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Artinvest2000. Masaccio "La distribuzione dei beni e la morte di Anania" Saint Peter Distributing Alms and the Death of Ananias 1425-26. Affresco 232x157 cm.
"L'affresco, che corrisponde dall'altro lato
alla scena di San Pietro che risana con l'ombra gli infermi, rappresenta in
aspetto più nuovo l'arte di Masaccio. Siamo in un borgo del contado fiorentino
dove fra certe nude fabbriche medievali a sporti bruni è sorta una bella casa
recente, bianca di calce e nel fondo ridono i colli amenissimi, fra i quali
emerge un castello luminoso e paesaggio mosso che non ha un deciso taglio
diagonale come il precedente ma che lo accenna nella prospettiva della casa, la
cui massa appare elemento essenziale della composizione. La diagonale è ripresa
con libertà nei personaggi che vengono dal basso all'altura dove sosta Pietro e
dove è stramazzato al suolo l'infedele Anania, che aveva sottratto parte del
ricavato dei beni venduti (Atti degli Apostoli III, 6). Il morto ingombra il
primo piano col volume orizzontale del suo corpo: crea un vuoto che impedisce ai
devoti di avvicinarsi troppo all'Apostolo. Inoltre lo spigolo della casa che
segna una netta demarcazione fra questo e i fedeli basta assai più della piccola
aureola a farci riconoscere il protagonista in Pietro che, come assorto
distribuisce le elemosine. Giungono sino a lui i poveri — nell'atto
dell'ascendere è un palese significato di elevazione — cioè poche figure in cui
sono tracciati i caratteri di un popolo umile nei vestimenti ma tìsicamente e
moralmente sano, coi suoi uomini fieri e quadrati, e le donne gagliarde che
generano bimbi selvatici ma robusti. È così glorificato nell'arte, dopo gli
straccioni grifagni e cattivi delle 'Moralità' medioevali, dopo i bellimbusti
elegantissimi delle borghesie cittadine, il popolo del contado dal quale
Masaccio discende. E in tal modo il maestro ci offre la visione di una umanità
rigenerata come doveva essere quella dei primi cristiani. La luce non cerca ora
aspri contrasti: si diffonde calma e serena nei volti dell'Apostolo e dei suoi
seguaci, dai colori chiari e limpidi, che corrispondono alla cristallina purezza
degli animi: tutto è più fuso e ammorbidito in più intimo rapporto tra forma e
colore. [...] La donna col bambino corrispondente alla figura di Pietro,
equilibra i due gruppi senza farli apparire simmetrici. Essa si staglia contro
la parete chiara della casa col cercine bianco che avvolge la testa, col volto
intonato di rosa, col grigio marrone della tunica, ed è dipinta con sorprendenti
rapporti di colore e di tono. Ha le spalle quadrate di una forte contadina; ma
il volto è largo è di gravita austera che scopre una disciplina interiore. E
quel suo bimbo, tanto simile per proporzione al piccolo Gesù della tavola di
Londra è di una sgraziata e goffa struttura che — col profilo imbronciato — ne
rivela il carattere scontroso e selvatico [...]. Il colore luminoso di Masaccio
non perde di consistenza, costruisce anzi con la sua densa pasta fusa, come può
vedersi nelle mani freddi e nel volto pallido del morto Anania, di un rigore
formale che oserei dire caravaggesco. Invece il castello nel fondo è condotto
con pennellata rapida e leggera di una freschezza sorprendente, che ci conduce
d'un colpo nel mondo della pittura di tocco dei veneziani o dei moderni. Queste
varietà pittoriche di Masaccio sono spiegabili solo col genio dell'artista,
inconsapevole precorritore qui di tendenze che avranno il loro sviluppo tanto
più tardi. Però, da uomo della Rinasciti e da toscano, il maestro limita la sua
tavolozza nelT esaltare la bella materia; conserva quella misura che è la norma
costante del suo stile." (Mario Salmi, 1948) |
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