Ritrovate due delle quattro tele rubate a Zurigo Erano state trafugate qualche giorno fa dalla Collezione Bührle, ma
la Polizia non conferma.
Sono stati ritrovati i due capolavori dell'Impressionismo, "Ramo di
castagno in fiore" di Vincent Van Gogh e "Papaveri vicino a Vetheuil"
di Claude Monet. I flash si scatenano quando la polizia di Zurigo li
mostra alla stampa. Del resto sono due delle quattro opere d'arte di
maestri dell'impressionismo rubate il 10 Febbraio scorso durante una rapina
senza precedenti. In un piccolo ma ricco museo d'arte di Zurigo, la
fondazione Bührle, 3 banditi avevano fatto stendere a terra dipendenti
e visitatori fuggendo con 4 tele:oltre a Van Gogh e Monet, un Cezanne e
un Degas. Il più ingente furto d'arte mai avvenuto in Svizzera, uno dei
maggiori al mondo ha suscitato scalpore. Ieri la telefonata di un
dipendente di un ospedale psichiatrico di Zurigo insospettito da un'auto
abbandonata nel piazzale ha portato la polizia al ritrovamento dei due
capolavori del valore di 44 milioni di euro. Un bottino forse troppo
pesante per il committente che si è tirato indietro all'ultimo, oppure i
ladri, braccati, hanno abbandonato le tele più ingombranti. Certo questi
Arsenio Lupin a mano armata non sembrano veri professionisti e la
polizia spera di trovare presto le altre 2 tele rubate.
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"Ludovic
Lepic e le sue figlie" di Edgar Degas, 1871
Grave furto di opere d'Arte a Zurigo Trafugate quattro importanti opere di Van Gogh, Monet, Degas e Cezanne.
Ancora una volta l'Arte deve fare i conti con coloro che pensano di
arricchirsi trafugandole. Per la qualità delle opere e per gli artisti
interessati, lo possiamo definire uno dei furti più gravi dopo quello
avvenuto nei Paesi Bassi nel 1988 al Museo di Arnhem, dove furono
trafugate tre tele di Vincent Van Gogh. Questa volta a farne le spese
sono state tele di Monet, Degas, Cezanne e nuovamente Van Gogh,
sottratti dalla collezione Buhrle (fondazione e
collezione di arte impressionista e moderna con sede in Zollikerstr 172,
a Zurigo, in Svizzera) una delle collezioni private più importanti
d'Europa, per un valore, secondo quanto dichiarato dalla Polizia
elvetica, di circa 112 milioni di Euro. Le stesse forze dell'ordine
hanno precisato che il furto è stato compiuto da tre uomini mascherati,
di cui uno, armato di pistola, che ha costretto il personale a sdraiarsi per terra,
mentre i suoi complici staccavano i quattro preziosi dipinti dalle sale del pianterreno fuggendo poi a bordo di un veicolo bianco. È già stata fissata una ricompensa di
100'000 Franchi, 63.000 Euro circa, per chiunque darà informazioni utili
a recuperare la refurtiva. Questo furto si aggiunge a quello
perpetrato pochi giorni fa, sempre in Svizzera, dove furono sottratte al
centro culturale di Pfaeffikon (cantone di Svitto) due tele di Pablo
Picasso.
RUBATI DUE PICASSO IN MOSTRA IN
SVIZZERA
GINEVRA - Due quadri di Picasso del valore di
diversi milioni di euro sono stati rubati ieri in Svizzera. Le due tele
erano esposte in una mostra al centro culturale di Pfaeffikon (cantone di
Svitto), ha riferito oggi l'agenzia di stampa svizzera 'Ats'. Non è ancora
chiaro come i ladri, di cui non si ha traccia, siano riusciti a penetrare
nell'edificio. Le due opere trafugate - "Tete de cheval" (1962) e "Verre et
pichet" (1944) - appartengono al Museo Spreng di Hannover. I proprietari
hanno promesso una ricompensa per l'arresto dei responsabili e il recupero
della refurtiva.
Arte rubata: la caccia al ladro si sposta su eBay
Adesso non si accontentano delle riproduzioni e vogliono gli originali. Nonostante il mercato della contraffazione di beni culturali sia in continua espansione, i giapponesi e gli americani sono ai primi posti nella “lista nera” degli acquirenti di opere d’arte rubate in Italia. Pagine miniate e oggetti religiosi di inestimabile valore storico e artistico sono stati ritrovati nelle ville di facoltosi industriali americani mentre statue o oggetti di ebanisteria nelle abitazioni dei ricchi giapponesi. Tutte opere rubate da musei, collezioni private e chiese italiane e ritrovate dai
Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale. Il Giappone e gli Stati Uniti, infatti, sono diventati i nuovi punti di riferimento dei trafficanti internazionali di opere d’arte.
Ma nella mappa tracciata dai carabinieri compaiono anche svizzeri, inglesi e francesi. Il loro interesse sembra essere rivolto, come in passato, in particolare alle nostre opere pittoriche e grafiche. Nello scorso anno, secondo i dati elaborati del Comando dell’Arma dei Carabinieri, i furti sono diminuiti del 10,47%, come una leggera flessione è stata registrata anche per gli scavi clandestini (-4,16%), ma gli oggetti rubati sono aumentati. In sostanza sembra che il ladro specializzato nel furto d’arte abbia cambiato tecnica rispetto ad alcuni anni fa. Secondo gli investigatori, sempre più frequentemente quando colpisce mira all’intera collezione. In aumento i furti in istituzioni pubbliche e private, biblioteche e archivi del Lazio, Piemonte e Lombardia.
Ma ne sa qualcosa anche la Toscana. Con solo due “colpi” sono state trafugate quasi 500 opere. Ad un collezionista privato e critico d’arte in provincia di Pisa i ladri hanno portato via circa 250 pezzi tra quadri di Fattori, di Viviani, un’intera collezione del pittore Renato Lacquaniti oltre a litografie e dipinti di artisti del primo Novecento. Con modalità diverse anche l’Accademia d’Arte Scalabrino di Montecatini Terme(Pistoia) è stata “svuotata” di oltre 200 opere. Un colpo quest’ultimo, dalle modalità molto particolari che hanno permesso ai carabinieri del Nucleo di Firenze di ritrovarne, in tempi da record, quasi 170.
“È il lavoro minuzioso svolto tra case d’asta, mercati d’antiquariato, fiere e internet ed in particolare su eBay“, spiega il
Capitano Christian Costantini, comandante del Nucleo tutela patrimonio artistico della Regione Toscana e Umbria, “che ci ha permesso di ritrovare molte opere rubate in Italia, non solo in Toscana”. Infatti eBay negli ultimi anni è uno dei mezzi più utilizzati dai trafficanti per rivendere in particolare quadri e materiale numismatico.
Cambiano di conseguenza anche le tecniche investigative per rintracciare le opere d’arte. “Il costante monitoraggio dei siti dedicati all’arte e i controlli dei cataloghi dei musei, delle gallerie ma soprattutto degli antiquari ci permette di arricchire la banca dati creata in collaborazione con le Soprintendenze”, precisa Costantini, “e di avere la descrizione precisa dell’oggetto o del quadro che è stato rubato”. Sono state recuperate solo nel 2007 oltre 95 mila opere d’arte in tutta Italia, con un incremento del 45,7 per cento. La schedatura sempre più precisa che viene effettuata sull’opera, prima che questa possa essere trafugata, infatti, permette agli investigatori di riuscire ad individuarla con molta più facilità e quindi recuperarla. L’invito dei carabinieri a coloro che possiedono un oggetto di valore è di visitare il sito www.carabinieri.it e di scaricare e compilare il modulo che permette di creare una vera e propria “carta d’identità dell’opera”. Un modo ulteriore per tutelarsi e soprattutto per agevolare il lavoro degli investigatori in caso di furto.
La polizia brasiliana ha recuperato due quadri rubati tre settimane fa,
fra cui il "Ritratto di Suzanne Bloch" di Picasso, trafugati poco prima di
Natale dal Museo d'Arte di San Paolo e ha arrestato due persone. I due
quadri, l'altro è "Il raccoglitore di caffè " del pittore brasiliano Candido
Portinari, sono stati ritrovati in una casa alla periferia di San Paolo.
L'arresto dieci giorni fa del pregiudicato Francisco Laerton Lopes de Lima
ha condotto all'arresto del suo presunto complice, Jesus Jordao e al
recupero delle due tele, giudicate in perfette condizioni. La polizia ha
dichiarato che intende ora risalire ad eventuali ricettatori o committenti.
Pablo Picasso dipinse il ritratto della cantante Suzanne Bloch nel 1904
durante il cosiddetto "Periodo Blu" del quale é l'ultimo importante lavoro.
Il quadro, insieme a quello di Portinari del 1939, furono rubati dal Museo
d'Arte di San Paolo poco prima dell'alba dello scorso 21 Dicembre. I ladri
usarono un cric idraulico per forzare la porta principale. Il museo non
aveva sistema d'allarme e i quadri non erano assicurati.
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Furto al museo d'Arte di San Paolo. Dalla pinacoteca, la più importante
dell'America Latina, sono stati portati via "Il ritratto di Suzanne
Bloch" 65x54 cm. di Pablo Picasso e "O lavrador de café" 100x81 cm. del
pittore italo-brasiliano Candido Portinari, considerati tra le opere
principali della collezione. Il Masp si trova nel caratteristico palazzo
a ponte costruito dall'architetto italiano Lina Bo' Bardi nella
centralissima Avenida Paulista. ''Le prime informazioni parlano di
un'azione rapida e precisa - si legge sul sito del quotidiano paulista "Folha
de San Paulo" . I ladri conoscevano con esattezza le opere che volevano
portare via dall'istituzione''. Le telecamere interne del museo hanno
registrato tutto il furto, avvenuto rapidissimamente, e serviranno da
base per le investigazioni. Il museo, che è una delle principali
attrazioni turistiche di San Paolo, è stato chiuso al pubblico. Il
valore stimato della perdita ammonta a circa 100 milioni di dollari per le
due tele.
COMUNICATO STAMPA
IL MODIGLIANI INSTITUT
ARCHIVES LÉGALES PARIS-ROME
E IL PROGETTO "CASA
MODIGLIANI”
Aderendo
ad una sollecitazione giuntagli alcuni mesi fa da parte di operatori
culturali italiani, Laure Nechtschein Modigliani, nipote del grande
artista livornese, erede e titolare dei diritti morali dell’artista,
e Christian Parisot, Presidente degli
Archivi Legali Amedeo Modigliani, hanno individuato
l’Italia e Roma come sede ideale e definitiva per accogliere
l’intero patrimonio documentale che costituisce gli Archivi Legali
Amedeo Modiglianicustodito per oltre 50 anni
a Parigi e trasferito, nel corso dell’ultimo anno, a Roma.
Allo scopo, si è costituito
a Roma il “Modigliani
Institut Archives Légales Paris-Rome”, composto da
Christian Parisot (Presidente), Massimo Riposati
(Vicepresidente) e da Luciano Renzi (Segretario generale).
Obiettivi del “Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome”
sono: a) creare le condizioni economiche, logistiche e istituzionali
affinché si realizzi, a Roma, la “Casa Modigliani”; b) diffondere,
in tutto il mondo, l’immagine di Modigliani “senza leggenda”; c)
divulgare la vita e l’opera del maestro, l’epoca e l’humus culturale
in cui visse attraverso mostre, attività editoriali, iniziative
speciali, ecc. d) favorire l’accesso, locale e remoto, agli oltre
6.000 documenti che compongono
gli Archivi Legali
Amedeo Modigliani, ricorrendo alle teconologie digitali più
avanzate; e) promuovere la ricerca scientifica, per esempio sui
pigmenti delle opere, e nuovi ritrovamenti.
Tutta l’attività del Modigliani Institut è vigilata da un
Comitato Scientifico
di altissimo livello composto da: Laure
Nechtschein Modigliani,
Presidente onorario,
Claudio Strinati,
Presidente e Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano,
Sylvie Buisson,
Conservatrice Museo di Montparnasse (Parigi),
Jean-Marie Drot,
Scrittore e regista,
Maurizio Fallace,
Direttore generale per gli Archivi di Stato del MIBAC,
Giuseppe Fiengo,
Avvocatura dello Stato,
Vladimir Goriainov,
Conservatore Museo Pushkin (Mosca), Agnes Kläger, Curatrice
eventi culturali, Shinske Iwara, Storico dell’arte,
Gérard-George Lemaire, Storico dell’arte, Iseki Masaaki,
Direttore Museo Teien (Tokio), Frédéric Pfannstiel, Erede ed
avente diritto morale per Arthur Pfannstiel, Marisol Rossetti,
Analista chimico per le opere d’arte, Franco Tagliapietra,
Storico dell’arte.
Il progetto per la “Casa Modigliani”, sul quale è partita una
campagna di comunicazione a novembre scorso con l’inaugurazione
della statua monumentale “Tete de Cariatide” – riproduzione bronzea
di un originale del 1911 di Amedeo Modigliani -, donata alla città
di Roma e ora collocata in via definitiva negli spazi esterni
dell’ospedale San Camillo, sta ottenendo molti consensi, sia da
parte delle istituzioni italiane che di primarie aziende. La “Casa
Modigliani”, che accoglierà l’intero patrimonio documentale
dell’artista, sarà un luogo rivolto a tutti gli appassionati d’arte,
centro di studio e di ricerca, e sede di iniziative ed eventi di
arte contemporanea.
Ad
oggi, il “Modigliani
Institut Archives Légales Paris-Rome” ha raccolto
l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica e i patrocini di
Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Beni e le
Attività Culturali, Regione Lazio, Enit (Agenzia Nazionale del
Turismo),Unesco - Commissione Nazionale Italiana.
ORGANIGRAMMA
DEL MODIGLIANI INSTITUT ARCHIVES LÉGALES
PARIS-ROME
Christian
Parisot,
Presidente
Massimo Riposati,
Vice Presidente
Luciano Renzi,
Segretario Generale
COMITATO SCIENTIFICO
Laure Nechtschein Modigliani,
Presidente onorario, erede e titolare dei diritti morali per Amedeo
Modigliani
Claudio Strinati,
Presidente e Soprintendente Speciale per il Polo Museale Romano
Sylvie Buisson,
Conservatrice Museo di Montparnasse, Parigi
Jean-Marie Drot,
Scrittore e regista
Maurizio Fallace,
Direttore generale per gli Archivi di Stato del MIBAC
Giuseppe Fiengo,
Avvocatura dello Stato
Vladimir Goriainov, Conservatore Museo Pushkin, Mosca
Agnes Kläger, Curatrice eventi culturali
Shinske Iwara,
Storico dell’arte
Gérard-George Lemaire, Storico dell’arte
Iseki Masaaki, Direttore Museo Teien, Tokio
Frédéric Pfannstiel, Erede ed avente diritto morale per
Arthur Pfannstiel
Marisol Rossetti,
Analista chimico per le opere d’arte
Franco Tagliapietra,
Storico dell’arte
LE
ATTIVITA' DELL'ISTITUTO
ATTIVITÀ ESPOSITIVA
Per
celebrare l’importanza del trasferimento da Parigi a Roma del
patrimonio documentale appartenuto ad Amedeo Modigliani – gli
Archivi Legali Amedeo Modigliani – la campagna di sensibilizzazione,
volta a creare le condizioni economiche, logistiche ed
istituzionali, iniziata a novembre scorso con lo svelamento della
statua bronzea Tete de Cariatide (riproduzione monumentale di un
originale del 1911) presso Sant’Ivo La Sapienza , proseguirà con una
serie di eventi espositivi in Italia e all’estero.
In
Italia
Una
mostra itinerante sugli Archivi toccherà almeno 30 comuni
italiani con l’obiettivo di diffondere l’immagine di Modigliani
“senza leggenda”, far comprendere all’opinione pubblica la portata
innovativa di Modigliani sulla contemporaneità quale “Italiano
d’Eccellenza” (ricordiamo qui che l’artista livornese è stato
l’unico italiano che ha partecipato, da protagonista, alla
rivoluzione del linguaggio artistico che ha caratterizzato la Parigi
del primo Novecento) e sviluppare un senso di appartenenza allo
“Stile italiano” di cui le opere di Modigliani sono tuttora
testimoni nel mondo.
All’estero
Gli
Archivi Legali Amedeo Modigliani saranno oggetto di mostre
internazionali in collaborazione con prestigiosi centri espostivi e
realtà museali di tutto il mondo.
Per
esempio, di recente, il 17 giugno 2007, si è conclusa la
mostra-evento “Meeting Modigliani” al Museo Pushkin di Mosca che ha
registrato un grande successo di pubblico e di critica. La stampa
internazionale l’ha definita l’evento più importante della storia
culturale della città russa suggellando due esordi. E’ stata la
prima volta, infatti, che il “Modigliani Institut Archives Légales
Paris-Rome” ha portato in Russia i documenti di Modigliani e la
prima volta che è stata introdotta nella celebre istituzione
moscovita la tecnologia interattiva (touch screen) a scopo
divulgativo.
Le
esposizioni consisteranno in opere, pittoriche e scultoree, di
proprietà prese in prestito da altri musei o collezioni private,
contestualizzate e valorizzate dalla presenza di una parte dei
documenti costituenti gli Archivi Legali Amedeo Modigliani. Loro
obiettivo sarà rafforzare uno dei simboli dello “Stile italiano”
contribuendo ad implementare l’immagine internazionale dell’Italia.
A Palazzo
Taverna la nuova sede
del
Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome
Inaugurazione a ottobre 2007 con la mostra
Modigliani
e la spiritualità africana
Roma,
Giovedì 5 luglio 2007
– Il Modigliani Institut Archives Légales Paris-Rome cambia sede
aprendo gli splendidi spazi di Palazzo Taverna nel nome di
Modigliani. Oltre seicento metri quadri nel cuore di Roma, tra
Castel S. Angelo e Piazza Navona, con saloni finemente affrescati,
restaurati dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di
Roma, sotto la direzione di Claudio Strinati, che rappresentano
una prima formulazione di quella che sarà la “Casa Modigliani”.
Una scelta prestigiosa che unisce in sè funzioni di alta
rappresentanza e di promozione culturale, coerentemente con la
storia del luogo. Palazzo Taverna, infatti, fu dimora di cardinali e
ambasciatori e, dal Cinquecento, sede di incontri mondani e
culturali, ospitando artisti e letterati, tra cui Torquato Tasso.
L’inaugurazione è annunciata per ottobre 2007 con la mostraModigliani e la spiritualità africana
che intende ripercorrere le esperienze legate alla scoperta della
scultura negra da parte di alcuni artisti dell’avanguardia vissuti
in Francia, a Montmatre e a Montparnasse. 70 sculture saranno
presentate in anteprima mondiale a Palazzo Taverna e corredate
dalle opere di quegli artisti che si ispirarono alle esperienze
spontanee degli indigeni.
Il
Modigliani Institut, con l’arrivo a Palazzo Taverna, potrà quindi
realizzare parte della promessa,
lanciata un anno fa da Christian Parisot (presidente), Massimo
Riposati (vice presidente) e Luciano Renzi (segretario generale),di restituire all’Italia la “memoria” del genio livornese.
Operazione che, nei mesi scorsi, ha visto completare il
trasferimento da Parigi a Roma degli oltre 6.000 documenti
appartenuti all’artista, conservati per più di 50 anni nella
capitale francese, e l’avvio di una campagna di sensibilizzazione, a
livello internazionale, per creare le condizioni economiche,
logistiche e istituzionali per la nascita della “Casa Modigliani” in
Italia.
«L’apertura odierna
– dichiara il presidente Christian Parisot – è un risultato molto
importante per una istituzione privata che, con propri fondi e nel
giro di poco più di un anno (era maggio del 2006 quando si costituì
il Comitato promotore e fu lanciato il progetto di trasferire a Roma
gli Archivi Legali Amedeo Modigliani,) ha trovato un luogo idoneo
per realizzare parte di quelle attività che saranno sviluppate e
portate a pieno regime nella costituenda “Casa Modigliani” che
stiamo individuando con l’aiuto delle istituzioni».
In
tale prestigiosa cornice, il Modigliani Institut svilupperà dunque
la sua attività artistica, culturale e di comunicazione. Gli
Archivi Legali Amedeo Modigliani saranno aperti alla consultazione
di artisti, architetti, studenti e appassionati d’arte con l’ausilio
di postazioni pc. La tecnologia avanzata – touch screen e
moderni sistemi audiovisivi – permetteranno di attraversare la vita
e l’opera dell’artista, di ripercorrere le tappe fondamentali e i
luoghi della nascita dell’arte contemporanea e di conoscere i suoi
protagonisti, da Pablo Picasso a Costantin Brancusi. Il pubblico,
italiano e internazionale, sarà informato dei risultati delle
ricerche attualmente in corso come, ad esempio, le verifiche e le
analisi chimiche sui pigmenti, e degli ultimi ritrovamenti, comprese
le opere su carta.
Sarà
inoltre possibile visionare una parte dell’importante patrimonio
artistico di proprietà del Modigliani Institut che comprende veri e
propri “gioielli”,come la tavolozza di Modì, testimonianza di straordinaria
bellezza, e la bambola di pezza appartenuta a Jeanne Modigliani,
ritrovata di recente nella valigetta di Yvette Damboise, una signora
di 104 anni ricoverata presso una casa per anziani a Parigi.
Un
ruolo fondamentale sarà svolto dal settore editoria, in
collaborazione con le edizioni Carte Segrete,
per la divulgazione della vita e dell’opera di Amedeo Modigliani,
dell’epoca e dell’humus culturale in cui visse l’artista, nonché a
supporto delle tante mostre in programma sul territorio nazionale ed
estero.
Jeanne Modigliani,
prima, suo marito Victor, fino al 1993, e la figlia Laure
poi, con la sua visita a Roma nel novembre scorso, in occasione
dello svelamento della statua monumentale in bronzo Tete de
cariatide nel cortile di Sant’Ivo alla Sapienza, ora collocata
nei giardini del San Camillo, hanno voluto fortemente questo
progetto,che ha incontrato la passione di Christian Parisot,
Massimo Riposati e Luciano Renzi per l’arte contemporanea e per uno
dei suoi massimi protagonisti: Amedeo Modigliani.
Artinvest2000 compie 500 milioni di clic
Sette anni di
crescita continua
10 Aprile 2007:
questo mese ha offerto ad Artinvest2000 un traguardo davvero
insperato: i 500 milioni di clic! Una cifra consistente che
rappresenta un dato importante nel mondo dell'Arte da sempre
considerato la Cenerentola del Web.
Siamo fieri di questo risultato,
poiché scaturisce in concomitanza con l'affermazione anche, di
grosse aggiudicazioni d'Asta e importanti novità legate a questo
Portale e che può significare solo una cosa: l'Arte è sempre più
presente nella coscienza di tutti e la consapevolezza che nulla
prescinda dalla sua presenza diventa la costante che ci permette di
valutarne importanza e capirne i significati più reconditi. Grazie
per queste emozioni.
Tributo a Andy
Warhol
11 Marzo 2007. In occasione
dell'uscita del libro "Swimming Underground" (My years in the Warhol
Factory), autobiografia di Mary Woronov, l'attrice che nel 1966
entrò al cospetto di Warhol e nella Pop Art eccovi un video tributo
sul celebre e assolutamente sregolato pittore.
10 Marzo 2007.
Furti d'arte, Piemonte in testa
La situazione comunque in Italia migliora, meno trafugamenti.
(ANSA) - ROMA, 10 MAR - Sempre tanti i furti di opere d'arte ma,
negli ultimi sei anni, tendono costantemente a diminuire. Cresce
anche l' attività di recupero messa a segno dai carabinieri dei Beni
Culturali. Ma le denunce rimangono comunque tante, 1212 nel 2006. E
la top ten dei furti vede sempre in testa il Piemonte,seguita dal
Lazio, da Lombardia e Toscana. Fuori dalla top ten, rimangono la
Valle d'Aosta, il Molise, Sardegna e Basilicata, in assoluto le meno
bersagliate.
Chi
era la Gioconda? Un'amica di Leonardo? Una figura ideale?
Un gay, come si è spinto a ipotizzare qualche studioso riferendosi
all'enigmatico e celebre sorriso del quadro più famoso del mondo?
L'identità della figura che fece da modella a Leonardo da Vinci per
il suo quadro, esposto al Louvre di Parigi, ha fatto discutere per
decenni.
Oggi un professore toscano, Giuseppe Pallanti, che da anni si dedica
a questa ricerca, afferma di aver chiuso il cerchio: la Gioconda era
Lisa Gherardini, si sposò con Francesco del Giocondo nel 1495, venne
ritratta da Leonardo da Vinci a Firenze nei primi anni del 1500,
morì nel 1542 e venne sepolta nel convento di Sant'Orsola, dove sua
figlia viveva dopo aver preso i voti.
Una minuziosa ricostruzione della vita della donna e dei punti di
contatto con Leonardo che appare più ragionevole di tante altre
teorie.
IL QUADRO
La Gioconda, all'estero più conosciuta come "Monna Lisa", è un
quadro dipinto a olio su legno di pioppo dalle dimensioni ridotte:
77 x 53 centimetri. L'opera, non firmata e risalente ai primi anni
del 1500, è il ritratto di una giovane donna a mezza figura, seduta
in una posizione elevata rispetto allo sfondo. Alle sue spalle il
paesaggio è costituito da rocce scoscese, strade, fiumi, vegetazione
rada, laghi e un ponte.
Leonardo non lo considerò mai un dipinto terminato e non lo consegnò
mai al committente. Lo tenne sempre con sé fino alla morte, ad
Amboise. Motivo per il quale il quadro rimase in Francia.
MILLE IPOTESI
Tante le supposizioni sull'identità della persona che ispirò il
quadro: alcuni hanno sottolineato la grande somiglianza della
Gioconda con Isabella d'Este di Ferrara, altri con Caterina Sforza
Riario duchessa di Forlì. C'è chi ha sostenuto fosse il ritratto
della favorita del figlio di Lorenzo il Magnifico, Isabella Gualandi.
Fino all'ipotesi che la Gioconda fosse puro frutto di fantasia, un
tentativo di Leonardo di rappresentare la donna perfetta; o che
fosse un omaggio postumo alla figura della madre Caterina; o
addirittura che fosse uno scherzo per i posteri, un autoritratto.
LA PIÙ ACCREDITATA: LISA GHERARDINI
Già Giorgio Vasari, primo biografo di Leonardo, nel 1550 aveva
chiamato "Monna Lisa" il quadro misterioso: proprio il nome è il
primo indizio. L'appellativo "Gioconda" deriverebbe dal cognome del
marito di Lisa Gherardini: Francesco del Giocondo, ricco mercante di
seta fiorentino.
La donna, nata nel 1479, avrebbe avuto poco più di vent'anni
all'epoca del ritratto, e sarebbe stata incinta del secondo figlio.
Ciò conferma la tesi di molti studiosi, divulgata anche da un
documentario della Bbc, secondo cui la gravidanza della figura
ritratta si evincerebbe dalla posizione delle mani sul ventre, e
coinciderebbe con la teoria di Leonardo sulla centralità della donna
nella creazione della Terra. In effetti Lisa, secondo i registri dei
battesimi ritrovati a Firenze, partorì una bambina nel dicembre del
1502.
GIUSEPPE PALLANTI, OTTO ANNI DI RICERCHE
Giuseppe Pallanti, docente di diritto ed economia allIistituto
alberghiero Buontalenti di Firenze, da otto anni si dedica a
ricostruire la vita di Lisa Gherardini, secondo lui senza dubbio la
donna che Leonardo ritrasse nel suo quadro più celebre. Ultima
scoperta: i documenti che testimoniano la data di morte (15 luglio
1542) e il luogo della sepoltura (il convento di Sant'Orsola, oggi
un edificio in stato di degrado nel centro del capoluogo toscano).
"Il mio lavoro si è basato esclusivamente su ricerche presso gli
archivi pubblici fiorentini" spiega Pallanti a Panorama.it "mi sono
limitato a far parlare i documenti".
E i documenti sostengono quel che già sostenne alla metà del 1500
Vasari, architetto, pittore e scrittore che ebbe modo di conoscere
personalmente il marito di Lisa Gherardini nel corso della
costruzione della Cappella del Giocondo all'interno del convento
della Santissima Annunziata, e che sempre indicò in Lisa la donna
ritratta da Leonardo e in Francesco del Giocondo il committente del
quadro.
Pallanti ha pubblicato un primo libro con le sue ricerche nel 2004,
Monna Lisa mulier ingenua per la casa editrice Polistampa, poi
rivisto e ampliato nel 2006 e pubblicato con il titolo La vera
identità della Gioconda – un mistero svelato.
GLI INDIZI PIÙ RILEVANTI
Secondo Pallanti, gli indizi più rilevanti che provano che fu
proprio Lisa Gherardini a ispirare la Gioconda sono di carattere per
così dire "logistico": Lisa era una vicina di casa di Leonardo,
poiché prima di sposarsi viveva in via Ghibellina, proprio di fronte
alla casa del padre dell'artista.
Inoltre, la balaustra alle spalle della figura ritratta nella
Gioconda ricorda quella del chiostro verde della basilica di Santa
Maria Novella, proprio a due passi dalla casa del Giocondo in via
della Stufa.
Sottolinea Pallanti: "Per 400 anni nessuno ha messo in discussione
l'identità della donna del ritratto. Poi, dopo il furto al Louvre,
si scatenarono tutte le più fantasiose interpretazioni. Ma io, come
molti altri storici dell'arte fiorentini, preferisco credere a quel
che scrisse Vasari, che aveva una grande credibilità già al suo
tempo e non può essere liquidato così facilmente. Lui scrisse quando
i figli di Lisa e del Giocondo erano ancora vivi a Firenze, se
avesse affermato il falso credo che loro per primi si sarebbero
premurati di smentirlo!".
Il professore conclude con un paradosso, una "bischerata": "Sarebbe
come pensare, per esempio, che Renzo Piano potesse affermare senza
timore di smentita: "Annigoni ha fatto il ritratto a Sophia Loren",
dopo soli 20 anni dalla morte del pittore. Lo sanno tutti che non è
vero".
CHI DICE SÌ, CHI DICE NO
Il sovrintendente fiorentino Cristina Acidini commenta positivamente
la scoperta del documento che prova la data della morte e il luogo
della sepoltura di Lisa Gherardini: "Una scoperta interessante".
E sul lavoro di Pallanti aggiunge: "Mi convince per il metodo della
ricostruzione microstorica del contesto cittadino dell'epoca, fatto
calandosi nelle reti sociali della Firenze di allora attraverso
documenti e scritti che dimostrano la reale esistenza di Lisa
Gherardini e i rapporti di conoscenza tra la sua famiglia e quella
di Leonardo".
Ma c'è già chi contesta le conclusioni del professore: Alessandro
Vezzosi, direttore del Museo Ideale di Vinci, da sempre convinto che
la donna ritratta da Leonardo sia un'amante di Giuliano de' Medici,
sostiene che "la Gioconda non è stata dipinta per Francesco del
Giocondo giacché sua moglie Lisa Gherardini non era l'amante di
Giuliano de' Medici.
Ciò non esclude che nel 1502-1503 Leonardo possa aver dipinto un
ritratto di Lisa di cui ad oggi non si ha traccia
28/02/2007 Due
dipinti del maestro cubista, 'Maya con la bambola' e 'Ritratto di
Jacqueline', sono stati trafugati nottetempo a Parigi. Valore della
refurtiva: 50 milioni di euro. Nessun segno di effrazione
Le due opere: 'Maya con la bambola', un dipinto di 60 x 40 cm della
figlia del pittore, e un ritratto di Jacqueline (170 x 150), seconda
e ultima moglie dell'artista, sono stati trafugati durante la notte
dalla casa di una nipote di Pablo Picasso, che si trova nel settimo
arrondissement di Parigi. Non sono stati rilevati segni di
effrazione sul posto, lo hanno annunciato fonti di polizia, che
hanno stimato in 50 milioni di euro il valore della refurtiva.
L'Arte si conferma un
"Grande investimento"
La rivalutazione delle grandi
opere brucia qualsiasi altro tipo di investimento
All'asta
Pablo Picasso è superato solo da se
stesso.
Un ritratto eseguito nel 1941 dal leggendario
artista spagnolo, raffigurante la sua amante Dora Maar, è stato
battuto a New York da Sotheby's per 85 milioni di dollari, che
diventano 95,2 milioni compresi i diritti d'asta: ora è il secondo
quadro più caro della storia del mercato dell'arte. L'opera di
impronta cubista «Dora Maar con il gatto» è stata aggiudicata ad un
anonimo collezionista privato. Il record mondiale per il quadro più
costo spetta ad un altro Picasso,
«Ragazzo con la pipa», venduto per 104,2 milioni di dollari venduto
all'asta da Sotheby's a New York nel maggio 2004. Con la nuova
straordinaria aggiudicazione, «Ritratto di Dora Maar con il gatto»
prende il posto del «Ritratto del dottor Gachet» di Vincent van Gogh,
finora il secondo quadro più caro della storia con 82,5 milioni di
dollari battuti nel 1990.
Nella stessa asta newyorchese di Sotheby's si è registrato la
conquista di un nuovo record: si tratta del primato raggiunto da
Henri Matisse con «Nu couchè
vu de dos», venduto per 18,5 milioni di dollari. Complessivamente la
vendita di primavera di arte moderna e impressionista organizzata da
Sotheby's ha totalizzato un incasso di 207 milioni di dollari, il
risultato più alto della casa d'aste dal 1990.
Neppure la casa d'aste Sotheby's immaginava di poter aggiudicare il
ritratto della fotografa e amante di Picasso per 95,2 milioni di
dollari, dal momento che la stima oscillava tra 40 e 50 milioni.
Eseguito nel 1941, nel periodo di più forte intensitá della
relazione tra l'artista e la Maar, questo grande ritratto (130 per
97 cm) è considerato uno dei più belli tra quelli realizzati da
Picasso nel periodo cubista. Appartenente ad una collezione privata
dal 1963, l'opera non era stata più presentata in pubblico da 40
anni. Picasso realizzò numerosi ritratti della sua musa nel corso
della loro relazione durata dieci anni. L'ultimo ritratto
dell'amante venduto ad un'asta risale al 1999,quando la tela «Femme
assise dans un jardin» (1938) fu battuto a New York per 49 milioni
di dollari. Nella stessa asta Sotheby's ha venduto altre opere di
Picasso, tra cui la tela «Arlequin au baton» per 10 milioni di
dollari. La stagione delle aste primaverili a New York si
è aperta martedì sera con la casa Christiès che ha aggiudicato una
tela di Vincent Van Gogh, «L'Arlesienne, Madame Ginoux» (1890), per
40,3 milioni de dollari.
Il
"Giovanotto" di
Modigliani
oltrepassa la base d'asta
Ha superato gli otto milioni e mezzo di Euro il
Giovanotto dai capelli rossi (1919) di
Amedeo Modigliani, messo
all'asta da Sotheby's, a New York, il 5 novembre. L'opera faceva
parte della collezione di Bob Guccione, l'editore di "Penthouse",
che sta vivendo un momento di grave crisi economica. Della sua
raccolta facevano parte anche lavori di Picasso e Léger, che non
sono andati molto al di là della stima minima.
Le recenti aste londinesi di Sotheby's e
Christie's confermano il successo crescente di
Alighiero Boetti. Alla prima,
Tutto, un suo arazzo del 1988-1989, ha raggiunto la considerevole
cifra di 292.650 sterline (circa 450.000 Euro). Alla seconda, un
altro arazzo dell'artista, A tempo in tempo col tempo, datato 1983,
ha battuto il record precedente arrivando a 314.650 sterline (circa
498.000 Euro). Oltre a Boetti, Londra ha premiato con quotazioni
eccezionali anche Lucio Fontana.
Dicembre 2006: asta record da Christie's a Londra: la
"Madonna con bambino", olio e tempera su legno di
Sandro Botticelli - nota anche come
"Madonna Merton" dal nome del collezionista inglese dell'800 che
l'ha lasciata in eredità ai suoi discendenti - è stata assegnata al
prezzo più alto mai pagato per un'opera dell'artista ad un'asta: 3
milioni e 816.000 sterline, oltre 5,6 milioni di euro
Gb: venduto a 24 milioni di euro
un quadro di Amedeo Modigliani, un ritratto di Jeanne Hebuterne, sua
moglie e musa, è stato venduto a Londra per 16,3 milioni di sterline
(23,9 milioni di euro). La tela è stata venduta a un'asta di
Sotheby's dedicata a opere di impressionisti e di arte moderna. Il
quadro, intitolato "Jeanne Hebuterne (con cappello)", fu dipinta
dall'artista livornese nel 1919, un anno prima della sua morte. (Dal
TGCOM)
L'Arlésienne, Madame Ginoux', opera
di Vincent Van Gogh raffigurante la propritaria del Caffè dove
Van Gogh
trascorreva molto del suo tempo in compagnia di
Gauguin è stato
battuto all'asta la notte scorsa da Christie's a New York per 40
milioni di dollari (quasi 32 milioni di euro). Il dipinto, fu realizzato da Van Gogh per farne omaggio all'amico Paul
Gauguin, ed è considerato il più importante di una serie di sei tele ad
olio sullo stesso soggetto, eseguite dal pittore olandese nel
febbraio del 1890. Madame Ginoux era infatti la proprietaria del
Café de la Gare, dove i due pittori trascorsero momenti di relax
durante il loro soggiorno ad Arles nel 1888. Van Gogh dipinse nel
1890 altri due ritratti di Madame Ginoux: uno è custodito al Museo
d'Orsay di Parigi e l'altro al Metropolitan Museum di New York. Il
quadro destinato a Gauguin fu dipinto durante un periodo di profonda
nostalgia, dopo che il rapporto con l'amico era stato bruscamente
interrotto e van Gogh era stato internato nell'ospedale di Saint
Remy in Provence. Proveniente dalla collezione di Harry Bakwin dal
1929 , era uno dei pochi dipinti ancora in mano private. Il record
comunque per un dipinto di Van Gogh rimane però quello di 82,5
milioni di dollari, pagato sempre ad un'asta di Christie's New York,
per il 'Portrait du docteur Paul
Gachet', realizzato anche questo
nel 1890. Prezzi alle stelle anche per due opere di
Pablo Picasso
vendute anche queste all'incanto da Christie's, a New York. Il
quadro 'Le repos', un ritratto della moglie, la ballerina russa Olga
Khokhlova, è stato aggiudicato per 34,7 milioni di dollari (27,5
milioni di euro). Stimato tra 15 e 20 milioni di dollari, il dipinto
è stato acquistato, al termine di una accesa gara al rialzo, dalla
celebre galleria d'arte Larry Gagosian di Londra. Il quadro
'Portrait de Germaine', eseguito nel 1902, è stato venduto per 18,6
milioni di dollari (14,7 milioni di euro) alla galleria Acquavella
di New York. Un collezionista americano ha sborsato 11,2 milioni di
dollari (8,9 milioni di euro) per acquistare un quadro della serie
'Ninfee' di Claude Monet, realizzato nel 1907.
Nella stessa asta sono state vendute anche due opere di Picasso. Si
tratta di "Le Repos", ritratto della moglie Olga Khokhlova, dipinto
nel 1932 e acquistato per 34,7 milioni di dollari (27,45 milioni di
euro) dalla galleria Gagosian; e "Portrait de Germaine" venduto alle
gallerie Acquavella per 18,6 milioni di dollari (14,71 milioni di
euro).
Dodici
milioni di dollari per una lattina di pelati, la cifra astronomica è
stata pagata per una tela di Andy Warhol del 1962, "Small Torn
Campbell's Soup Can (Pepper Pot)". Il quadro, battuto all'asta da
Chirstie's, proveniva dalla collezione di Irving Blum, primo
scopritore di Warhol, ed è finito nelle mani di un uomo d'affari di
Los Angeles, Eli Broad.
L'opera faceva parte di una serie dedicata alla famosa conserva
"made in Usa". Pur di averla, Broad ha sborsato 11,8 milioni di
dollari (che equivalgono a oltre 9 milioni di euro).
Durante la serata sono passate sotto il martelletto della famosa
casa d'asta le tele di altri dodici artisti, tra cui David Hockney e
Damien Hirst, che hanno fruttato in totale 143 milioni di dollari.
Dal dopoguerra a oggi soltanto un'altra volta si era totalizzato un
importo più elevato dalla vendita di opere d'arte contemporanea.
CON 6 MILIONI DI EURO SOTHEBY'S BATTE IL NUOVO
PRIMATO PER L'ARTISTA
Milano, 31 mag. - (Adnkronos) - La casa Sotheby's ha battuto a
Milano per una cifra record un ciclo di cinque dipinti, di cui tre
realizzati dal grande artista Giambattista Tiepolo e due da Nicolo'
Bambini. L'opera d'arte e' stata venduta per 5 milioni e 897.250
euro, che con i diritti d'asta compresi ha fatto salire il prezzo a
6 milioni e 65mila euro. Si tratta dell'aggiudicazione piu' alta
registrata per un'opera d'arte sul mercato italiano, ha sottolineato
un portavoce della casa d'aste. L'acquirente, che ha partecipato
all'asta per telefono, ha chiesto l'anominato. ( AdnKronos)