Salvatore Fiume 1915 - 1997

 

 

 Salvatore Fiume: nato a Comiso nel 1915,  è  vissuto a Canzo. Frequentò la Scuola d'Arte nella sua città natale e terminò gli studi presso l'Istituto d'Arte di Urbino, muore a Milano il 3 giugno, 1997.

 

Fiume scrittore

 Nel 1936 arriva a Milano e intende affermarsi come pittore; ma i primi successi gli arrivano, più che dalla pittura, da un romanzo autobiografico scritto durante la guerra e stampato nel 1943. In seguito i suoi vivaci umori di scrittore (a parte i racconti pubblicati sulla terza pagina di alcuni diffusi quotidiani) saranno sacrificati alla più urgente e travolgente vocazione pittorica.

 

Fiume pittore andaluso

 Gli inizi della sua pittura appaiono piuttosto contrastati, per ragioni che si direbbero all'opposto di quelle normalmente vigenti per chi abbia scelto di fare il pittore; per un eccesso di temperamento e insieme di preparazione tecnica, che lo fa apparire un pittore d'altri tempi, un personaggio estremamente scomodo. Del resto egli stesso sembra collaborare ai malintesi. Così quando nel 1946 si ripresenta a Milano con due nutritissime mostre assume lo pseudonimo e lo stile anacronistico di un esistente pittore andaluso, Francisco Queyo, esule a Parigi dalla Spagna in guerra.

 

 

Mostre a suo nome

 La mostra che egli allestisce nel 1949 con suo vero nome presenta una pittura conquistata sul piano della ricerca più rigorosa, attraverso una dedizione che evoca addirittura la figura di Morandi. Le sue "isole di statue" emergono all'attenzione della critica proprio in questo periodo e la Biennale veneziana ne registra puntualmente la nascita ospitando un grande trittico di Fiume.

 

"Sposi orientali"

"La rotta di Roncisvalle"

"In attesa del Cavaliere"

"Isole di statue"

"Modella sdraiata"

"Modella in giardino"

 

Contemporaneamente una sua opera viene acquistata dal Museum of Modern Art di New York. Da allora le personali di Fiume e le sue partecipazioni a mostre collettive si succedono con regolare frequenza, da Milano a Roma, a Firenze, Torino, Parigi, Londra, New York, S. Francisco, Mosca, Bonn. Parallelamente, esegue pitture murali, affreschi, mosaici, scenografie. Appartengono a questo tempo di produzione le decorazioni eseguite negli anni dal 1950 al 1953 per i transatlantici "Giulio Cesare" e "Andrea Doria". Seguono poi le decorazioni per la sede delle riviste Time e Life a New York e per la "Michelangelo". L'ultima opera di questo genere è del 1967: si tratta del grande mosaico che decora l' abside della nuova basilica dell' Annunciazione a Nazareth.

 

Fiume ed il Teatro

 Proficuo l'incontro di Fiume col teatro, in particolare con la Scala di Milano. A questo teatro la pittura di Fiume presterà per molte stagioni immagini e forme coraggiosamente innovatrici, in una lunga serie di allestimenti memorabili. Anche altri teatri come il Convent Karden di Londra, quello dell'opera di Roma e il Massimo di Palermo apriranno alcune delle loro stagioni liriche affidando a Fiume le scenografie delle opere inaugurali.

 

Soggetti delle sue opere

 Temi fantastici, atmosfere magiche e metafisiche (isole e città di statue) , odalische e scene esotiche.

 

La sua tecnica

 Tradizionali  nella pittura e nella grafica.

Caratteristiche sono le pietre dipinte.

Attivo anche nel campo della scenografia e della scultura.

 

 

 

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