Giuseppe Migneco 1908 - 1997

 

 

Giuseppe Migneco: nasce a Messina nel 1908, muore a Milano nel 1997

 

 

  La formazione

 E' a Ponteschiavo che vive gli anni della prima infanzia; questa stagione felice trascorsa in piena libertà, tra il mare e la campagna, resterà nella sua memoria come il ricordo di un paradiso perduto e ritornerà in seguito come un leit-motive in molti suoi quadri. Ritorna a  Messina  per frequentare il ginnasio liceo Maurolico, dove conseguirà la maturità classica.

 

 

  Gli studi ed il lavoro

 Nel 1931 si trasferisce a Milano per seguire i corsi Universitari di medicina , studi che ben presto abbandona nel tentativo di tradurre in realtà le aspirazioni artistiche che lo avevano spinto a lasciare la Sicilia. Riesce a sopravvivere: collaborando con qualche illustrazione al "Corriere dei Piccoli"; eseguendo bozzetti pubblicitari per una ditta di cravatte; lavorando come ritoccatore di rotocalco negli stabilimenti Rizzoli e Pizzi & PIzzio. Dipinge, frattanto, quadri di contenuto autobiografico-esistenziale realizzati in uno stile che può vagamente ricordare Scipione o Sironi, nella coscienza tuttavia della inadeguatezza dei risultati nei confronti dei propositi.

 

 

  Il suo nuovo "dipingere"

 L'incontro nel 1934 con Beniamino Joppolo, suo excompagno di ginnasio e, attraverso lui, l'amicizia dopo con Birolli, De Grada, Sassu, segna l'inizio della scoperta di quel mondo pittorico verso cui, nebulosamente ma anche irresistibilmente, si era sempre sentito attratto. Con l'incoraggiamento di questi amici, la frequentazione dei loro studi e il senso di libertà che la loro pittura gli comunica, riprende a dipingere con nuovo spirito e maggiore sicurezza. Nel 1937 è tra i fondatori del movimento di "Corrente".

 

"Pescatore"

"Raccoglitore"

"Pescatore al tavolo"

"Alla fonte"

Le prime personali

 Nel 1940 inaugura la sua prima mostra personale a Genova alla Galleria Genova di Cairola. Nel 1941, personale alla Bottega di "Corrente". Nel 1942 alla Galleria della Spiga. Nello stesso anno partecipa al premio Bergamo col quadro "Cacciatori di lucertole". Subito dopo è chiamato alle armi e deve interrompere 'attività artistica per riprenderla, nel 1945, con la mostra alla Galleria San Radegonda di Renzo Bertoni a Milano. Negli anni successivi espone: nel 1947 alla "Galleria del Cavallino" a Venezia; 

nel 1948-49 alla "Galleria del Naviglio" a Milano;

nel 1952-53 "Galleria La Colonna" a Milano;

nel 1956"The Leicester Galleries" a Londra;

nel 1957 "Galerie le Pic Rosenberg" a Parigi;

nel 1958 Sala XXIX alla Biennale di Venezia;

nel 1960 alla "Galleria Nuova Pesa" di Roma;

nel 1962 "Galleria Michaud" a Firenze;

nel 1964-65 alla "Galleria Goethe" di Bolzano;

nel 1966 alla "Galleria Macchi di Pisa";

nel 1970 alla "Galleria La Robinia" di Palermo;

nel 1971 alla "Galleria Gissi" di Torino;

nel 1972 alla "Galleria Medea" di Milano;

nel 1974 alla "Galleria Pace" di Milano;

nel 1977 alla "Galleria Toninelli" di Roma;

nel 1978 alla "Galleria Levy" ad Amburgo;

nel 1979 alla "Galleria L'Indiano" a Firenze;

nel 1982 alla "Galleria 32" di Milano;

nel 1983 alla "Galleria Borgo Arte" di Borgomanero;

nel 1984 alla "Rotonda della Besana" di Milano.

 

 

 

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