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NABIS
A Pont-Aven, piccolo villaggio della Bretagna, nel 1888
avviene l'incontro tra Paul
Gauguin ed Emile Bernard. Bernard sconvolge le
convenzioni artistiche con le sue "Les Bretonnes dans la
prairie verte" e Gauguin
afferma un nuovo uso del mezzo pittorico nella Vision
aprés le sermon.
Convinto da Gauguin, anche un giovane pittore, Paul Sérusier, seguirà questa nuova arte con il Paysage au
bois d'amour.
Sono tre quadri rivoluzionari che mettono in risalto il
sogno, la realtà, l'emozione, dove il motivo figurato è
occasione di simboli e l'idea diviene il fine ultimo
dell'arte.
Dall'ebraico "Nebiim", profeti o ispirati, Nabis è il
termine che il Nabi Auguste Cazalis, appassionato di
ebraico e lingue orientali, diede ad un gruppo di
giovani artisti usciti dall'Académie Julian e dall'Ecole
des Beaux-Arts che, formatosi intorno a Sérusier, voleva
rinnovare la pittura.
Questo movimento artistico, che si sviluppò tra il 1888
e il 1900, si rivolgeva al sintetismo di
Gauguin, alle decorazioni
di Puvis de Chavannes, al Quattrocento italiano e alle
stampe giapponesi. L’intento era quello di allontanarsi
sempre più dall’accademismo e dal
naturalismo: questa
volontà non si esprimeva soltanto in pittura ma anche
nella vita quotidiana, come testimonia l'uso del gergo
esoterico cui gli artisti Nabis ricorrevano nei loro
incontri e nei loro rapporti epistolari. Così come
esoteriche erano alcune delle cerimonie che
organizzavano.
I Nabis erano conosciuti anche come "Pittori della Revue
blanche" dato che fin dal 1891 pubblicavano su questa
rivista litografie e manifesti. Dal 1896-97 il gruppo
cominciò a sgretolarsi: dopo l'ultima mostra del 1900
ognuno intraprese un proprio solitario cammino.
Collocati tra l'Impressionismo e il Simbolismo,
movimento dall'importanza sempre più crescente, i Nabis
vengono influenzati per le loro opere dagli arabeschi
floreali e dagli intrecci dell'arte giapponese, che
utilizzano parimenti sia per i dipinti da cavalletto sia
come decorazioni per oggetti d'arte.
Fonte della loro ispirazione è anche l'arte antica dello
smalto cloisonné e della vetrata medievale, così come lo
sono i libri di magia colmi di segni cabalistici, ma
anche i testi che vanno dal Romanticismo alla
generazione simbolista, da cui traggono motivi
iconografici come i satiri e le ninfe. Se in pittura si
assiste ad una fase di declino del naturalismo, lo
stesso accade per il teatro che diviene un luogo di
sperimentazione, sia per l'utilizzo di tecniche come la
pittura a colla, a olio e a tempera, che per il ricorso
alla decorazione strettamente collegata all'armonia e
alle suggestioni dei testo. Dal punto di vista estetico
l'interesse verso la tematica religiosa per i Nabis non
è così evidente poiché la pittura sacra alla fine dei
XIX secolo ha un’immagine estremamente negativa, molto
superata. Per loro si tratta di una vera e propria
scelta derivata dalla pittura di Gauguin, che in alcuni
di essi convive con una forte convinzione religiosa: se
Vuillard e Bonnard professano un cattolicesimo misurato,
dal canto suo Maurice Denis crede profondamente in un
cristianesimo ortodosso, quasi mistico.
La religione dei Nabis è anche un modo di fuggire dalla
civiltà contemporanea, collegandosi così alla volontà di
Gauguin di ritornare ad uno stile semplice e primitivo.
Tra il 1880 e il 1895, si assiste in Francia ad un
dibattito intorno alla rappresentazione ideale, nel
tentativo wagneriano di realizzare l'Opera d'Arte
totale. Si va, infatti, ad instaurare uno stretto legame
tra gli scrittori e i pittori d'avanguardia dando vita
alle esperienze più diverse, dalla sostituzione degli
attori con marionette (sull'onda delle teorie di Kleist),
a commedie di autori simbolisti rappresentate con scene
di artisti Nabis, che portano il teatro francese ad
essere, in questo modo, un modello per tutta l'Europa.
Non da ultimo, il confronto con l'arte del teatro induce
questi artisti a proseguire la propria riflessione nelle
riviste e in letteratura.
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