Manzoni Piero 1933 - 1963

Manzoni Piero 1933 - 1963Manzoni Piero: il pittore nacque a Soncino nel 1933 in una famiglia aristocratica.

La formazione

 Per un breve periodo studiò all'Accademia di Brera. Negli anni Cinquanta, dopo aver dipinto alcuni paesaggi tradizionali, Manzoni sperimentò materiali nuovi come l'olio, la cera, lo smalto, il gesso e la colla. Le prime opere della maturità furono influenzate dalle esperienze astratte informali di Burri, Fontana e Jean Fautrier. All'inizio del 1956 aveva già cominciato a produrre immagini immergendo oggetti quali chiavi, forbici , pinze e tenaglie nel colore e imprimendoli poi sulla tela. A queste opere seguirono dipinti creati con il petrolio e il catrame.

L'impulso inconscio 

 Il 9 Dicembre 1956 Manzoni pubblicò il manifesto per la scoperta di una zona di immagini, in collaborazione con Camillo Corvi Mora, Ettore Sordini e Giuseppe Zecca. Secondo Manzoni l'opera d'arte ha origine in un impulso inconscio, che scaturisce da un sostrato collettivo di valori comuni a tutti gli uomini.

Gli achromes 

 Nella primavera del 1957 partecipò a una collettiva organizzata da Fontana alla Galleria Pater di Milano e in giugno aderì al "Gruppo Nucleare", che distribuì il suo manifesto per una pittura organica. In autunno firmò il manifesto contro lo stile, che confermava il sostegno al "Gruppo nucleare internazionale". In risposta alle opere di Fontana, Burri e Yves Klein (i cui monocromi blu aveva visto in occasione della prima mostra italiana nel gennaio 1956), inventò l' "achrome", un impasto di gesso grezzo poi graffiato o inciso. la serie successiva degli "achromes" comprende tele ricoperte di caolino del 1958, feltro, cotone e polistirolo del 1960, lana e pelo di coniglio del 1961, pani e pietre del 1962. Nel Gennaio 1958 espose con Enrico Baj e Fontana alla Galleria Bergamo, ma all'inizio del 1959 si era ormai allontanato dal "Gruppo nucleare" per lavorare con maggiore autonomia. 

Le prime linee 

 Conobbe Agostino Bonalumi, Vincenzo Agnetti ed Enrico Castellani, con il quale pubblicò la rivista "Azimuth". Sviluppando un approccio sempre più concettuale, nel 1959 Manzoni creò le prime linee, prodotte tracciando una striscia con un tampone imbevuto di inchiostro su un rotolo di carta. I vari fogli di carta venivano poi arrotolati e posti ciascuno in un contenitore che ne specificava la lunghezza e la data di esecuzione. La linea più lunga di 7.200 metri fu quella prodotta a Herning Park in Danimarca nel 1960.

 

 

 

Piero Manzoni "Achrome" 1958

Piero Manzoni "Fiato d'artista" 1960

Piero Manzoni "Merda d'artista" 1961

Piero Manzoni "Uova italiane"

Piero Manzoni "Base del mondo"

Piero Manzoni, Linee, Dicembre 1959:  "Linea Infinita"  "Linea metri 5,63" 20,6x5,8 cm. "Linea metri 11,65" 21,9x5,8 cm. Collezione Privata, Italia.

 

 

Le uova

 Insieme a Castellani nel dicembre 1959 aprì la Galleria Azimuth. A Giugno dell'anno seguente organizzò la mostra  "Consumazione dell'arte" nel corso della quale distribuì uova sode firmate con la sua impronta digitale, invitando poi il pubblico a mangiarle. Come molta parte dell'opera di Manzoni, le uova erano la parodia degli oggetti prodotti in serie della società dei consumi e, con una vena neodada, costituivano una satira della venerazione accordata alle belle arti e all'artista.

 

Le sculture viventi 

 Negli ultimi mesi del 1960 Manzoni sottoscrisse il manifesto "Del nulla contro nulla" con Castellani, Heinz Mack e Otto Piene. L'anno seguente creò la prima Base Magica per sculture viventi: salendo sulla base, chiunque diventava un' opera d'arte. Alla Galleria La Tartaruga di Roma firmò le prime sculture viventi, garantendole con un certificato di autenticità. Produsse inoltre novanta lattine di "Merda d'artista", da lui considerata l'affermazione ultima dell'unità dell'arte e della vita.

Alcune particolarità 

 Nel corso di un soggiorno a L'Aia, Henk Peeters lo mise in contatto con il gruppo "Zero". Nell'Aprile 1959 Manzoni fu a Roma per il lancio del suo libro in gesso dal titolo: "Piero Manzoni parla". Di ritorno a Milano creò quarantacinque "corpi d'aria", sculture gonfiabili di aria, che continuò a produrre fini al 1961. Quelle contenenti il suo respiro sono note come "fiato d'artista".

Il suo pensiero 

 Nel 1961 visitò a Parigi la mostra del nouveau réalisme, "40° au-dessus de dada", dove conobbe Arman, Jean Tinguely e Klein. Secondo Manzoni "Non c'è nulla da dire: c'è solo da essere, c'è solo da vivere". Sosteneva quindi che l'arte comprendeva ogni cosa al mondo, animale, vegetale o minerale che fosse. Esaltò questo concetto in "Base del mondo" del 1961, una "base magica" capovolta, dedicata a Galileo, che sosteneva il mondo intero.

L'arte concettuale 

 Esponente precoce dell'arte concettuale, Manzoni fu un instancabile promotore di mostre e manifesti  costituendo un legame importante tra l'avanguardia italiana e le parallele esperienze europee.

 Morì improvvisamente di infarto il 6 Febbraio 1963 nel suo studio a Milano, lasciando un testamento artistico che ispirò la generazione più giovane e in particolare, gli artisti dell'arte povera.

 

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