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FAUVES 1905 1908

Con
il termine fauves (in francese belve feroci) si indica un gruppo di
pittori, per lo più francesi, che all’inizio del Novecento diedero
vita ad un’esperienza di breve durata temporale ma di grande
importanza nell’evoluzione dell’arte. Questa corrente è anche detta
fauvismo.
Il gruppo dei fauves
"Bestie feroci" è l'espressione francese che fu adottata - forse,
inizialmente, in senso dispregiativo - per un gruppo d'artisti che
tenne la propria collettiva al Salon d'Automne di Parigi nell'anno
1905. Il primo ad utilizzare il termine fauves fu un critico d’arte,
precisamente Vauxcelles, che definì la sala in cui esponevano questi
artisti come una "cage aux fauves" cioè una "gabbia delle belve",
per la “selvaggia” violenza espressiva del colore, steso in tonalità
pure; successivamente questo termine comprese quei pittori legati
tra loro da una comune percezione dell’arte e da profonda amicizia.
Il gruppo dei fauves, che fu attivo solo fino al 1908, comprende
molti pittori dei quali il più famoso è
Matisse. Altri pittori da
ricordare sono:
André Derain, Vlaminck ed Marquet; culturalmente vicini
all'espressionismo, questi artisti si differenziano dal gruppo
tedesco per il fatto che hanno una minore angoscia esistenziale e un
maggiore interesse per il colore.
Le idee dei fauves
I giovani fauves discutevano molto di impressionismo, spesso in
termini negativi ma apprezzando la novità di una luce generata
dall’accostamento di colori puri.
La loro arte si basava sulla semplificazione delle forme,
sull’abolizione della prospettiva e del chiaroscuro, sull’uso
incisivo del colore puro, spesso spremuto direttamente dal tubetto
sulla tela. L'importante non era più, come nell'arte accademica, il
significato dell'opera, ma la forma, il colore, l'immediatezza.
Partendo da suggestioni e stimoli diversi, ricercavano un nuovo modo
espressivo fondato sull’autonomia del quadro: il rapporto con la
realtà visibile non era più naturalistico, in quanto la natura era
intesa come repertorio di segni al quale attingere per una loro
libera trascrizione.
L'eredità artistica dei fauves
In un certo senso la pittura dei fauves ha partecipato alla più
larga problematica dell'espressionismo europeo, influenzando
principalmente l’espressionismo tedesco che ne riprese i temi
principali (esaltazione della forza dell'arte primitiva, libertà
dell'artista da vecchie convenzioni e da formalismi obsoleti). Ma è
stata la formidabile crescita del cubismo a rompere l'unità del
movimento dei fauves.
La breve durata del movimento (1905 - 1908 circa) fu probabilmente
dovuta non solo alla mancanza di un programma ben preciso ma anche
all'esaltazione della "pittura pura" e del "colore esplosivo" che
dovevano da soli creare la forma e divenire realtà: paradossalmente,
all'eccesso dei fauves seguì il successo del
cubismo, visto come
desiderio della forma e di una organizzazione maggiore che ponesse
un freno all'assoluta libertà del colore.
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