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GUTTUSO Renato:
Il pittore nacque a Bagheria il 2 gennaio 1912 e scomparve a Roma
il 18 gennaio del 1987.
La sicilia
Grazie al padre agrimensore il giovane Guttuso ebbe l'opportunità di
visitare frequentemente la campagna e la popolazione contadine
siciliane, destinate a diventare una delle sue prime fonti di
ispirazione. Incoraggiato a dipingere dal padre, frequentò gli studi del
post impressionista Domenico Quattrociocchi e del futurista Pippo Rizzo.
Picasso
Nel 1929 prese parte alla II Mostra del sindacato artistico siciliano.
Nel 1930 si iscrisse alla facoltà di legge dell' Università di Palermo,
ma dopo il successo ottenuto alla I Quadriennale di Roma dell'anno
seguente, abbandonò gli studi. A Milano partecipò alle collettive dei
pittori siciliani allestite alla Gallerie del Milione nel 1932 e nel
1934. Nei primi anni Trenta strinse legami d'amicizia con gli artisti
della "scuola romana", Corrado Cagli, Mario Mafai, Alberto Ziveri, Mirko
Basaldella a Pericle Fazzini. Nel 1933 scrisse per il quotidiano
palermitano "L'Ora" un entusiastico articolo su
Picasso; l'artista
spagnolo costituirà il principale modello stilistico e morale per tutta
la sua vita.
La prima personale
Nel 1935 inviato a Milano per il servizio militare, Guttuso conobbe i
pittori Renato Birolli; Aligi Sassu,
Lucio Fontana e Italo Valenti, che
più tardi formarono il movimento di "Corrente". Nel 1937 si stabilì a
Roma dove conobbe la futura moglie Mimise Dotti e l'anno seguente tenne
la prima mostra personale alla Galleria della Cometa.
Il realismo
Guttuso divenne il portavoce più eloquente di una giovane generazione
di artisti , che avevano sviluppato una crescente avversione per la
politica e le mode culturali del regime negli anni precedenti la seconda
guerra mondiale, esprimendo in vari articoli su "Primato", "Il
Selvaggio", "Le Arti" e il "Meridiano di Roma" le sue opinioni sulla
libertà creativa e sull'imperativo morale del realismo. Concretizzò
questi ideali in una serie di opere grandi dimensione, a partire da
"Esecuzione in campagna" del 1938-39, dedicata a Federico Garcia Lorca,
"Fuga dall'Etna" del 1940 e "Crocifissione" del 1942.
Critiche e riconoscimenti
Le crude immagini di quest'ultima e l'implicita critica del regime
fascista provocarono le dure reazioni della Chiesa e del governo. Ciò
nonostante Guttuso potè ricevere riconoscimenti ufficiali: la "Fuga" e
la "Crocifissione" furono premiati rispettivamente al secondo e al
quarto Premio Bergamo, patrocinato dal ministro dell'Educazione
Nazionale Giuseppe Bottai. Si trattava di manifesti visivi ispirati a
Guernica, anche se Guttuso aveva trasformato la sintassi cubista di
Picasso in una narrazione più realistica.
Le atrocità della guerra
Allontanatosi da Roma per motivi politici nel 1943, Guttuso si rifugiò
a Quarto (Genova), in casa dell'amico e sostenitore Alberto Della
Ragione. Ritornò nella capitale nel 1944 per partecipare alla
Resistenza. Fu tra i protagonisti della mostra "L'arte contro la
barbarie", organizzata dal quotidiano comunista L'Unità in cui espose i
disegni sulle atrocità della guerra pubblicati nell'album Gott mit Uns
del 1945.
Il "Fronte nuovo delle arti"
Nel 1947 fu tra i fondatori del "Fronte nuovo delle arti" con Birolli,
Santomaso, Melotti, Turcato e Vedova. Partecipò alla mostra del gruppo
alla Galleria della Spiga di Milano, ma di lì a poco lasciò il "Fronte"
a causa delle divergenze ideologiche tra figurativi e astratti. In vari
articoli su "Vie Nuove", "L'Unità" e "Rinascita" si batté a favore di un
realismo descrittivo che considerava intrinsecamente popolare e
accessibile alle masse. Pur non potendo negare le affinità con il
realismo socialista sovietico, Guttuso affermava che la propria
ideologia artistica scaturiva da convinzioni profondamente sentite e non
era imposta da alcun sistema politico. Continuò a dipingere grandi
narrazioni di eventi contemporanei, spesso con toni marcatamente
allegorici, immagini politicamente connotate di contadini e di
ispirazione autobiografica.
La notorietà
Tra gli artisti italiani più noti all'estero nel dopoguerra, Guttuso ha
ottenuto numerose mostre prestigiose, fra cui una retrospettiva al Museo
Puskin di Mosca e all'Ermitage di Leningrado. Negli anni 1966-68 ha
insegnato pittura all'Accademia di Belle Arti di Roma ed è stato
visiting professor alla Hochschule fur Bildende Kunste di Amburgo nel
1968. E' stato nominato senatore della Repubblica nel 1976.
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