un jardin» (1938) fu battuto a New York per 49 milioni di dollari. Nella stessa asta Sotheby's ha venduto altre opere di Picasso, tra cui la tela «Arlequin au baton» per 10 milioni di dollari. La stagione delle aste primaverili a New York si è aperta martedì sera con la casa Christiès che ha aggiudicato una tela di Vincent Van Gogh, «L'Arlesienne, Madame Ginoux» (1890), per 40,3 milioni de dollari.

 


 

Il "Giovanotto" di Modigliani oltrepassa la base d'asta



Ha superato gli otto milioni e mezzo di Euro il Giovanotto dai capelli rossi (1919) di Amedeo Modigliani, messo all'asta da Sotheby's, a New York, il 5 novembre. L'opera faceva parte della collezione di Bob Guccione, l'editore di "Penthouse", che sta vivendo un momento di grave crisi economica. Della sua raccolta facevano parte anche lavori di Picasso e Léger, che non sono andati molto al di là della stima minima.

 


 

Boetti da record



Le recenti aste londinesi di Sotheby's e Christie's confermano il successo crescente di Alighiero Boetti. Alla prima, Tutto, un suo arazzo del 1988-1989, ha raggiunto la considerevole cifra di 292.650 sterline (circa 450.000 Euro). Alla seconda, un altro arazzo dell'artista, A tempo in tempo col tempo, datato 1983, ha battuto il record precedente arrivando a 314.650 sterline (circa 498.000 Euro). Oltre a Boetti, Londra ha premiato con quotazioni eccezionali anche Lucio Fontana.

 


 

 

Asta record per Botticelli

 

 

Dicembre 2006: asta record da Christie's a Londra: la "Madonna con bambino", olio e tempera su legno di Sandro Botticelli - nota anche come "Madonna Merton" dal nome del collezionista inglese dell'800 che l'ha lasciata in eredità ai suoi discendenti - è stata assegnata al prezzo più alto mai pagato per un'opera dell'artista ad un'asta: 3 milioni e 816.000 sterline, oltre 5,6 milioni di euro

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

Asta record per quadro Modigliani


Gb: venduto a 24 milioni di euro
un quadro di Amedeo Modigliani, un ritratto di Jeanne Hebuterne, sua moglie e musa, è stato venduto a Londra per 16,3 milioni di sterline (23,9 milioni di euro). La tela è stata venduta a un'asta di Sotheby's dedicata a opere di impressionisti e di arte moderna. Il quadro, intitolato "Jeanne Hebuterne (con cappello)", fu dipinta dall'artista livornese nel 1919, un anno prima della sua morte. (Dal TGCOM)

 

 

 

 

 

 

 


 

Ottimi risultati a New York anche per Van Gogh e Picasso

L'Arlésienne, Madame Ginoux', opera di Vincent Van Gogh raffigurante la propritaria del Caffè dove Van Gogh trascorreva molto del suo tempo in compagnia di Gauguin è stato battuto all'asta la notte scorsa da Christie's a New York per 40 milioni di dollari (quasi 32 milioni di euro). Il dipinto, fu realizzato da Van Gogh per farne omaggio all'amico Paul Gauguin, ed è considerato il più importante di una serie di sei tele ad olio sullo stesso soggetto, eseguite dal pittore olandese nel febbraio del 1890. Madame Ginoux era infatti la proprietaria del Café de la Gare, dove i due pittori trascorsero momenti di relax durante il loro soggiorno ad Arles nel 1888. Van Gogh dipinse nel 1890 altri due ritratti di Madame Ginoux: uno è custodito al Museo d'Orsay di Parigi e l'altro al Metropolitan Museum di New York. Il quadro destinato a Gauguin fu dipinto durante un periodo di profonda nostalgia, dopo che il rapporto con l'amico era stato bruscamente interrotto e van Gogh era stato internato nell'ospedale di Saint Remy in Provence. Proveniente dalla collezione di Harry Bakwin dal 1929 , era uno dei pochi dipinti ancora in mano private. Il record comunque per un dipinto di Van Gogh rimane però quello di 82,5 milioni di dollari, pagato sempre ad un'asta di Christie's New York, per il 'Portrait du docteur Paul Gachet', realizzato anche questo nel 1890. Prezzi alle stelle anche per due opere di Pablo Picasso vendute anche queste all'incanto da Christie's, a New York. Il quadro 'Le repos', un ritratto della moglie, la ballerina russa Olga Khokhlova, è stato aggiudicato per 34,7 milioni di dollari (27,5 milioni di euro). Stimato tra 15 e 20 milioni di dollari, il dipinto è stato acquistato, al termine di una accesa gara al rialzo, dalla celebre galleria d'arte Larry Gagosian di Londra. Il quadro 'Portrait de Germaine', eseguito nel 1902, è stato venduto per 18,6 milioni di dollari (14,7 milioni di euro) alla galleria Acquavella di New York. Un collezionista americano ha sborsato 11,2 milioni di dollari (8,9 milioni di euro) per acquistare un quadro della serie 'Ninfee' di Claude Monet, realizzato nel 1907.

Nella stessa asta sono state vendute anche due opere di Picasso. Si tratta di "Le Repos", ritratto della moglie Olga Khokhlova, dipinto nel 1932 e acquistato per 34,7 milioni di dollari (27,45 milioni di euro) dalla galleria Gagosian; e "Portrait de Germaine" venduto alle gallerie Acquavella per 18,6 milioni di dollari (14,71 milioni di euro).

 


 

Vendita record anche per Andy Warhol

Cifra record per la lattina di pelati


Dodici milioni di dollari per una lattina di pelati, la cifra astronomica è stata pagata per una tela di Andy Warhol del 1962, "Small Torn Campbell's Soup Can (Pepper Pot)". Il quadro, battuto all'asta da Chirstie's, proveniva dalla collezione di Irving Blum, primo scopritore di Warhol, ed è finito nelle mani di un uomo d'affari di Los Angeles, Eli Broad.


L'opera faceva parte di una serie dedicata alla famosa conserva "made in Usa". Pur di averla, Broad ha sborsato 11,8 milioni di dollari (che equivalgono a oltre 9 milioni di euro).

Durante la serata sono passate sotto il martelletto della famosa casa d'asta le tele di altri dodici artisti, tra cui David Hockney e Damien Hirst, che hanno fruttato in totale 143 milioni di dollari. Dal dopoguerra a oggi soltanto un'altra volta si era totalizzato un importo più elevato dalla vendita di opere d'arte contemporanea.

 

 

 


 

 

ARTE: TIEPOLO DA RECORD MONDIALE, VENDUTO A MILANO TRITTICO

CON 6 MILIONI DI EURO SOTHEBY'S BATTE IL NUOVO PRIMATO PER L'ARTISTA



Milano, 31 mag. - (Adnkronos) - La casa Sotheby's ha battuto a Milano per una cifra record un ciclo di cinque dipinti, di cui tre realizzati dal grande artista Giambattista Tiepolo e due da Nicolo' Bambini. L'opera d'arte e' stata venduta per 5 milioni e 897.250 euro, che con i diritti d'asta compresi ha fatto salire il prezzo a 6 milioni e 65mila euro. Si tratta dell'aggiudicazione piu' alta registrata per un'opera d'arte sul mercato italiano, ha sottolineato un portavoce della casa d'aste. L'acquirente, che ha partecipato all'asta per telefono, ha chiesto l'anominato. ( AdnKronos)

 

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