ROBERTO Ginetta

 

                       

 

 

 

Ginetta ROBERTO
UNA PAESISTICA D'INCANTO
COME LUOGO DELLA MENTE
E DELLA NATURA


Cosa sia il colore per un pittore non è dato a sapere se non da un punto di vista strettamente percettivo: quanto cioè i sensi traducono il mistero della natura in desiderio appagato di cui s'illumina la nostra coscienza. Il colore non può essere scambiato con il razionalismo della calligrafia anche quando il segno può essere gestuale: il colore non traccia un percorso ma esplode l'emozione come l'immediatezza dei sensi la percepisce in natura.
Il mondo ed il metodo che per noi caratterizzano il dipinto di Ginetta ROBERTO, il suo fascino di pittrice che scandisce il reale con tonalità come miracolate di luce in sintonia d'ambiente. Una premessa anche per stimolare l'orientamento di lettura circa un dipinto nel quale lo spazio di conseguenza diventa un valore parallelo di cromia che tra il primo piano e lo sfondo manifesta l'incanto di una liricità senza confini.
Un dipinto sentito, quello di Ginetta ROBERTO, realizzato da chi conosce nella profondità di se stessa il legame che unisce l'artista all'ambiente e che quando dipinge esprime l'interrogativo del suo dialogo col profondo. Un linguaggio mosso dall'istinto della sua personalità pulsante di creativo e che interviene sulla tavolozza non per rappresentare la genericità dell'oggetto, ma per generare di cognizione culturale i valori d'arte che armonizzano la pittrice alla spiegazione della vita. Quanto suggerisce anche perché i paesaggi alberati di Ginetta ROBERTO vengano sensibilizzati da una melodica visione d'arabesco che nella declinazione del suo risentito d'animo, non manca di fare interagire la dolcezza del contrario. Cosicché il giardino in fiore o la nevicata di montagna, la casa o l'arbusto, la primavera o l'inverno, l'oggetto o l'animale da cortile diventano simboli di un linguaggio pittorico che rispecchia la caratterizzazione d'animo della pittrice per niente naife, ma di forte salute culturale. Anche se, in certi casi, può sembrarlo, senza lasciarci ingannare comprendendo che non è una scelta operativa di stile, ma il mezzo diretto per non sacrificare l'immediatezza emotiva della sua percezione. Poiché nel dipinto di Ginetta ROBERTO non presenzia l'ingenuità della pittura naife, ma vive la prodezza di un sentimento che sa ben domandarsi con i valori dell'uomo. E la tonalità dei suoi dipinti dotano, appunto, di quella effervescenza coloristica trasmutatrice che sa rendere di meraviglia ciò che poteva apparire un luogo di sempre. Così il bianco-rosa delle fioriture primaverili o il giallo smagliante a vapori di sodio, diventano colti di campestre come del resto il rosso tegolato di borghi, sembrano risvegliare nel dipinto una solerzia contadina che si riscatta al limpido del cielo a seguito una violenta tempesta.
Una cromaticità favorita dal tessuto dell'ambiente e dalle ore calde della clessidra. Quando le tonalità si accendono all'essenza più raffinata della luce per poi adombrarsi quasi in sottotono con il crepuscolare che avvicina la sera.
Una ricerca sul colore, forse, anche senza volerlo di memoria, ma inconsciamente sentita e vissuta dall'acutezza dei sensi che filtrano i ruoli percettivi della luce. Quanto spiega anche perché nel dipinto della Ginetta ROBERTO, l'azzurro incontri un'ampia considerazione del terso che si rispecchia nelle acque dei laghi o di fiumi con similare appariscenza di tonalità a gioioso confronto.
Una sentita penetrazione di purezza che anima il dipinto della pittrice. Una liberazione più sognata che vissuta come propaggine di vita, desiderata cioè da quel pulsare fenomenologico che insorge allorché una persona si sente appagata quasi senza saperlo o volerlo. Ed in tal mondo a doppio petto, tra l'interno e l'esterno esistenziale, si origina e si matura di gioviale attrazione il dipinto della Ginetta ROBERTO.
La pittrice che a metà dicembre inaugura nella sala Olimpia di Artecultura una sua personale che pensiamo non mancherà d'essere un motivo di richiamo per l'ambiente e per il pubblico breriano dell'arte.(Giuseppe Martucci)

 

 

RICONOSCIMENTO MONDIALE PER LE ARTI VISIVE E LETTERARIE PREMI, CONCORSI

Oscar di Montecarlo, 1982;

Grand Trophèe d'Europe, Milano 1982;

7° Concorso intern. "Autunno Lombardo", Milano, 1982 (1° Premio Figurativo)

Trofeo Marso Polo, Milano 1983;

Concorso intern. "Il Milione", Milano 1983 (2° Premio assoluti);

7° Concorso intern "La Pittrice dell'anno", Salsomaggiore 1983 (l°Premio Assolute i

8° Concorso intern. "Primavera Lombarda", Milano 1983 (premio Regione Lombardia'

Trofeo "I Maestri dell'Arte Italiana" Salsomaggiore 1983;

Trofeo Biennale di Venezia, Hotel Excelsior, Venezia, 1983

David d'oro, Milano, 1983 e 1984; Premio Comunale di Venezia 1983;

Oscar Montecarlo 1983;

Premio Intera "Grace di Monaco", Montecarlo, 1983 (1° Premio Principato di Monaco i. "

(premio Italia);

Trofeo "I Bronzi di Riace" Milano, 1983;

Trofeo "I 30 migliori artisti dell'anno 1983";

Concorso Autunno Lombardo, Milano, 1983;

Premio "La Madonnina di Milano", 1984

Partecipazione selezionata al concorso "100 artisti e il giornalismo", Torino, 1984 (Diplomi

Merito);

Trofeo "La rosa d'oro", Milano, 1984

2° Conc. Int "Michelangelo", 1984 (premio Accademia S.Marco);

Concorso Int. "Lombardia '84, Premio Ministero della Cultura";

Gran Trofeo "I protagonisti" Milano, 1984;

Trofeo "I maestri dell'arte italiana", Salsomaggiore Terme, 1984;

Premio "Giglio di Firenze" alla Galleria Centro Storico e Firenze, 1987;

Premio "II Centenario" Diploma di Merito, Torino, 1987;

Premio "Gino Montefinale" Società Dante Alighieri, Torino, 1988;

Premio "Portovenere Montefinale" per la Ricerca e Cultura Cadimare, Torino 1988

Premio "Società e Sviluppo" Associazione Santagatese, Torino, 1988;

XXII Premio Castelli della Lunigiana, Editoria e Cultura, Diploma di merito, Torino 1988

Premio "II Centenario Giorgio De Chirico", Diploma di Merito, Torino, 1988;

Premio "Superga", Torino, 1989;

Premio di Poesia "Superga", Diploma di Merito, Torino, 1989;

Premio "Moranti", Diploma di Merito, Torino, 1989;

Premio "Immagine del Piemonte", Torino, 1989;

Premio "Città di Carmagnola", Torino, 1989;

Premio Dante Alighieri di Lettere ed Arti, La Spezia, 1991;

 

Ginetta Roberto vive e lavora a Torino in Via Servais n.143 Telefono 011/797403

 

 

 

                     

 

 

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