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Filippino Lippi e Sandro
Botticelli nella Firenze del '400, Scuderie del Quirinale
Questa esposizione vuole restituire la meritata
importanza a Filippino Lippi
La
mostra delle Scuderie del Quirinale, Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella
Firenze del '400 vuole presentare al pubblico i circa trentaquattro anni di
attività del maestro, proficui come pochi altri, per quantità e qualità di
opere: dalle tavole agli affreschi, ai raffinati disegni su carte colorate, veri
e propri capolavori a se stanti. Opere celebri e preziosissime che giungono per
l'occasione, come consuetudine per le grandi mostre delle Scuderie del
Quirinale, dai più importanti musei di tutto il mondo e da poche, superbe,
collezioni private.
Grazie, infine, alla fondamentale collaborazione del Polo Museale Fiorentino,
del Fondo Edifici di Culto e grazie al contributo generoso di associazioni
private come "Friends of Florence", la mostra offre un'occasione unica per
vedere riuniti i capolavori del maestro toscano proprio a Roma dove Filippino ha
studiato le antichità e lasciato il ciclo affrescato della cappella Carafa,
ripercorrendone la vicenda umana e artistica e offrendo la possibilità
irripetibile di confronti con alcune opere del grande Botticelli, maestro, amico
e infine rivale.
L'esposizione, visitabile fino al 15 gennaio 2012, presenta al pubblico i
capolavori di Filippino Lippi a confronto con quelli del suo maestro Sandro
Botticelli sullo sfondo della Firenze di Lorenzo il Magnifico. Un'occasione
unica per vedere riuniti i capolavori del pittore toscano che proprio nella
Capitale, dove studiò i monumenti antichi, ha lasciato il ciclo affrescato della
cappella Carafa, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.
Uno l’allievo e l’altro il maestro, questa esposizione vuole ridare importanza a
Filippino Lippi messo in ombra dal genio del suo mentore Sandro Botticelli.
La mostra è curata da Alessandro Cecchi direttore della Galleria Palatina, degli
appartamenti reali di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli.
Alcune opere provengono dai musei più importanti nel mondo come la National
Gallery di Londra, il Metropolitan Museum di New York e la Gemaldegalerie di
Berlino.
foto Ufficio stampa
Filippino Lippi
Nato a Prato verso il 1457 dalla relazione clandestina di Filippo Lippi, pittore
fra i più famosi e apprezzati del suo tempo (Firenze, 1406-1469), nonchè frate
carmelitano e della monaca Lucrezia Buti, fuggita per amore dal Convento di
Santa Margherita di Prato nel 1456, il giovane Filippino cresce a Prato in
stretto contatto con il lavoro del padre come garzone nella sua bottega, divenne
a sua volta un artista di primissimo livello.
Nel 1472 è documentata la sua iscrizione come "dipintore chon Sandro di
Botticello". Tra la pittura di Filippino e quella del Botticelli esiste infatti
una compenetrazione stilistica, che crea una simbiosi di linguaggi, nonostante
le variabili legate alle singole personalità.
Fin dalle sue prime prove giovanili, attribuite dal grande storico dell'arte
Bernard Berenson ad un fantomatico "Amico di Sandro", le sue guizzanti figurine
colpiscono per una grazia malinconica, un'inquietudine capricciosa che le
differenziano dallo stile del Botticelli.
Di quest'ultimo non fu un semplice garzone di bottega ma un collaboratore alla
pari, per divenirne poi un rivale temibile nell'ultimo ventennio del
quattrocento, apprezzato sempre più dai Medici e dai loro sostenitori come dai
seguaci del Savonarola e i repubblicani.
Giorgio Vasari, ammiratore e collezionista dei disegni di Filippino, riserva per
lui parole di elogio, definendolo: "di bellissimo ingegno e di vaghissime
invenzioni", (1568).
Partendo dai comuni modelli del Lippi dalla figura del Savonarola, la sua
pittura è carica di risvolti esoterici legati alla cultura archeologica del
tempo ed esercita sui contemporanei un'influenza determinante soprattutto nel
ricorrente uso delle grottesche.
Si spiega così perché sia stato chiamato proprio Filippino negli anni ottanta a
completare gli affreschi della Cappella Brancacci al Carmine, opera di Masolino
e Masaccio, pittori venerati, ammirati e studiati da tutti gli artisti allora e
nei secoli a venire, oppure gli siano state affidate importanti commissioni
disattese da Leonardo come la Pala degli Otto in Palazzo Vecchio (1486) e
l'Adorazione dei Magi di San Donato a Scopeto (1496), entrambe oggi agli Uffizi,
o, ancora la commissione, nel 1498, più prestigiosa della Repubblica, la Pala
della Signoria per la Sala del Maggior Consiglio repubblicano cui, però, non
avrebbe dato seguito per i molti impegni e il sopravvenire della morte nel 1504.
Filippino seppe, dunque, essere artista eclettico e versatile più di ogni altro,
con commissioni a Firenze e nel suo territorio, ma anche a Lucca, a Genova, a
Bologna e a Pavia. Fu inoltre particolarmente innovativo nel campo decorativo e
delle arti applicate, come attestano gli affreschi della Cappella Carafa nella
chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma e della Cappella Strozzi in Santa
Maria Novella a Firenze, cicli pittorici in cui la sua fantasia sbrigliata e
capricciosa emerge sicura, tanto da farne un maestro di grande modernità.
In tempi recenti il livello qualitativo e l'eccellenza davvero non comune della
sua produzione artistica comincia ad essere ritenuta superiore a quella di molte
opere ascritte al Botticelli.
La mostra delle Scuderie del Quirinale, Filippino Lippi e Sandro Botticelli
nella Firenze del '400, vuole presentare al pubblico i circa trentaquattro anni
di attività del maestro, proficui come pochi altri, per quantità e qualità di
opere: dalle tavole agli affreschi, ai raffinati disegni su carte colorate, veri
e propri capolavori a se stanti. Opere celebri e preziosissime che giungono per
l'occasione, come consuetudine per le grandi mostre delle Scuderie del
Quirinale, dai più importanti musei di tutto il mondo e da poche, superbe,
collezioni private.
Grazie, infine, alla fondamentale collaborazione del Polo Museale Fiorentino,
del Fondo Edifici di Culto e grazie al contributo generoso di associazioni
private come "Friends of Florence", la mostra offre un'occasione unica per
vedere riuniti i capolavori del maestro toscano proprio a Roma dove Filippino ha
studiato le antichità e lasciato il ciclo affrescato della Cappella Carafa,
ripercorrendone la vicenda umana e artistica e offrendo la possibilità
irripetibile di confronti con alcune opere del grande Botticelli per cui anche
il rapporto con "l'amico Sandro" risulterà, alla fine del percorso espositivo
delle Scuderie, approfondito e illuminato sullo sfondo della Firenze del '400,
straordinaria per fervore e innovazione.
foto Ufficio stampa
Incontri
La vicenda umana e artistica del grande maestro toscano saranno approfonditi,
inoltre, da un ciclo di incontri con i maggiori esperti di Filippino Lippi. Per
cinque settimane, il primo appuntamento sarà mercoledì 12 ottobre, incontreremo
studiosi e storici dell'arte che toccheranno i temi centrali della mostra.
Dopo la recente e rilevantissima monografia curata da Patrizia Zambrano e
Jonathan K. Nelson (2005), la mostra delle Scuderie del Quirinale, a cura di
Alessandro Cecchi, presenterà, dunque, al pubblico le opere di uno dei maestri
più proficui e talentuosi dell'arte italiana.
Come da consuetudine, le Scuderie del Quirinale hanno invitato i maggiori
esperti di Filippino Lippi ad approfondire, in un ciclo di cinque lezioni, i
temi centrali della mostra. Un'occasione veramente preziosa per conoscere meglio
un artista che proprio qui a Roma, nella Cappella Carafa della basilica di Santa
Maria sopra Minerva, ha lasciato una delle sue testimonianze più celebri e
vibranti.
Palazzo delle Esposizioni - sala Cinema
scalinata di via milano 9A
ingresso libero fino ad esaurimento posti
Il palazzo delle Scuderie del Quirinale
Costruito nell'arco di un decennio (1722 - 1732), il palazzo delle Scuderie al
Quirinale delimita, con il Palazzo del Quirinale e quello della Consulta, lo
straordinario spazio urbano al centro del quale è posta la fontana con le statue
dei Dioscuri e l'obelisco ritrovato nell'Ottocento nei pressi del Mausoleo di
Augusto.
L'edificio delle Scuderie è collocato a ridosso del muro che chiude il giardino
Colonna e poggia sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso tempio
romano di Serapide.
La superficie complessiva delle Scuderie Papali è di circa 3000 metri quadrati,
distribuiti su più piani. In particolare, al primo e al secondo piano ampi spazi
di circa 1500 metri quadrati costituiscono la zona espositiva. Al piano
ammezzato è allestita una caffetteria mentre il piano terra ospita i servizi di
accoglienza, la libreria, il negozio di oggettistica e spazi riservati a
iniziative collaterali alle mostre.
foto Ufficio stampa
Informazioni
5 ottobre 2011 - 15 gennaio 2012
ORARI
Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
L'ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura
PREZZI
Intero: € 10 + spese d'agenzia
Ridotto: € 7.50 + spese d'agenzia
Biglietto integrato Scuderie del Quirinale + Palazzo delle Esposizioni
Intero € 18,00 + spese d'agenzia
Ridotto € 15,00 + spese d'agenzia
Biglietti
Intero € 10,00
Ridotto € 7,50
Biglietto integrato Scuderie del Quirinale + Palazzo delle Esposizioni
Intero € 18,00
Ridotto € 15,00
Per informazioni sulle mostre in corso al Palazzo www.palazzoesposizioni.it
Il biglietto ridotto è valido per
- giovani fino a 26 anni
- adulti oltre i 65 anni
- insegnanti in attività
- giornalisti con regolare tessera dell'Ordine Nazionale (professionisti,
praticanti, pubblicisti)
- gruppi convenzionati
- forze dell'ordine e militari con tessera di riconoscimento
L'ingresso gratuito è valido per
- bambini fino a 6 anni
- disabile (accompagnatore gratuito)
- invalido (accompagnatore gratuito)
- guide turistiche Regione Lazio
- accompagnatori turistici Regione Lazio
- possessori tessera ICOM e ICROM
Gruppi
dal lunedì al venerdì € 7,50 per persona
sabato, domenica e festivi € 10,00 per persona
prenotazione obbligatoria a pagamento € 25,00 (min. 10- max 25 persone)
Scuole
dal lunedì al venerdì € 4 per studente
prenotazione obbligatoria a pagamento € 15,00 (min. 10- max 25 stedenti)
Laboratorio d'arte
Famiglie
per i ragazzi dai 7 agli 11 anni
sabato e domenica dalle 16.00 alle 18.00
percorso grandi mostre - visita alla mostra e laboratorio per i ragazzi dai 7
agli 11 anni
attività + ingresso mostra euro 12,00 per ragazzo
prenotazione consigliata euro 1,50 - tel. 06 39967500
è necessario arrivare 15 minuti prima dell'orario indicato per le diverse
attività
Offerta famiglia
Mentre i ragazzi che partecipano all'attività, gli adulti (max 2) possono
visitare la mostra, tutti con ingresso ridotto:
attività + ingresso mostre € 10,00 per ragazzo
ingresso mostra € 7,50 per adulto
prenotazione consigliata € 1,50
Biglietto integrato Laboratorio Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del
Quirinale
permette di partecipare a entrambi i laboratori del percorso grandi mostre al
prezzo speciale di € 18,00. Il biglietto è valido un mese dalla data di
emissione.
Scuola dell'infanzia e primaria
dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30 e dalle 11.30 alle 13.30
ingresso € 4,00 per ragazzo (gratuito per scuola dell'infanzia)
attività € 80,00 per gruppo/classe.
Prenotazione obbligatoria tel. 06 39967200
E' possibile prenotare solo telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle 9.00
alle 18.00; sabato dalle 9.00 alle 14.00
Visite guidate
Visita guidata individuale in italiano
sabato, domenica e festivi 10.30 - 12.00 - 16.30 - 18.00
€ 4,00 per persona
Visite guidate per gruppi (min 10. - max 25 persone) € 100,00 con prenotazione
obbligatoria tel. 06 39967500
Visite guidate per scuole (min 10. - max 25 persone) € 80,00 con prenotazione
obbligatoria tel. 06 39967200
Audioguida in italiano e in inglese
singola € 4,00*
doppia € 6,00*
* E' escluso il costo del biglietto
Informazioni
Tel. 06 39967500
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d'arte
Tel. 06 39967500
Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel. 06 39967200
COME ARRIVARE
Con l’autobus
16-170-36-360-37-38-40-60-61-62-64-70-H
Con la metropolitana
metro A (fermata P.za della Repubblica)
metro B (fermata Cavour)
Dalla Stazione Termini
Piazza dei Cinquecento
recarsi alla fermata Termini (Ma-Mb-Fs)
Prendere la Linea 40 (P.za Pia/Castel S. Angelo) per 2 fermate e scendere alla
fermata Nazionale/Quirinale
a piedi per 100 metri fino alle Scuderie del Quirinale
Dall’Aeroporto di Fiumicino
Prendere la linea Leonardo (Termini) (partenza ogni 30 min.) scendere alla
fermata Termini
recarsi alla fermata TERMINI (MA-MB-FS)
prendere la linea 40 (P.Za Pia/Castel S. Angelo) per 2 fermate e scendere alla
fermata Nazionale/Quirinale
A piedi per 100 metri fino alle Scuderie del Quirinale
Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d'arte
Tel. 06 39967500
Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel. 06 39967200
Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d'arte
Tel. 06 39967500
Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel. 06 39967200
Ufficio stampa: ufficio stampa@palaexpo.it
Barbara Notaro Dietrich - capo ufficio stampa
tel. 06 48941212 - cell. 366 6608600 -fax 06 48941999
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16
Roma
http://www.scuderiequirinale.it

Il giovane Tiepolo. La scoperta
della luce
Dal
4 giugno al 4 dicembre 2011 il Castello di Udine ospita la mostra Il giovane
Tiepolo. La scoperta della luce, organizzata dai Civici Musei di Udine,
l’esposizione, curata da Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh, si avvale di un
prestigioso comitato scientifico internazionale costituito, oltre che dai
curatori, da Svetlana Alpers, William L. Barcham, Linda Borean, Caterina Furlan,
Peter O. Krückmann, e Catherine Whistler.
I visitatori possono ammirare 33 grandi tele e disegni provenienti da alcune
delle più prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui la
Pinacoteca di Brera a Milano, la Galleria Sabauda di Torino, le Gallerie
dell’Accademia di Venezia e il Museo del Louvre.
L’esposizione è volta a ricostruire, attraverso le opere maggiormente
significative, il periodo giovanile dell’attività di Giambattista Tiepolo,
antecedente al suo soggiorno udinese del 1726.
Nel corso del suo apprendistato presso la bottega del pittore accademico
Gregorio Lazzarini, l’artista ebbe modo di confrontarsi con i modelli offerti
dalla tradizione figurativa veneta del Cinquecento ma si dimostrò
particolarmente attento anche a quanto i suoi contemporanei andavano
sperimentando. Le opere di Federico Bencovich e Giambattista Piazzetta
rappresentarono per il giovane Tiepolo un punto di riferimento ugualmente
importante che egli seppe assimilare in maniera originale, in sintonia con il
suo essere “tutto spirito e foco”, attraverso un linguaggio pittorico costruito
sull’interpretazione luminosa dell’immagine. Ed è proprio su questa peculiare
visione tiepolesca della luce che l’esposizione udinese si focalizzerà
ripercorrendo il tracciato di un’attività che dalle tele dipinte per la chiesa
veneziana dell’Ospedaletto si dipana, per il tramite delle opere eseguite per
Ca’ Zenobio, fino al ciclo di affreschi realizzati a Udine nel Palazzo
patriarcale.
I dipinti in esposizione permettono così di documentare il passaggio da una
pittura costruita nella luce secondo precise fonti di illuminazione interne
all’immagine ad una pittura costruita con la luce nella quale forme e volumi
appaiono generati, come vetro soffiato, dall’interna energia luminosa della
materia.
Nell’epoca in cui la scienza ottica conobbe un rapidissimo e significativo
sviluppo grazie anche alle sperimentazioni sulla rifrazione luminosa portate a
compimento da Newton, Tiepolo seppe offrire il suo contributo nella forma di un
linguaggio espressivo capace di esaltare al massimo grado la forza percettiva
dello sguardo per il tramite del colore, sostanza rivelata della luce stessa. Se
nei soprarchi della chiesa di Santa Maria dei Derelitti forme e volumi si
presentano ancora sbozzati da precise fonti di illuminazione che esaltano il
contrasto chiaroscurale alla maniera piazzettesca, nei dipinti a soggetto
mitologico oggi conservati presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia e, più
ancora, nelle tele ideate per Ca’ Zenobio la tavolozza si schiarisce
preannunciando l’approdo a una pittura da cui l’ombra progressivamente si ritrae
di fronte al dominio della luce. A testimoniare questo mutamento, saranno
presentate alla mostra anche alcune opere facenti parte del ciclo di Ca’ Zenobio
all’interno del quale è possibile individuare due diversi interventi
dell’artista che, a distanza di tempo, fu chiamato a realizzare tele nelle quali
traspare con evidenza l’evolversi della sua personale visione luministica
dell’immagine. Ai dipinti, si affiancheranno anche numerosi disegni. Si tratterà
di prove accademiche, ma anche di studi preparatori per opere realizzate
successivamente, nonché di fogli ideati quali composizioni autonome. Nel loro
complesso essi permetteranno di rileggere, anche attraverso la produzione
grafica, lo sviluppo dell’arte di Tiepolo negli anni della giovinezza.
L’esposizione si inscrive nel progetto Udine città del Tiepolo, giunto alla sua
terza edizione, che prevede da giugno ad agosto un ricco programma di attività
collaterali: concerti di musica barocca, lezioni e seminari, spettacoli
teatrali, con il coinvolgimento della intera città attraverso iniziative
specifiche di commercianti e ristoratori.
Alla realizzazione dell’intero progetto concorrono l’Associazione IDUNA, la
Camera di Commercio, la Confartigianato, la Confcommercio, la Confindustria e il
Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, il Consorzio “Friuli Venezia Giulia
Via dei Sapori”, il Consorzio Universitario del Friuli, la Fondazione CRUP, la
Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, la banca Friuladria Crédit Agricole,
il Museo del Duomo, il Museo Diocesano, la Provincia di Udine, l’Università
degli Studi di Udine.
La mostra si avvale in particolare del contributo di ABS – Acciaierie Bertoli
Safau, Camera di Commercio, Friuladria Crédit Agricole, Provincia di Udine e del
sostegno della Fondazione CRUP.
Curatori della mostra e del catalogo edito dai Civici Musei di Udine:
Giuseppe Pavanello
Vania Gransinigh
Attività didattica e visite guidate a pagamento: per informazioni Sistema Museo
call center 199.151.123 (costo della chiamata variabile a seconda
dell’operatore) da lunedì a venerdì ore 9.00 > 17.00, sito:
www.sistemamuseo.it e-mail:
infoline@sistemamuseo.it
Per informazioni: Puntoinforma, via Savorgana 12 – 33100 UDINE
Tel. 0432.414717 E-mail:
puntoinforma@comune.udine.it

Alberto Giacometti - MAGA
Gallarate
L'anima del Novecento
MAGA Gallarate (VA)
dal 5 marzo al 5 giugno 2011
Sculture, dipinti, disegni. Tutti appartenenti ad una medesima
collezione, mai esposta in Europa nella sua completezza da quando ha lasciato lo
studio parigino di Alberto Giacometti.
Il MAGA di Gallarate ospita la collezione dal 5 marzo al 5 giugno, in una mostra
promossa dalla Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio
Zanella, presieduta da Angelo Crespi, con la direzione di Emma Zanella.
La mostra è curata da Michael Peppiatt, autore di “In Giacometti’s Studio”-
libro nel quale documenta la ricognizione da lui compiuta nell’archivio prima
inesplorato di uno dei rami della famiglia, ricognizione che è alla base anche
di questa preziosa rassegna- con il coordinamento generale di Cinzia Chiari. Gli
allestimenti della mostra sono affidati a Maurizio Sabatini lo scenografo che
lavora con Giuseppe Tornatore.
Gli eredi di Giacometti hanno accordato a Michael Peppiatt il permesso di
esaminare la loro collezione, pubblicare a lavori ultimati un nuovo libro, e
procedere alla catalogazione delle opere. “E’ un materiale – afferma Peppiatt –
che getta nuova luce sul modo di lavorare di Giacometti, «afflitto» da una
specie di compulsione al bozzetto. Tanto da schizzare sulla prima pagina di
France Soir dei nudi di Christine Keeler, la showgirl che fece tremare
l’establishment britannico degli anni Sessanta quando venne riconosciuta come
l’amante del Tory John Profumo. Il quotidiano, datato 1963, portava in prima
pagina un articolo sul piccante affair. Corrispondenza che, evidentemente,
ispirò l’artista svizzero solleticando il suo bisogno di disegnare. «C’è un
qualcosa di intimo in questi lavori», ha detto all’ Observer Peppiatt. «Mi hanno
permesso di spaziare fa 300 disegni, ed ero commosso. Sentivo quasi la presenza
di Giacometti, come se i suoi schizzi stessero cadendo direttamente dalle sue
mani."
Ma la mostra al MAGA non si limita a documentare questo aspetto dell’attività di
Giacometti.
Il percorso mostra propone complessivamente 95 opere: 49 sculture che
comprendono anche due opere Grande Femme del 1959-60 e Figura del 1956
provenienti dalla GNAM di Roma ed una importante selezione di dipinti che
comprende Deux Tetes (1960) e Portrait du professeur Corbetta (1961) provenienti
da collezione privata.
Le sculture ritraggono membri della famiglia Giacometti: il padre, la madre, la
sorella Ottlilia e il fratello Diego.
Un secondo gruppo propone invece un campione rappresentativo dei lavori
figurativi del dopoguerra di Giacometti: figure intere sia maschili che
femminili, un “Homme qui marche”, alcune di teste di “Lotar”, una “Femme de
Venise” e diversi busti della moglie Annette.
La collezione di disegni è molto vasta e comprende tanto ritratti a figura
intera quanto copie di lavori da opere classiche, insieme agli schizzi sui più
diversi supporti.
Benché le opere scelte siano focalizzate sul periodo della maturità artistica di
Giacometti, sono molti gli aspetti della mostra che puntano verso un Giacometti
intimo, com’è lecito attendersi da una collezione di proprietà della stessa
famiglia Giacometti.
Un’ampia sezione documentaristica, anch’essa ricca di materiali sino ad oggi
inediti, completa la mostra. Vi sono presentate immagini fotografiche che
ritraggono l’artista al lavoro e che raccontano delle sue frequentazioni,
insieme a lettere e ad altri documenti, per far rivivere una personalità
artistica d’eccezione.
Electa per l’occasione pubblica il catalogo della mostra e un volume biografico,
entrambi a cura di Michael Peppiatt.
Segnaliamo sempre con catalogo Electa la mostra Alberto Giacometti e L'ombra
della sera alle Scuderie di Villa Manzoni a Lecco.
Alberto Giacometti - L'anima del Novecento
dal 5 marzo al 5 giugno 2011
ORARI: 10.30-19.30 da martedì a giovedì e domenica
10.30-22.30 venerdì e sabato
lunedì chiuso
BIGLIETTI: Intero Euro 8,00
Ridotto Euro 5,00
Ingresso gratuito fino ai 14 anni
Over 65, soci AMACI e ICOM
Ridotto: dai 15 ai 26 anni e convenzionati
Visite guidate alla mostra e alla collezione
Tel. 0331.706014
HYPERLINK: mailto:didattica@museomaga.it
"didattica@museomaga.it
SOCI FONDATORI: Ministero per i Beni e le Attività; Città di Gallarate
PARTNER ISTITUZIONALI: Regione Lombardia; Provincia di Varese
Editore: ELECTA
Ufficio stampa Studio ESSECI
via San Mattia 16, Padova (Padova)
+39 049663499 , +39 049655098 (fax)
info@studioesseci.net ,
www.studioesseci.net
Ufficio stampa Electa: Enrica Steffenini
via Trentacoste, 7
20134 Milano
tel. 02 21563433 - fax 02 21563314 -
elestamp@mondadori.it
MAGA - Museo Arte Gallarate
Via De Magri 1
21013 Gallarate (VA)
tel: 0331.706011- eventi@museomaga.it
sito web: HYPERLINK
http://www.museomaga.it -
www.museomaga.it -
comunicazione@museomaga.it

Rodin. Le origini del genio
Legnano
"Il corpo è un calco su cui si
imprimono le passioni"
Auguste Rodin
Dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011,
Legnano ospita la più importante e ampia mostra mai realizzata in Italia di
Auguste Rodin (Parigi 1840 - Meudon 1917).
L’esposizione, dal titolo Rodin. Le origini del genio (1864-1884), presenta 65
sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti, fotografie originali dell'epoca - per
un totale di 120 opere di cui oltre la metà inedite per l'Italia – che
ripercorrono il periodo di formazione di Rodin, fondamentale per l’evoluzione
della sua attività dai primi anni Sessanta dell’Ottocento, fino alla
progettazione della grandiosa Porta dell’Inferno realizzata nel 1884, attraverso
alcuni dei suoi maggiori capolavori, come il Giovanni Battista, il Pensatore, il
Bacio, le Grandi Ombre.
La mostra, frutto di un’importante partnership tra la Città di Legnano e il
Musée Rodin di Parigi, curata eccellentemente da Aline Magnien,
conservatore-capo del patrimonio e direttore del servizio delle collezioni del
Musée Rodin di Parigi, con Flavio Arensi, direttore di SALe - Spazi d’Arte
Legnano, con la collaborazione di François Blanchetière, conservatore del
patrimonio del Musée Rodin, è nata da un progetto dei due curatori insieme allo
scultore Ettore Greco e Claudio Martino; l’iniziativa si avvale del patrocinio
della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il patronato di Regione Lombardia e
i patrocini della Provincia di Milano, dell' Ambasciata di Francia in Italia,
del Centre culturel français de Milan e del supporto di Civita per
l’organizzazione e la promozione.
Lorenzo Vitali, sindaco di Legnano, a Palazzo Leone da Perego, sottolinea “come
questa mostra sia una tappa fondamentale della crescita culturale non soltanto
cittadina, ma dell'intero territorio, anche in virtù del programma condotto
negli ultimi dieci anni, che ha portato in città alcuni fra i grandi
protagonisti della storia dell'arte, alternando attenzione per il passato e
interesse per gli artisti del futuro. Rodin. Le origini del genio è la più
importante esposizione mai allestita sull'opera del genio francese in Italia ed
è frutto di tre anni di studi attenti e di scambi serrati col Musée Rodin di
Parigi. E' una mostra alla quale puntiamo da anni ed è un ulteriore salto in
avanti nella creazione di un polo culturale qui a Legnano, cosa che sarebbe
molto importante specie in chiave dell'Expo 2015. Vogliamo ancora investire in
cultura. Sono certo del successo di questa iniziativa, unica e di straordinario
valore, ulteriore conferma del metodo e della qualità che in questo decennio
hanno contraddistinto il lavoro dei nostri uffici culturali e del nostro staff
scientifico. Sono felice che il Musée Rodin abbia deciso di co-produrre la
mostra, confermando la bontà del progetto scientifico e premiando l'impegno
della nostra comunità a promuovere eventi culturali ed artistici di respiro
internazionale. Uno strumento necessario per affrontare la crisi perchè la
bellezza è un bisogno primario dell’uomo”.
E di bellezza ne abbiamo veramente bisogno in un panorama di mostre del
contemporaneo che ce ne offrono con il contagocce. "La bellezza salverà il
mondo" afferma il principe Miškin nell' Idiota di Fëdor Michajlovic Dostoevskij.
Per l'assessore alla cultura Maurizio Cozzi e l'assessore provinciale Umberto
Novo Maerna: "Il genio di Rodin a cui il titolo della mostra fa riferimento
coniuga armonicamente arte, bellezza, ricerca di un senso profondo; non c'è
altro genio se non quello del lavoro per riconnettere il nesso costitutivo tra
bellezza e verità che sta a fondamento del pensiero dell'occidente e
dell'Europa".
"Siete stati coraggiosi" ha affermato il direttore del Museo Rodin di Parigi
Dominique Vieville.
"C'è stato un lungo percorso per arrivare a questa mostra che è partito quattro
anni fa con una mia visita al museo parigino. Tutti abbiamo lavorato per rendere
questa mostra unica. C'è un vuoto scientifico nella giovinezza di Rodin che
abbiamo voluto colmare. Una scelta coraggiosa in un momento storico in cui i
fondi destinati alla cultura scarseggiano. È stato proprio il rigore del
progetto a garantirci la co-produzione del Museo francese" ha affermato
orgogliosamente il curatore Flavio Arensi.
Per Aline Magnien, curatrice del patrimonio per il museo parigino:" E'
un'esposizione molto coraggiosa. Tanti capolavori di Rodin sono nella memoria
collettiva, mentre stavolta si è voluto privilegiare quelle opere da cui ha
preso vita il genio dell'artista". E ha sottolineato: "iI coraggio nella
iniziativa di scegliere il periodo giovanile di Rodin, ma proprio per questo la
mostra è diventata una esposizione ancor più ricca di contenuti in grado di far
cogliere al visitatore l'originalità delle opere".
E come non essere d'accordo. Una mostra frutto di più di tre anni di lavoro e di
contatti con Aline Magnien per realizzare questo progetto che ci consente di
vedere la genesi di un genio. Di scoprire anche opere non in mostra allo stesso
Musée Rodin, ma visibili agli studiosi negli archivi parigini.
Per il presidente di Confcommercio e portavoce di Rete Imprese Italia, Carlo
Sangalli " La vera arte coinvolge, scuote, vivifica, nutre il contesto, per
questo non è mai fine a se stessa. D'altra parte Auguste Rodin, nonostante il
fulcro della sua produzione artistica sia dedicato alla ricerca degli stati
d'animo, dei moti interiori, delle passioni, sosteneva che l'anima senza corpo
non dice niente".
Rodin. Le origini del genio (1864-1884) propone a Palazzo Leone da Perego,
capolavori come il Giovanni Battista, il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre e
altri ancora, in un viaggio che congiunge le prime esperienze, maturate
all'interno della bottega di Carrier-Belleuse, fino alla piena affermazione
della sua personalità dirompente.
La mostra presenta anche 24 gessi che ci consentono di vedere le forme
realizzate per realizzarne la fusione. Un prestito di entità e qualità
eccezionali, mai concesso fino ad ora, tanto per la fragilità quanto per
l'importanza che tali opere - tra cui il Giovanni Battista e il Pensatore -
rivestono nell’allestimento del Museo parigino.
Per la prima volta in Italia esposti i 19 dipinti, per lo più vedute della
foresta di Soignes (Belgio), e alcuni lavori accademici e copie dei grandi
maestri del passato, conservati negli archivi del Musée Rodin.
In anteprima viene anche presentato un ritrovamento recente, la Jardinière, un
vaso decorativo collocato sul celebre Vaso dei Titani, in realtà era un
piedistallo. L'opera, così nel suo formato originale, è stata ricomposta pochi
mesi fa a Parigi dopo il ritrovamento di François Blanchetière e per l'occasione
legnanese nuovamente assemblata.
Organizzata in sezioni, prende avvio da Giovinezza e formazione; con i lavori
giovanili, alcuni studi accademici e i d'après dai maestri antichi, come
Poussin, totalmente inediti per il nostro paese.
Le prime opere risalgono al 1854, quando Rodin non era che un adolescente. Sono
ritratti dei familiari e degli amici, ancora di stampo tradizionale, ma già con
i prodromi di quella che sarà la sua grande forza espressiva, oltre alcuni
lavori di gusto orientale e carte con cavalieri e cavalli. Particolarmente
interessante è L’Uomo dal naso rotto (L'Homme au nez cassé), nella versione
originale in marmo del 1864, rifiutata al Salon di Parigi, di cui è presentata
anche una versione in bronzo del 1874.
Nella sezione In Belgio la serie inedita di dipinti di piccolo formato (olio su
cartone) eseguiti in Belgio fra il 1871 e il 1877, per lo più dedicati ai
paesaggi della foresta di Soignes, caratterizzati da una luce straordinaria che
si lega alla grande tradizione francese di Corot e Courbet.
Il percorso continua attraverso le opere che Rodin realizzò a partire dal 1871 a
Bruxelles, dove rimase per sei anni. Sono lavori di piccolo formato, molti dei
quali terrecotte, piccoli ritratti o opere di gusto per la committenza borghese,
contraddistinte da una grande eleganza e delicatezza.
In Guardando ai maestri, i d'après da Rubens, mai visti in Italia e alcuni studi
dei maestri italiani quali Donatello, Michelangelo, Tiziano, realizzati durante
il primo viaggio in Italia di Rodin del 1876, nel quale scoprì Roma e Firenze -
in particolare la basilica di San Lorenzo - dove ebbe modo di appassionarsi a
Dante e alla sua Divina Commedia, a cui in seguito dedicherà la Porta.
Nella sezione Rientro a Parigi si trovano alcuni dei più importanti capolavori
di Rodin, a partire da L'Età del Bronzo (L'Age d'airain), presentata con grande
scandalo al Salon di Parigi, oltre a Bellona (Bellone), San Giovanni Battista
(Saint Jean-Baptiste), La Défense e alcuni ritratti di straordinaria bellezza,
come il busto dedicato all'amico e maestro Carrier-Belleuse. Opere come queste
sono ormai pienamente innovative e mostrano tutta la forza di Rodin, l'impeto e
il legame con gli autori del passato e l'attenzione per i grandi maestri
italiani della scultura, tra tutti Michelangelo.
Nel 1880 lo Stato commissionò a Rodin una porta monumentale per un museo
dedicato alle arti decorative, dove un tempo sorgeva l'antica Corte dei Conti e
poi la stazione d'Orsay. Quest'ultima doveva essere ornata da undici
bassorilievi rappresentanti scene tratte dalla Divina Commedia di Dante
Alighieri. Per questo lavoro, Rodin s’ispirò alle celebri porte che il Ghiberti
aveva realizzato nel XV secolo per il battistero di Firenze. Dopo tre anni,
l'artista francese giunse a un primo risultato che lo soddisfò, benché il
progetto venne abbandonato. Senza più una precisa destinazione, questa porta
divenne per Rodin una sorta di serbatoio creativo per numerosi gruppi scultorei
indipendenti, come il Pensatore o il Bacio.
Alla sommità, il gruppo composto da tre Ombre è, in un procedimento estremamente
moderno, la triplice ripetizione della medesima figura priva di un braccio. Sul
trumeau, il Pensatore, ovvero Dante Alighieri, sovrasta l'abisso. Sul battente
di destra è riconoscibile la figura del Conte Ugolino. Su quello di sinistra,
invece, Paolo e Francesca sono inseriti in un rotolio di corpi.
Alla fine, la Porta venne collocata nel luogo per il quale era stata
commissionata, senza tuttavia conservare la sua funzione.
Nella sezione Verso la Porta dell’Inferno, oltre a due rarissimi e preziosi
bozzetti, ecco alcune delle opere che hanno reso Rodin immortale, come il
Pensatore (Penseur), nelle due versioni, quella nel formato originale per la
Porta e il suo ingrandimento. In particolare, della versione di quasi due metri
in gesso: una concessione straordinaria da parte del Museo. Quindi l' Ugolino
(Ugolin), L'uomo che cade (L'Homme qui tombe), Eterna primavera (L'Eternel
Printemps), Il Bacio (Le Baiser), La Donna accovacciata (La Femme accroupie),
Fugit Amor, l'Adolescente disperato (Adolescent désespéré) per concludere con Le
tre ombre (Les Trois ombres), e le due sculture Eva (Eve) e Adamo (Adam).
Ricordiamo che Rodin non amava molto il famosissimo Bacio, di cui è presente in
mostra la primigena versione in gesso di 85 centimetri, che considerava "banale
e stucchevole".
Una mostra assolutamente da non perdere e da stimolo per andare vedere a Parigi,
in rue de Varenne 77, quello che il Museo offre fra i suoi giardini e nella sua
splendida sede dell’ Hôtel Biron, un palazzo in perfetto stile rococò dove Rodin
visse gli ultimi anni della sua vita e che ospita anche opere di Claude Monet,
Pierre-Auguste Renoir, Vincent Van Gogh e tante collezioni.
http://www.musee-rodin.fr/accueil.htm
Gianni E. A. Marussi
Un’audioguida gratuita, realizzata da Storyville, con la voce dei curatori,
accompagneranno i visitatori all’interno del percorso; saranno predisposte, in
collaborazione con Opera d’Arte, visite guidate per i gruppi organizzati e
attività didattiche per le scuole cui sarà dedicato uno speciale spazio
laboratorio.
Il catalogo edito da Umberto Allemandi & C., disponibile anche in formato
digitale, conterrà i testi dei curatori e di Catherine Lampert, Barbara Musetti,
June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi.
Rodin. Le origini del genio è organizzata nell’ambito del decennale delle
proposte espositive di Legnano. In dieci anni sono state molte le mostre
monografiche organizzate negli spazi cittadini: William Congdon, Franco
Francese, Joel Meyerowitz, André Kertész, Giovanni Chiaramonte, Georges Rouault,
Federica Galli, Gianfranco Ferroni, Lucio Fontana, Alfredo Chighine, Käthe
Kollwitz, Aldo Bergolli, Attilio Rossi, Francisco Goya, Varlin, Jean Rustin,
Leonardo Cremonini, Ipoustéguy, Carol Rama, James Ensor, Tino Vaglieri,
Sebastian Matta, Aligi Sassu e i giovani Marco Mazzoni, Francesco Albano, Marta
Sesana, Enrico Savi. La prima mostra risale infatti all'autunno del 2000 quando
la città inaugurò il restaurato Palazzo Leone da Perego, cui nel 2007 si
aggiunsero le sale del Castello visconteo. Maurizio Cozzi, Assessore alla
Cultura della città di Legnano spiega: “abbiamo organizzato quasi trenta mostre,
di autori del calibro internazionale o andando a riscoprire autori fondamentali
per la nostra storia, studiando e promuovendo l'incisione, portando in città
sculture di eminenti artisti del contemporaneo che hanno dato fiducia al nostro
progetto. Anche l'attenzione per i giovani artisti è diventato un momento di
dialogo fra le generazioni, gli spazi espositivi, i maestri celebrati, nel
costante e determinato tentativo di rendere la nostra città un luogo essenziale
per il dibattito culturale lombardo. Con la mostra di Rodin festeggiamo un
lavoro decennale nel migliore dei modi possibili, dimostrando che spesso la
provincia riesce a proporre mostre di grande rilievo, senza comprare “pacchetti”
ma costruendo progetti scientifici raffinati”.
Per tutto il periodo di apertura, nel centro di Legnano sono esposte alcune
opere scultoree in omaggio a Rodin, fra cui la Porta d'Oriente di Mimmo Paladino
e L'uomo eroico di Ettore Greco, che si aggiungono alle recenti installazioni di
opere monumentali di Aligi Sassu e Ugo Riva già allestite negli scorsi anni.
Nel salone delle mostre della Banca di Legnano dal 20 novembre 2010 al 20 marzo
2011,è possibile gustare il ciclo fotografico che Bruno Cattani elaborò per
conto del Musée Rodin nel triennio 1999-2001 ritraendo i capolavori di Camille
Claudel e Auguste Rodin.
La mostra, che consta di una quarantina di scatti in bianco e nero, mette in
relazione la vicenda artistica dei due scultori e amanti. Camille entra ventenne
nell'atelier di Rodin nel 1884; l'esposizione dunque comincia dove termina la
grande monografica dedicata al maestro francese e mette in luce lo sviluppo
della sua opera e quella della sua geniale allieva.
Al bookshop di Palazzo Leone da Perego, sarà in vendita una tiratura d'artista
di Bruno Cattani, "Omaggio a Auguste Rodin".
Nel salone delle mostre della Banca di Legnano (largo Franco Tosi 9), dal 20
novembre 2010 al 20 marzo 2011, il ciclo fotografico che Bruno Cattani elaborò
per conto del Musée Rodin nel triennio 1999-2001 ritraendo i capolavori di
Camille Claudel e Auguste Rodin. Camille Claudel e Auguste Rodin, arte ed eros.
Camille Claude e Auguste Rodin Arte ed Eros fotografie di Bruno Cattani
dal 20 novembre 2010 – 20 marzo 2011
Orari: dal lunedì al venerdì, 8.30-13.15; 14.30-16.30; Sabato e domenica chiuso
Ingresso libero
Banca di Legnano
largo Franco Tosi 9
20025 LEGNANO
Rodin. Le origini del genio (1864-1884)
Legnano, SALe (via Gilardelli, 10)
20 novembre 2010 - 20 marzo 2011
Catalogo: Umberto Allemandi & C, testi dei curatori e di Catherine Lampert,
Barbara Musetti, June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi.
INFO: www.mostrarodin.it
02.4335.3522
servizi@civita.it
Orari: Da martedì a domenica h 9.30 – 19.00
Lunedì chiuso
La biglietteria chiude mezz’ora prima
Biglietti: € 9,00 intero
€ 7,00 ridotto under 18 e over 65, gruppi di minimo 15 – massimo 25 persone,
titolari di coupon e convenzioni
€ 3,00 ridotto speciale scuole
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti
accompagnatori per classe, giornalisti accreditati, disabili e accompagnatore,
guide turistiche
Audioguida gratuita
Sessantaquattro-Ottantaquattro: Il racconto dei ventanni che cambiarono per
sempre la storia della scultura raccontato dai curatori della mostra. A cura di
Storyville
Visite guidate: Per gruppi, su prenotazione (max. 25 persone)
€ 70,00 + biglietto d’ingresso ridotto gruppi Attività didattiche per le scuole
Visite guidate (durata 60 minuti circa)
€ 55,00 + biglietto d’ ingresso ridotto scuole
Laboratori didattici: (durata 90 minuti circa)
€ 70,00 + Iva 4% + biglietto d’ingresso ridotto scuole
A cura di Opera d’Arte
Camille Claudel e Auguste Rodin. Fotografie di Bruno Cattani.
Legnano, Banca di Legnano (largo Franco Tosi 9)
20 novembre 2010 – 20 marzo 2011
Orari: dal lunedì al venerdì, 8.30-13.15; 14.30-16.30
Sabato e domenica chiuso
Ingresso libero
Per informazioni: tel. 0331 471335
Ufficio Stampa: CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 – 02.36571438; Fax 02.4813841
ufficiostampa@clponline.it ;
press@clponline.it
Comunicato e immagini su
www.clponline.it
Elisabetta Benetti - Comune di Legnano
Tel. 0331.471244 -
comunicazioni@legnano.org
www.mostrarodin.it -
servizi@civita.it
PALAZZO LEONE DA PEREGO
Via Monsignor Eugenio Gilardelli 10
20025 LEGNANO
Tel. +39 0331471335
comunicazioni@legnano.org -
www.legnano.org
Video
presentazione mostra
( Fonte TGCom )

La Donna allo specchio dal Louvre
a Palazzo Marino
Eni porta a Milano la straordinaria opera
proveniente dal Louvre. Dopo i successi di Caravaggio e Leonardo, Palazzo Marino
offre la possibilità di ammirare uno tra i più importanti dipinti di Tiziano

Milano - Eni porta a Milano la Donna allo
specchio, straordinaria opera di Tiziano proveniente dal Museo del Louvre. La
mostra, nuovamente organizzata in collaborazione con il Comune di Milano (dopo
il successo di Caravaggio nel 2008 e Leonardo nel 2009), offre a tutti gli
appassionati la possibilità di ammirare uno tra i più importanti dipinti del
grande maestro veneto, gratuitamente per un intero mese. Partner d’eccezione, il
Museo del Louvre che grazie al fattivo e consolidato partenariato con Eni,
concede in prestito, come lo scorso anno fu per Leonardo, una delle opere più
seducenti del grande pittore veneto.
Uno straordinario Tiziano Il dipinto restituisce attraverso la percezione
dell’intimità di un ambiente domestico, l’opportunità di approfondire aspetti
anche meno noti della cultura del Rinascimento italiano, esaltando i valori
estetici e morali della bellezza femminile del tempo, i codici del comportamento
virtuoso delle dame, le loro abitudini, il loro vestiario, la cultura dell’amore
cortese che dominava il mondo relazionale della Venezia a cavallo tra il
millequattrocento e il millecinquecento. Il Comune di Milano, rendendo
nuovamente accessibile ai cittadini e al pubblico la prestigiosa Sala Alessi di
Palazzo Marino, consolida così i legami del Tiziano con la città, dove il
pittore dipinse diverse opere tra cui L’incoronazione di spine a Santa Maria
delle Grazie, che fu teatro del fortunato incontro con Filippo II, figlio
dell’imperatore Carlo V. Grazie al legame che venne a crearsi tra loro, il
pittore produsse diversi quadri mitologici, sacri e ritratti per la corte,
raggiungendo il massimo livello di prestigio internazionale per un pittore
dell’epoca.
La donna allo specchio Il dipinto raffigura una donna davanti un tavolo da
toeletta, su cui è appoggiato un contenitore per unguenti e profumi; la ragazza
vi intinge il dito indice della mano sinistra, mentre con il braccio destro si
scioglie una ciocca di capelli e la unge con l’olio profumato. Sul fondo della
scena si intravede un giovane uomo in ombra, che con una mano porge alla
fanciulla uno specchio piano, mentre, con l’altra, ne inclina alle sue spalle
uno più grande, convesso, con una cornice di legno. Si nota come Tiziano abbia
potuto raffigurare con grande maestria, nello specchio convesso, il riflesso
della stanza con la figura della fanciulla di spalle. La caratteristica dello
specchio convesso è infatti quella di dare una più ampia visuale deformando però
le immagini in corrispondenza dei bordi della cornice. Così Tiziano, in questo
dipinto, gareggia con la scultura fornendo su un unico piano bidimensionale due
diversi punti di vista, ponendo anche le basi per il virtuosismo ottico ripreso
poi dal Parmigianino.
Il volto del ritratto I due personaggi ritratti sono stati variamente
identificati: alcuni hanno suggerito che potesse trattarsi di Alfonso d’Este e
della sua amante, altri pensano che si tratti di un autoritratto giovanile di
Tiziano con la sua amata, altri ancora di un dipinto che esalti la bellezza
petrarchesca delle donne veneziane e le loro virtù, altri invece ritengono che
si tratti più semplicemente di un ritratto ideale o una personificazione della
Pittura. Come da tradizione degli eventi promossi e organizzati da Eni a Milano,
la mostra curata da Valeria Merlini e Daniela Storti, intende valorizzare il
dipinto in senso monografico, fornendo al visitatore uno spettro variegato di
punti di vista che servano ad arricchire la percezione della cultura che lo
produsse e il fascino del suo autore, grazie anche all’ausilio dei saggi
scientifici presenti nel catalogo edito da Skira e al confronto con storici
dell’arte ed esperti, presenti in sala per rispondere alle domande e alle
curiosità del pubblico.
L'attenzione per l'allestimento Anche quest’anno una particolare attenzione è
stata rivolta all’allestimento. L’opera, come avviene ormai abitualmente, verrà
posta in una teca di cristallo progettata dal Laboratorio museale Goppion, al
fine di garantire la perfetta conservazione del dipinto e di permettere al
pubblico di poterlo osservare a distanza ravvicinata. Elisabetta Greci ha
realizzato un allestimento di grande suggestione, prendendo spunto da alcuni
elementi di fascino dell’opera: la sensualità della fanciulla, il magistrale
gioco di specchi, di luci e riflessi, la forte presenza materica dei tessuti, la
morbidezza degli incarnati e dei capelli. L’allestimento vuole pertanto
rievocare l’intimità dell’ambiente dove la donna viene raffigurata: le grandi
pareti di candida tela tessuta a telaio, la tela di canapa e di lino che ricorda
il profumo di lavanda, forse proprio quello racchiuso nell’ampolla in mano alla
jeune fille; quinte "disegnate" da rammendi sottili e poco evidenti, che
riconducono all’attenzione e alla cura tipiche di un’arte, quella tessile, tutta
femminile. Il candore del tessuto è esaltato dal colore scuro del pavimento di
legno antico oleato, disegnato a intarsi, che si ispira ai pavimenti dei palazzi
veneziani ricreando nell’immaginario del pubblico un luogo appartato dal resto
del mondo, raccolto, lieve e rigoroso al contempo, che, in un’atmosfera di
ovattata sospensione, possa accompagnare il visitatore ad ammirare la splendida
Donna allo Specchio di Tiziano.
da: Il Giornale.it

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