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Artinvest2000: Juan Gris (Madrid, 23 marzo 1887 – Boulogne-sur-Seine, 11 maggio 1927) "Fruttiera e bottiglia" 1914. Collage, cm. 92 x 65.

Artinvest2000: Juan Gris (Madrid, 23 marzo 1887 – Boulogne-sur-Seine, 11 maggio 1927) "Arlecchino con chitarra" 1919, Olio su tela, 116 x 89 cm. Galerie Louise Leiris, Paris.

Artinvest2000: Juan Gris (Madrid, 23 marzo 1887 – Boulogne-sur-Seine, 11 maggio 1927) "Violin and Engraving".

Artinvest2000: Juan Gris (Madrid, 23 marzo 1887 – Boulogne-sur-Seine, 11 maggio 1927) "Uomo in un caffè" 1912, Olio su tela, 128.2 x 88 cm. Philadelphia Museum of Art.

Artinvest2000, Gris Juan: "Tavolo del musicista" 1914, carboncino, grafite e matita colorata su carta incollata su tela, 81 x 59.5 cm. Collezione privata, New York.

Artinvest2000, Gris Juan: "Colazione" 1915, Olio e carboncino su tela, 92x73 cm. Musée National d'Art Moderne, Paris.

Artinvest2000: Oriani Pippo (Torino 1909 - 1973) "Arlequin accordeoniste" 1930 Collezione privata, Torino.

 

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Artinvest2000, Gris Juan: "Violino e chitarra" 1913, Olio su tela, 100 x 65.5 cm. The Colin Collection, New York,  Philadelphia Museum of Art.

Artinvest2000: Juan Gris (Madrid, 23 marzo 1887 – Boulogne-sur-Seine, 11 maggio 1927) "Chitarra su una sedia" 1913, Olio su tela, 100x65 cm. Collezione privata.

Artinvest2000: Juan Gris (Madrid, 23 marzo 1887 – Boulogne-sur-Seine, 11 maggio 1927) "La chitara" 1918, olio su tela, 81x59,5, Telefonica di Spagna.

Artinvest2000: Metzinger Jean (French, 1883-1956) "Velodromo".

Artinvest2000, Villon Jaques: "Portrait of Mlle. Y.D." 1913, Collezione privata.

Artinvest2000: Francis Picabia (Parigi, 22 gennaio 1879 – Parigi, 30 novembre 1953) "Young Girl / Jeune Fille" (1912) Oil on canvas - Private collection .

Artinvest2000: Francis Picabia (Parigi, 22 gennaio 1879 – Parigi, 30 novembre 1953) "Procession in Seville" (1912).

Artinvest2000: Francis Picabia (Parigi, 22 gennaio 1879 – Parigi, 30 novembre 1953) "Dances at the spring" (1912).

Artinvest2000, Metzinger Jean: "Caffettiera e tazza rossa" 1950, olio su tela, 27 x 37 cm. Collezione privata.

 

 

 

 

CUBISMO



Artinvest2000. Pablo Picasso: "Deux femmes nues" 1909, oil on canvas, 100x81 cm. Private collection N.Y.Il cubismo è un movimento artistico d'avanguardia che nasce a Parigi attorno al 1907 che genererà movimenti analoghi in musica e letteratura. Nelle opere cubiste il soggetto è spezzato, analizzato e riassemblato in una forma astratta. L'artista tende a ritrarre l'oggetto in un contesto più vario, raffigurandolo da più punti di vista. Lo sfondo e i piani prospettici si compenetrano, creando un ambiguo spazio vuoto caratteristico del cubismo. Gli artisti più influenti di questo movimento sono Pablo Picasso, Fernand Léger, Georges Braque e Juan Gris. Anche artisti italiani, come Pippo Oriani, entrarono a far parte del movimento cubista.

Storia
Il termine cubismo viene fatto risalire ad un'osservazione di Henri Matisse davanti ad un dipinto di un paesaggio "L'Estaque" esposto da Georges Braque al "Salon d'Automne" del 1908. La frase di Matisse, che parlò di piccoli cubi, fu raccolta dal critico d'arte Louis Vauxcelles che, per primo, usò la parola cubismo in un suo articolo.

L'anno precedente era stata pubblicata una raccolta di lettere indirizzate nel 1904 ad Emile Bernard da Paul Cézanne che, pur non rinunciando mai da parte sua ad applicare le regole della prospettiva tradizionale, aveva parlato della possibilità di vedere le forme naturali sotto l'aspetto di solidi geometrici. La ricerca di Cézanne, creatore dello spazio per via di volumi, si era rivelata fondamentale: la retrospettiva delle sue opere al "Salon d'Automne" del 1907 aveva colpito profondamente Picasso, Braque e Léger, unitisi ben presto ai primi due. Inoltre l'arte negra, all'epoca di moda a Parigi, negli atelier, poneva l'accento sull'oggetto nella sua essenzialità, indipendente dall'ambiente.

Così, grazie allo studio tenace di Picasso e Braque, vennero gradualmente formandosi i principi fondamentali del cubismo, primo fra tutti quello della rinuncia alla rappresentazione diretta degli oggetti che vanno ricreati, dopo essere stati scomposti negli elementi costituitivi, mediante un'operazione per cui la pittura, appropriandosi i metodi della scienza, diviene strumento conoscitivo e si rivolge direttamente all'intelletto, senza passare attraverso impressioni essenzialmente fisiche. Il pittore cubista cerca di rappresentare simultaneamente sulla tela diversi aspetti del medesimo oggetto, ovvero ciò che conosce dall'oggetto stesso, piuttosto che l'immagine che gli giunge attraverso l'organo visivo.

L’opera che prelude il cubismo è "Les demoiselles d'Avignon" di Picasso, risalente al 1907, in cui si notano molti degli elementi tipici dello stile cubista, oltre a quelli già esposti, sono evidenti: la passione per la scultura africana, che porta l’autore a concepire i volumi come fossero ottenuti dal legno scavato, caratterizzati da piani perpendicolari o paralleli tra di loro, molto spigolosi; la linea di contorno dominante, le superfici piatte, la semplificazione delle forme (elementi che il cubismo deve a Henri Matisse); l’assenza di ambientazione; la non distinzione tra immagine e fondo; le campiture di colore piatte e omogenee. Ma è anche nota l'opera "Guernica" dove raffigura questa dolorosa guerra dove soffrono anche degli animali, ma in alto a destra c'è una finestra che simboleggia la speranza e la luce. Sempre in quest' opera si vede una madre che piange il figlio morto e si osservano anche dei frammenti di spade di soldati.

Oltre ai massimi esponenti del movimento, quali Picasso, Braque e Juan Gris, sono da ricordare molti artisti, anche successivi, che si ispirarono a loro: Robert Delaunay (1885-1941), Fernand Léger, Jacques Villon (1875-1963), Jacques Lipchitz (1891-1973), Liubov Popova (1889-1924), Francis Picabia (1879-1953) Louis Marcoussis (1883-1941), Jean Metzinger (1883-1956), Marie Vassilieff (1884-1957) André Derain (1880-1954) e in Italia Pippo Oriani.

Teorico del movimento fu Guillaume Apollinaire che lo definì arte di concezione denunciando così lo sforzo compiuto dagli artisti per giungere alla creazione pittorica attraverso un'analisi intellettuale dei vari motivi. Questa analisi si rilevò ben presto così essenziale da diventare motivo a sé e da indurre Apollinaire a considerare i vari elementi geometrici della composizione come altrettante note musicali, così da formulare l'idea di una pittura assolutamente astratta, pura armonia di valori spaziali, genere del tutto nuovo e dotato di una sua individualità che lo distingueva dalla normale pittura.

Al di fuori dalla pittura il cubismo trovò un’eco letteraria, specialmente nella poesia. I maggiori scrittori cubisti sono Guillaume Apollinaire, Max Jacob, Gertrude Stein e Pierre Reverdy i quali hanno operato attraverso una tecnica basata sulla distruzione della grammatica, sulla punteggiatura assente o errata e sul verso libero. Allo stato puro ebbe invece solo pochi anni di vita e si concluse nelle scenografie del balletto russo.


Periodi del cubismo
La storia del cubismo è divisa in tre fasi fondamentali, quella del cubismo formativo (1907-1909), quella del cubismo analitico (1909-1912) e del cubismo sintetico (1912-1921). Un primo momento, detto analitico, ha inizio nel 1909: la sfaccettatura è fitta, minuziosa e tende a mostrare l'oggetto nei suoi molteplici aspetti, analizzandolo. Un secondo momento, detto sintetico, ha inizio verso la fine del 1909 e consiste in una più libera e intuitiva ricostruzione di tale oggetto espresso nella sintesi con cui si presenta alla mente del pittore nell'attimo in cui lo pensa rivivendolo interiormente.

E' in questo secondo momento (1909-1912) che comincia anche l'uso di incollare sulla tela inserti ritagliati da giornali e da stampati (papiers collés o carte incollate) o materiali vari (collage) che è, tra le innovazioni introdotte dai cubisti, la più interessante. È la tecnica tendente a raggiungere un risultato artistico mediante la disposizione, secondo un ordine voluto, di vari elementi di diversa materia, riuniti con l'unica funzione di costituire un fatto plastico indipendente da qualsiasi intenzione imitativa.

Altre fasi, benché minori, sono quella del cubismo detto "primitivo" diffusosi tra 1907 e 1909 e infine quella nota con il nome di "cubismo orfico", sorta come ultima estensione del movimento artistico (così definita dal poeta Apollinaire perché recupera la dimensione lirica del colore).


Cubismo analitico
Nella prima fase cubista, quella denominata cubismo analitico, gli artisti sperimentano un linguaggio artistico che consente loro di rappresentare in modo totale la realtà, in base ad un intento assolutamente razionale, ponendosi di fronte ad essa con un atteggiamento scientifico e, appunto, analitico.

I cubisti tendono sempre a non rappresentare la dimensione lirica, interiore, spirituale, bensì una realtà concreta; ciò si evince anche dalla scelta dei soggetti, per la maggior parte nature morte. Le rappresentazioni tradizionali della realtà sembrano parziali e di contro sviluppano una tecnica pittorica che segna la dissoluzione della prospettiva tradizionale, rinascimentale. Partendo dalla meditazione sull'operato di Paul Cézanne, puntano ad una riorganizzazione dello spazio pittorico, potenziando la sintesi plastica delle forme, sviluppando una lettura della realtà in chiave volumetrica e moltiplicando i punti di vista secondo cui il soggetto rappresentato viene osservato. Oltre a Cézanne, fonte d'ispirazione è il divisionista Seurat, con le sue teorizzazioni su contrasti di tono, tinta e linea. Per raggiungere questo obiettivo il cubista spezza la superficie pittorica in tasselli, piccole superfici che registrano ognuna un punto di vista diverso, così che lo spettatore guardando il quadro possa compiere una sorta di itinerario virtuale a trecentosessanta gradi nello spazio e nel tempo.

Il cubismo reagisce direttamente all'Impressionismo accentuando il valore del volume su quello del colore, che viene eliminato quasi totalmente (al massimo vengono utilizzate le gamme del grigio e del bruno) e gli elementi chiaroscurali sono dati da luce ed ombra. Il colore infatti è visto come componente solo decorativa, come elemento di disturbo per l’artista quanto per lo spettatore, capace di distogliere entrambi dalla necessità di analizzare ed indagare la realtà.


Cubismo sintetico
Il cubismo sintetico nasce tra il 1910 e il 1911, grazie a Picasso e Braque, che si rendono conto che spezzando troppo la superficie pittorica, i suoi singoli frammenti non sono più ricomponibili virtualmente e l'opera si avvicina sempre più ai caratteri dell’astrattismo, infatti i cubisti non vogliono perdere la riconoscibilità dell'oggetto.

Con la collaborazione di Juan Gris elaborano una serie di tecniche per uscire da questo paradosso in cui sono incappati portando alle estreme conseguenze la loro tecnica di rappresentazione del reale. Introducono nel quadro frammenti di realtà, di oggetti reali combinati alle parti dipinte (tecnica del collage), utilizzano mascherine con numeri o lettere (tecnica mista, tipo stencil); inseriscono "trompe l'œil" e riproducono l’effetto delle venature del legno con la tecnica del pettine passato sul colore fresco.

Inoltre si assiste al ritorno del colore e soprattutto il processo dell'opera non ha inizio attraverso l'osservazione del reale, ma si creano sulla tela forme geometriche semplici variamente composte, in intersezione, orientate in vario modo e solo in un secondo momento queste suggeriscono oggetti reali. La realtà viene dunque sintetizzata, creata nell’immagine. Gli oggetti sulla tela non sono più copia del reale, esistono nel momento in cui vengono concretizzati nell’immagine pittorica, di essi c’è solo il concetto formale.


Architettura
Nel suo generale atteggiamento antinaturalistico, preludio ad un nuovo modo di entrare in contatto con la realtà moderna, il cubismo ha variamente influenzato le avanguardie architettoniche. In polemica con il cubismo è l'Esprit Nouveau, anche se nel giovane Le Corbusier il metodo scompositivo di Picasso e Braque lascia molte tracce. Affini alle ricerche cubiste sono quelle del primo Jacobus Johannes Pieter Oud (progetto di fabbrica, 1919); è però Raymond Duchamp-Villon a tentare una trasposizione letterale dei principi del cubismo in architettura con il progetto di una villa cubista (1912). In qualche modo affini a questo esperimento isolato di Duchamp-Villon sono le realizzazioni dell'unica scuola architettonica esplicitamente ispirata al cubismo: quella cecoslovacca. La casa della vergine nera, a Praga, di Josef Gočár (1911-12), la villa di Josef Chochol ai piedi della collina Vysehrad (1913), i progetti di Jirí Knoha si presentano come volumi scomposti, sfaccettati e deformati: espressioni di un'ansia di rinnovamento architettonico che non ha ancora individuato adeguati strumenti d’espressione.
 

 

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