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Artinvest2000: Gigoux Jean-François (Francia 1806-1894) "Ballerina in posa davanti ad un giardino" 1887, olio su tela, 185x105 cm.

François Bonvin (Vaugirard, oggi una parte del XV distretto di Parigi, 22 Novembre 1817 - 19 Dicembre 1887, Saint-Germain-en-Laye) "Religiosa che lavora a maglia" olio su tela 33 x 25 cm. Vic-sur-Seille, musée départemental Georges de la Tour.

 

 

MOVIMENTI ARTISTI DA:   A - D E - M N - Z

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Millet Jean-François (Francia, Gruchy, 4 ottobre 1814 – Barbizon, 20 gennaio 1875), "Il seminatore", 1850.

Artinvest2000: Honoré Daumier (1808-1879) "Vagone di terza classe" 1862, olio su tela, 167x193 cm. Ottawa, National Gallery of Canada.

Artinvest2000: Millet Jean-François (Francia, Gruchy, 4 ottobre 1814 – Barbizon, 20 gennaio 1875) "Cammino verso il lavoro" 1851, Olio su tela, 55.5 x 46 cm.

Artinvest2000: Millet Jean-François (Francia, Gruchy, 4 ottobre 1814 – Barbizon, 20 gennaio 1875) "La rivolta" 1860 circa, Olio su tela, 88 x 113 cm. Phillips Collection, Washington.

 

 

REALISMO

 

Il Realismo è una tendenza artistica sviluppatasi in Francia nel clima politico e culturale della rivoluzione del 1848, della quale i principali esponenti, oltre a Gustave Courbet che utilizzò per primo il termine nella sua esposizione Pavillon du réalisme del 1855, furono François Bonvin, Jean François Gigoux, Honoré Daumier e Jean-François Millet.
Il termine realismo può essere usato come concetto generico, per indicare un particolare atteggiamento dell'artista verso la realtà (la tendenza, cioè, a rappresentarla ed esprimerla fedelmente), come tale rintracciabile nelle epoche più diverse: realistico è l'atteggiamento dell'uomo primitivo, con la sua fiducia nell'identità tra oggetto e rappresentazione, realistiche le creazioni del mondo ellenistico e romano, realistico il criterio di imitazione della realtà che è alla base dell'arte del "Rinascimento". Ma, in questa troppo ampia generalità, il concetto non è più definibile concretamente. Conviene quindi limitarne la trattazione alla sola accezione storicamente determinata e valida: si definisce realismo quel movimento artistico nato in Francia intorno alla metà del XIX secolo, che ebbe il suo massimo rappresentante in Courbet, il suo teorico nello Champfleury e la sua prima manifestazione pubblica all'Esposizione universale di Parigi del 1855, e che impronterà di sé la vita culturale europea sino al 1870 circa. Le origini del realismo si innestano, oltre che sull'influsso sempre vivo del razionalismo illuminista, sulla crisi dell'idealismo classico-romantico e nel contesto della situazione politica determinatasi a seguito delle rivoluzioni del 1848. Tra altri fattori sono inoltre da ricordare il crescente sviluppo degli studi scientifici, il fiorire della filosofia positivista e la nascita del materialismo storico. Contro le tendenze spiritualistiche e letterarie del "Romanticismo" il realismo trova nella realtà oggettiva il tema artistico più valido, puntando sulla rappresentazione dei fatti più comuni e concreti della vita, portando a livello di protagonisti dell'opera d'arte i ceti più umili e diseredati, e rinunciando a ogni criterio di abbellimento idealistico della realtà. In questo senso sono evidenti precorrimenti realistici nell'opera di denuncia di Goya "La fucilazione del 3 maggio 1808" nell'appassionata umanità di Géricault nei suoi ritratti di folli, nella violenza delle caricature di Daumier, nell'empito di Delacroix "La Libertà guida il popolo". Non manca che un passo per arrivare all'esplicito programma di Courbet: “rappresentare le idee, i costumi, l'aspetto della mia epoca, secondo il mio modo di vedere; essere non solo un pittore ma un uomo; in una parola fare dell'arte viva, questo è il mio scopo”. Il che comporta per l'artista, oltre alla battaglia antiaccademica (e polemicamente Courbet allestì in una baracca di legno fuori della mostra ufficiale all'Esposizione universale del 1855 il suo Pavillon du réalisme), anche una chiara posizione di carattere politico, che egli portò avanti partecipando all'esperienza della Comune di Parigi, poiché, per dirla con le sue parole, “il realismo è per sua essenza arte democratica”. A sostegno di Courbet si schierò Champfleury, col suo saggio "Le réalisme" del 1857. Gli effetti di questa profonda svolta assunta dall'arte ottocentesca matureranno nell'opera degli "Impressionisti" nel realismo “borghese” di Manet e Degas e nel populismo di fine secolo, continuando a serpeggiare nelle correnti dell'arte moderna, ove qualche volta riemergono più esplicitamente, come nel movimento tedesco della Neue Sachlichkeit (“Nuova oggettività”).

Il realismo nel resto dell'Europa
Notevoli furono le ripercussioni del realismo nel resto dell'Europa. In Italia i temi vennero ripresi da M. Cammarano, G. Toma e da Giuseppe Pellizza da Volpedo; in Germania da Von Menzel e Leibl; in Belgio da Meunier. Nel XX secolo l'ideale artistico del realismo fu ripreso da numerose correnti figurative, tra cui il "Muralismo messicano" che ebbe tra i massimi esponenti Diego Rivera, il neorealismo italiano ed il realismo socialista, sviluppatosi a partire dagli anni Trenta in Unione Sovietica con l'ascesa al potere di Stalin e di chiara connotazione politica. Nel dopoguerra a Milano, tra gli anni Cinquanta e Sessanta, un gruppo di giovani pittori diede vita alla tendenza del realismo esistenziale che riprese i temi del realismo rompendone gli schemi ideologici. L'utilizzo del termine per l'arte di periodi storici precedenti, va sottolineato che il termine realismo viene associato da alcune correnti della critica, in particolar modo quelle di matrice marxista, ad opere d'arte di diversi periodo storici, che vanno dall'arte greca del V secolo a.C. alle opere del Caravaggio, fino alla pittura olandese del XVII secolo, rilevando una tendenza che ricorre nella storia dell'arte, specialmente occidentale.
Il realismo, in contrasto con i canoni del linguaggio accademico e con gli eccessi tipicamente Romantici, tentò di cogliere la realtà sociale in un'epoca di profonde trasformazioni. Tra le più importanti opere francesi del periodo:
Il funerale a Ornans (1848-1850) di Courbet
Il seminatore (1850) di Millet
Il vagone di terza classe (1862) di Daumier.

 

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