|
Ginetta ROBERTO
UNA PAESISTICA D'INCANTO
COME LUOGO DELLA MENTE
E DELLA NATURA
Cosa sia il colore per un pittore non è dato a sapere se non da un punto
di vista strettamente percettivo: quanto cioè i sensi traducono il
mistero della natura in desiderio appagato di cui s'illumina la nostra
coscienza. Il colore non può essere scambiato con il razionalismo della
calligrafia anche quando il segno può essere gestuale: il colore non
traccia un percorso ma esplode l'emozione come l'immediatezza dei sensi
la percepisce in natura.
Il mondo ed il metodo che per noi caratterizzano il dipinto di Ginetta
ROBERTO, il suo fascino di pittrice che scandisce il reale con tonalità
come miracolate di luce in sintonia d'ambiente. Una premessa anche per
stimolare l'orientamento di lettura circa un dipinto nel quale lo spazio
di conseguenza diventa un valore parallelo di cromia che tra il primo
piano e lo sfondo manifesta l'incanto di una liricità senza confini.
Un dipinto sentito, quello di Ginetta ROBERTO, realizzato da chi conosce
nella profondità di se stessa il legame che unisce l'artista
all'ambiente e che quando dipinge esprime l'interrogativo del suo
dialogo col profondo. Un linguaggio mosso dall'istinto della sua
personalità pulsante di creativo e che interviene sulla tavolozza non
per rappresentare la genericità dell'oggetto, ma per generare di
cognizione culturale i valori d'arte che armonizzano la pittrice alla
spiegazione della vita. Quanto suggerisce anche perché i paesaggi
alberati di Ginetta ROBERTO vengano sensibilizzati da una melodica
visione d'arabesco che nella declinazione del suo risentito d'animo, non
manca di fare interagire la dolcezza del contrario. Cosicché il giardino
in fiore o la nevicata di montagna, la casa o l'arbusto, la primavera o
l'inverno, l'oggetto o l'animale da cortile diventano simboli di un
linguaggio pittorico che rispecchia la caratterizzazione d'animo della
pittrice per niente naife, ma di forte salute culturale. Anche se, in
certi casi, può sembrarlo, senza lasciarci ingannare comprendendo che
non è una scelta operativa di stile, ma il mezzo diretto per non
sacrificare l'immediatezza emotiva della sua percezione. Poiché nel
dipinto di Ginetta ROBERTO non presenzia l'ingenuità della pittura
naife, ma vive la prodezza di un sentimento che sa ben domandarsi con i
valori dell'uomo. E la tonalità dei suoi dipinti dotano, appunto, di
quella effervescenza coloristica trasmutatrice che sa rendere di
meraviglia ciò che poteva apparire un luogo di sempre. Così il
bianco-rosa delle fioriture primaverili o il giallo smagliante a vapori
di sodio, diventano colti di campestre come del resto il rosso tegolato
di borghi, sembrano risvegliare nel dipinto una solerzia contadina che
si riscatta al limpido del cielo a seguito una violenta tempesta.
Una cromaticità favorita dal tessuto dell'ambiente e dalle ore calde
della clessidra. Quando le tonalità si accendono all'essenza più
raffinata della luce per poi adombrarsi quasi in sottotono con il
crepuscolare che avvicina la sera.
Una ricerca sul colore, forse, anche senza volerlo di memoria, ma
inconsciamente sentita e vissuta dall'acutezza dei sensi che filtrano i
ruoli percettivi della luce. Quanto spiega anche perché nel dipinto
della Ginetta ROBERTO, l'azzurro incontri un'ampia considerazione del
terso che si rispecchia nelle acque dei laghi o di fiumi con similare
appariscenza di tonalità a gioioso confronto.
Una sentita penetrazione di purezza che anima il dipinto della pittrice.
Una liberazione più sognata che vissuta come propaggine di vita,
desiderata cioè da quel pulsare fenomenologico che insorge allorché una
persona si sente appagata quasi senza saperlo o volerlo. Ed in tal mondo
a doppio petto, tra l'interno e l'esterno esistenziale, si origina e si
matura di gioviale attrazione il dipinto della Ginetta ROBERTO.
La pittrice che a metà dicembre inaugura nella sala Olimpia di
Artecultura una sua personale che pensiamo non mancherà d'essere un
motivo di richiamo per l'ambiente e per il pubblico breriano
dell'arte.(Giuseppe Martucci)
RICONOSCIMENTO MONDIALE PER LE ARTI VISIVE E LETTERARIE PREMI, CONCORSI
Oscar di Montecarlo,
1982;
Grand Trophèe d'Europe,
Milano 1982;
7° Concorso intern.
"Autunno Lombardo", Milano, 1982 (1° Premio Figurativo)
Trofeo Marso Polo,
Milano 1983;
Concorso intern. "Il
Milione", Milano 1983 (2° Premio assoluti);
7° Concorso intern
"La Pittrice dell'anno", Salsomaggiore 1983 (l°Premio Assolute i
8° Concorso intern.
"Primavera Lombarda", Milano 1983 (premio Regione Lombardia'
Trofeo "I Maestri
dell'Arte Italiana" Salsomaggiore 1983;
Trofeo Biennale di
Venezia, Hotel Excelsior, Venezia, 1983
David d'oro, Milano,
1983 e 1984; Premio Comunale di Venezia 1983;
Oscar Montecarlo
1983;
Premio Intera "Grace
di Monaco", Montecarlo, 1983 (1° Premio Principato di Monaco i. "
(premio Italia);
Trofeo "I Bronzi di
Riace" Milano, 1983;
Trofeo "I 30 migliori
artisti dell'anno 1983";
Concorso Autunno
Lombardo, Milano, 1983;
Premio "La Madonnina
di Milano", 1984
Partecipazione
selezionata al concorso "100 artisti e il giornalismo", Torino, 1984
(Diplomi
Merito);
Trofeo "La rosa
d'oro", Milano, 1984
2° Conc. Int
"Michelangelo", 1984 (premio Accademia S.Marco);
Concorso Int.
"Lombardia '84, Premio Ministero della Cultura";
Gran Trofeo "I
protagonisti" Milano, 1984;
Trofeo "I maestri
dell'arte italiana", Salsomaggiore Terme, 1984;
Premio "Giglio di
Firenze" alla Galleria Centro Storico e Firenze, 1987;
Premio "II
Centenario" Diploma di Merito, Torino, 1987;
Premio "Gino
Montefinale" Società Dante Alighieri, Torino, 1988;
Premio "Portovenere
Montefinale" per la Ricerca e Cultura Cadimare, Torino 1988
Premio "Società e
Sviluppo" Associazione Santagatese, Torino, 1988;
XXII Premio Castelli
della Lunigiana, Editoria e Cultura, Diploma di merito, Torino 1988
Premio "II Centenario
Giorgio De Chirico", Diploma di Merito, Torino, 1988;
Premio "Superga",
Torino, 1989;
Premio di Poesia "Superga",
Diploma di Merito, Torino, 1989;
Premio "Moranti",
Diploma di Merito, Torino, 1989;
Premio "Immagine del
Piemonte", Torino, 1989;
Premio "Città di
Carmagnola", Torino, 1989;
Premio Dante
Alighieri di Lettere ed Arti, La Spezia, 1991;
Ginetta Roberto vive e
lavora a Torino in Via Servais n.143 Telefono 011/797403
|