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Mary Cassatt 1844-1926 |
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Nel 1860, all'età di 16 anni, Mary si iscrisse all'accademia della Pennsylvania delle arti fini di Filadelfia. Malgrado il fatto che le donne, particolarmente quelle appartenenti ad un ceto superiore, venissero scoraggiate dal perseguire la carriere, Mary desiderava più di ogni altra cosa diventare un' artista professionista. Nel corso del 1862, tuttavia, si era sviluppata in lei una frustrazione dovuta al proseguire troppo lento del programma e per le risposte inadeguate del corso; inoltre si risentì dell'atteggiamento maschilista degli insegnanti e della la maggior parte dei suoi colleghi di studio. Giunse quindi alla conclusione che il risultato migliore affinché potesse imparasse l'arte, fosse di andare in Europa e studiare i dipinti dei vecchi maestri confrontandoli con i suoi. Superando le forti obiezioni della famiglia (suo padre una volta dichiarò: preferirei piuttosto vedere morta mia figlia che vederla vivere all'estero come una "bohemian") Mary partì per Parigi nel 1866 per prendere delle lezioni private di arte e per copiare i grandi maestri presenti nel Louvre. Nel corso degli anni seguenti, viaggiò per la Francia e soggiornò brevemente anche a Roma. Il suo primo successo avvenne nel 1868, quando uno dei suoi ritratti fu accettato al prestigioso salone di Parigi, una mostra annuale organizzata dall' accademia del governo francese delle arti fini. Per proteggere la sua famiglia dall'imbarazzo, Cassatt presentò il dipinto con il nome di Mary Stevenson. La sua opera di debutto fu molto apprezzata, così come un altro ritratto che presentò nel 1870. Non molto tempo dopo che la guerra Franco-Prussiana cominciò, esattamente nel 1870, Mary ritornò riluttante a casa ed immediatamente incontrò degli ostacoli che minacciavano di mettere termine alla sua carriera. Vivendo con i suoi genitori in un piccolo quartiere di Filadelfia fuori dalla città, incontrò molti problemi a trovare persone che volessero fare da modelli per lei. A rendere il tutto ancora più difficile, ci fu una dichiarazione del padre che annunciò di accettare di provvedere a qualunque esigenza della figlia ad eccezione di quelle lavorative. Nel tentativo di racimolare altri soldi, Mary lasciò alcune delle sue pitture ad un commerciante di arte di New York, ma questi non riuscendo a venderle le cedette ad un commerciante di Chicago, ove andarono in seguito distrutte nel catastrofico rogo del 1871. Mary era vicina alla disperazione quando l'arcivescovo di Pittsburgh l' assunse verso la fine del 1871 e la incaricò di dipingere le copie di due dipinti del Correggio, pittore italiano. Poiché gli originali erano in esposizione a Parma, Mary accettò immediatamente l'assegnazione dell'incarico e partì per l' Europa. Usò i soldi che aveva guadagnato per riprendere la sua carriera in Europa. Finalmente il salone di Parigi accettò una delle sue pitture per la mostra 1872 e questo si rivelò molto importante per Mary che tornò ancora una volta festante nel vecchio continente. Dopo che il salone di Parigi accettò nuovamente due sue opere nel 1873 e nel 74 Mary si trasferì definitivamente nella capitale francese. In seguito però, sentendosi sempre più costretta dalla guida inflessibile del salone a dipingere cose che non la soddisfavano, Mary decise di dipingere come e cosa aveva sempre desiderato e non solo cosa era alla moda o commerciale. I critici presto l'accusarono che i colori da lei usati erano troppo brillanti e che i suoi ritratti erano troppo precisi per rendere al meglio il soggetto. Andò allora a spiare alcuni pastelli di Edgar Degas dalla finestra di Parigi di un commerciante d' arte e venne a sapere che non era sola nella sua ribellione contro il salone. "Ho osato andare ed appiattire il mio naso contro quella finestra per assorbire tutti quello che potevo della sua arte," scrisse una volta ad un amico. "Ha cambiato la mia vita. Ho visto l'arte come ho sempre desiderato vederla." Seguendo l'invito di Degas, Cassatt ha esibito 11 delle sue pitture con gli impressionisti nel 1879. L'esposizione fu commercialmente e criticamente un successo tremendo, come le mostre successive nel 1880 e nel 1881. Durante questo tempo, Mary diventò molto amica di Degas, le cui forti personalità frequentemente si scontravano ma le sensibilità artistiche erano solitamente in accordo. A differenza di molti altri impressionisti, che diventarono famosi per i paesaggi e le scene della via, Cassatt diventò famosa per gli affascinanti ritratti, soprattutto delle donne in ambienti domestici casuali. Quasi un terzo del suo lavoro ha descritto le madri con i loro bambini. Anche se il tema era piuttosto convenzionale, il modo di dipingere era assolutamente diverso, più fresco; infatti il produttore di Newsweek osservò "...le madri ed i bambini non sono le madonne o i cherubini del rinascimento, le figure in adorazione della pittura convenzionale, sono, invece, due esseri separati che vivono nell'armonia." Commentando l'artista americano, Gemma Newman notò che "il suo obiettivo costante era realizzare la forza, non la dolcezza; verità, non sentimentalismi o romanzate". Non troppo tempo dopo il suo trionfo con gli impressionisti, Mary fu costretta a vendere alcuni suoi dipinti per curare la madre e la sorella, che si erano ammalate dopo essersi trasferite a Parigi nel 1877. La sorella morì nel 1882, ma la madre guarì e Mary poté riprendere a dipingere dalla metà del 1880. Intanto lo stile di Mary si evolve, cominciando a distanziarsi dall' impressionismo e dalla relativa esuberanza caratteristica del movimento, approdando ad uno stile più semplice e più diretto. Dopo la sua ultima mostra con gli impressionisti nel 1886, Mary non si identificò più con alcun movimento o scuola particolare. Ha sperimentato una notevole varietà di tecniche dimostrando una versatilità presente in pochi dei suoi colleghi contemporanei. Nel 1891, esibì una serie di stampe colorate altamente originali, compresa la "Donna che si lava" ed il "Coiffure" ispirata dal lavoro dei grandi maestri giapponesi che aveva visionato l'anno prima a Parigi. Il 1890 fu un periodo di intensa attività e il più creativo per Mary che ha contrassegnato la sua consacrazione come modello per i giovani artisti americani che venivano in Europa a chiedere il suo parere sui loro lavori. Mentre cominciava il nuovo secolo, Mary spostò l'enfasi del suo lavoro verso quello di altri. Per lungo tempo aveva sostenuto i suoi colleghi impressionisti e non aveva mai mancato di consigliare ai ricchi Americani di sostenere il movimento comprando i loro dipinti, affrontando con sincerità questo compito e servendo da consigliere a parecchi importanti collezionisti. L'unica condizione di Mary era che qualunque opera acquistata dovesse passare nei musei d' arte americani. Nel 1910, Mary accompagnò suo fratello Gardner e la sua famiglia in un viaggio in Egitto. Sopraffatta dall'arte antica che vide in quei luoghi, perse la certezza nelle sue abilità e nel valore dei suoi lavori; inoltre la morte inattesa del fratello per una malattia contratta durante il viaggio si rivelò essere un colpo devastante. I due eventi uniti non le consentirono di dipingere sino al 1912. Nel 1915, il diabete cominciò poco a poco a consumarle la vista e Mary dovette passare gli 11 anni restanti della sua vita nella cecità quasi totale cosa che la lasciò amareggiata e insoddisfatta della crudeltà del destino che le aveva tolto la sua fonte più grande piacere. Morì il 14 giugno 1926, nel suo caro paese, Chateau de Beaufresne in Mesnil-Theribus, Francia. L'eredità di Mary Cassatt è un mix di coraggio, di indipendenza e di talento che per sempre le garantiranno un posto ai vertici della sua professione. Ma l'artista stessa, pensando "forse" che le sue pitture sarebbero sopravvivrebbe a lei, pensò che suoi sforzi erano stati inadeguati. "Non ho fatto cosa ho desiderato," rivelò Mary verso la conclusione della sua vita, "ma almeno ho provato a combattere."
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