Google
 
 

 

 

Skype test per contattare Artinvest2000 senza costi.

Non hai Skype: scaricalo qui: download

Principali eventi artistici

 

 

 

Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del '400, Scuderie del Quirinale
Questa esposizione vuole restituire la meritata importanza a Filippino Lippi

 

 

 

La mostra delle Scuderie del Quirinale, Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del '400 vuole presentare al pubblico i circa trentaquattro anni di attività del maestro, proficui come pochi altri, per quantità e qualità di opere: dalle tavole agli affreschi, ai raffinati disegni su carte colorate, veri e propri capolavori a se stanti. Opere celebri e preziosissime che giungono per l'occasione, come consuetudine per le grandi mostre delle Scuderie del Quirinale, dai più importanti musei di tutto il mondo e da poche, superbe, collezioni private.
Grazie, infine, alla fondamentale collaborazione del Polo Museale Fiorentino, del Fondo Edifici di Culto e grazie al contributo generoso di associazioni private come "Friends of Florence", la mostra offre un'occasione unica per vedere riuniti i capolavori del maestro toscano proprio a Roma dove Filippino ha studiato le antichità e lasciato il ciclo affrescato della cappella Carafa, ripercorrendone la vicenda umana e artistica e offrendo la possibilità irripetibile di confronti con alcune opere del grande Botticelli, maestro, amico e infine rivale.

L'esposizione, visitabile fino al 15 gennaio 2012, presenta al pubblico i capolavori di Filippino Lippi a confronto con quelli del suo maestro Sandro Botticelli sullo sfondo della Firenze di Lorenzo il Magnifico. Un'occasione unica per vedere riuniti i capolavori del pittore toscano che proprio nella Capitale, dove studiò i monumenti antichi, ha lasciato il ciclo affrescato della cappella Carafa, nella basilica di Santa Maria sopra Minerva.

Uno l’allievo e l’altro il maestro, questa esposizione vuole ridare importanza a Filippino Lippi messo in ombra dal genio del suo mentore Sandro Botticelli.
La mostra è curata da Alessandro Cecchi direttore della Galleria Palatina, degli appartamenti reali di Palazzo Pitti e del Giardino di Boboli.
Alcune opere provengono dai musei più importanti nel mondo come la National Gallery di Londra, il Metropolitan Museum di New York e la Gemaldegalerie di Berlino.


foto Ufficio stampa
Filippino Lippi
Nato a Prato verso il 1457 dalla relazione clandestina di Filippo Lippi, pittore fra i più famosi e apprezzati del suo tempo (Firenze, 1406-1469), nonchè frate carmelitano e della monaca Lucrezia Buti, fuggita per amore dal Convento di Santa Margherita di Prato nel 1456, il giovane Filippino cresce a Prato in stretto contatto con il lavoro del padre come garzone nella sua bottega, divenne a sua volta un artista di primissimo livello.
Nel 1472 è documentata la sua iscrizione come "dipintore chon Sandro di Botticello". Tra la pittura di Filippino e quella del Botticelli esiste infatti una compenetrazione stilistica, che crea una simbiosi di linguaggi, nonostante le variabili legate alle singole personalità.
Fin dalle sue prime prove giovanili, attribuite dal grande storico dell'arte Bernard Berenson ad un fantomatico "Amico di Sandro", le sue guizzanti figurine colpiscono per una grazia malinconica, un'inquietudine capricciosa che le differenziano dallo stile del Botticelli.
Di quest'ultimo non fu un semplice garzone di bottega ma un collaboratore alla pari, per divenirne poi un rivale temibile nell'ultimo ventennio del quattrocento, apprezzato sempre più dai Medici e dai loro sostenitori come dai seguaci del Savonarola e i repubblicani.

Giorgio Vasari, ammiratore e collezionista dei disegni di Filippino, riserva per lui parole di elogio, definendolo: "di bellissimo ingegno e di vaghissime invenzioni", (1568).

Partendo dai comuni modelli del Lippi dalla figura del Savonarola, la sua pittura è carica di risvolti esoterici legati alla cultura archeologica del tempo ed esercita sui contemporanei un'influenza determinante soprattutto nel ricorrente uso delle grottesche.

Si spiega così perché sia stato chiamato proprio Filippino negli anni ottanta a completare gli affreschi della Cappella Brancacci al Carmine, opera di Masolino e Masaccio, pittori venerati, ammirati e studiati da tutti gli artisti allora e nei secoli a venire, oppure gli siano state affidate importanti commissioni disattese da Leonardo come la Pala degli Otto in Palazzo Vecchio (1486) e l'Adorazione dei Magi di San Donato a Scopeto (1496), entrambe oggi agli Uffizi, o, ancora la commissione, nel 1498, più prestigiosa della Repubblica, la Pala della Signoria per la Sala del Maggior Consiglio repubblicano cui, però, non avrebbe dato seguito per i molti impegni e il sopravvenire della morte nel 1504.

Filippino seppe, dunque, essere artista eclettico e versatile più di ogni altro, con commissioni a Firenze e nel suo territorio, ma anche a Lucca, a Genova, a Bologna e a Pavia. Fu inoltre particolarmente innovativo nel campo decorativo e delle arti applicate, come attestano gli affreschi della Cappella Carafa nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva a Roma e della Cappella Strozzi in Santa Maria Novella a Firenze, cicli pittorici in cui la sua fantasia sbrigliata e capricciosa emerge sicura, tanto da farne un maestro di grande modernità.
In tempi recenti il livello qualitativo e l'eccellenza davvero non comune della sua produzione artistica comincia ad essere ritenuta superiore a quella di molte opere ascritte al Botticelli.

La mostra delle Scuderie del Quirinale, Filippino Lippi e Sandro Botticelli nella Firenze del '400, vuole presentare al pubblico i circa trentaquattro anni di attività del maestro, proficui come pochi altri, per quantità e qualità di opere: dalle tavole agli affreschi, ai raffinati disegni su carte colorate, veri e propri capolavori a se stanti. Opere celebri e preziosissime che giungono per l'occasione, come consuetudine per le grandi mostre delle Scuderie del Quirinale, dai più importanti musei di tutto il mondo e da poche, superbe, collezioni private.

Grazie, infine, alla fondamentale collaborazione del Polo Museale Fiorentino, del Fondo Edifici di Culto e grazie al contributo generoso di associazioni private come "Friends of Florence", la mostra offre un'occasione unica per vedere riuniti i capolavori del maestro toscano proprio a Roma dove Filippino ha studiato le antichità e lasciato il ciclo affrescato della Cappella Carafa, ripercorrendone la vicenda umana e artistica e offrendo la possibilità irripetibile di confronti con alcune opere del grande Botticelli per cui anche il rapporto con "l'amico Sandro" risulterà, alla fine del percorso espositivo delle Scuderie, approfondito e illuminato sullo sfondo della Firenze del '400, straordinaria per fervore e innovazione.

foto Ufficio stampa
Incontri

La vicenda umana e artistica del grande maestro toscano saranno approfonditi, inoltre, da un ciclo di incontri con i maggiori esperti di Filippino Lippi. Per cinque settimane, il primo appuntamento sarà mercoledì 12 ottobre, incontreremo studiosi e storici dell'arte che toccheranno i temi centrali della mostra.

Dopo la recente e rilevantissima monografia curata da Patrizia Zambrano e Jonathan K. Nelson (2005), la mostra delle Scuderie del Quirinale, a cura di Alessandro Cecchi, presenterà, dunque, al pubblico le opere di uno dei maestri più proficui e talentuosi dell'arte italiana.

Come da consuetudine, le Scuderie del Quirinale hanno invitato i maggiori esperti di Filippino Lippi ad approfondire, in un ciclo di cinque lezioni, i temi centrali della mostra. Un'occasione veramente preziosa per conoscere meglio un artista che proprio qui a Roma, nella Cappella Carafa della basilica di Santa Maria sopra Minerva, ha lasciato una delle sue testimonianze più celebri e vibranti.

Palazzo delle Esposizioni - sala Cinema
scalinata di via milano 9A
ingresso libero fino ad esaurimento posti


Il palazzo delle Scuderie del Quirinale

Costruito nell'arco di un decennio (1722 - 1732), il palazzo delle Scuderie al Quirinale delimita, con il Palazzo del Quirinale e quello della Consulta, lo straordinario spazio urbano al centro del quale è posta la fontana con le statue dei Dioscuri e l'obelisco ritrovato nell'Ottocento nei pressi del Mausoleo di Augusto.
L'edificio delle Scuderie è collocato a ridosso del muro che chiude il giardino Colonna e poggia sui resti, in parte ancora visibili, del grandioso tempio romano di Serapide.
La superficie complessiva delle Scuderie Papali è di circa 3000 metri quadrati, distribuiti su più piani. In particolare, al primo e al secondo piano ampi spazi di circa 1500 metri quadrati costituiscono la zona espositiva. Al piano ammezzato è allestita una caffetteria mentre il piano terra ospita i servizi di accoglienza, la libreria, il negozio di oggettistica e spazi riservati a iniziative collaterali alle mostre.


foto Ufficio stampa
Informazioni

5 ottobre 2011 - 15 gennaio 2012

ORARI
Da domenica a giovedì dalle 10.00 alle 20.00
venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30
L'ingresso è consentito fino a un’ora prima dell’orario di chiusura

PREZZI
Intero: € 10 + spese d'agenzia
Ridotto: € 7.50 + spese d'agenzia
Biglietto integrato Scuderie del Quirinale + Palazzo delle Esposizioni
Intero € 18,00 + spese d'agenzia
Ridotto € 15,00 + spese d'agenzia

Biglietti
Intero € 10,00
Ridotto € 7,50
Biglietto integrato Scuderie del Quirinale + Palazzo delle Esposizioni
Intero € 18,00
Ridotto € 15,00
Per informazioni sulle mostre in corso al Palazzo www.palazzoesposizioni.it
Il biglietto ridotto è valido per
- giovani fino a 26 anni
- adulti oltre i 65 anni
- insegnanti in attività
- giornalisti con regolare tessera dell'Ordine Nazionale (professionisti, praticanti, pubblicisti)
- gruppi convenzionati
- forze dell'ordine e militari con tessera di riconoscimento
L'ingresso gratuito è valido per
- bambini fino a 6 anni
- disabile (accompagnatore gratuito)
- invalido (accompagnatore gratuito)
- guide turistiche Regione Lazio
- accompagnatori turistici Regione Lazio
- possessori tessera ICOM e ICROM
Gruppi
dal lunedì al venerdì € 7,50 per persona
sabato, domenica e festivi € 10,00 per persona
prenotazione obbligatoria a pagamento € 25,00 (min. 10- max 25 persone)
Scuole
dal lunedì al venerdì € 4 per studente
prenotazione obbligatoria a pagamento € 15,00 (min. 10- max 25 stedenti)


Laboratorio d'arte
Famiglie
per i ragazzi dai 7 agli 11 anni
sabato e domenica dalle 16.00 alle 18.00
percorso grandi mostre - visita alla mostra e laboratorio per i ragazzi dai 7 agli 11 anni
attività + ingresso mostra euro 12,00 per ragazzo
prenotazione consigliata euro 1,50 - tel. 06 39967500
è necessario arrivare 15 minuti prima dell'orario indicato per le diverse attività

Offerta famiglia
Mentre i ragazzi che partecipano all'attività, gli adulti (max 2) possono visitare la mostra, tutti con ingresso ridotto:
attività + ingresso mostre € 10,00 per ragazzo
ingresso mostra € 7,50 per adulto
prenotazione consigliata € 1,50

Biglietto integrato Laboratorio Palazzo delle Esposizioni e Scuderie del Quirinale
permette di partecipare a entrambi i laboratori del percorso grandi mostre al prezzo speciale di € 18,00. Il biglietto è valido un mese dalla data di emissione.

Scuola dell'infanzia e primaria
dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 11.30 e dalle 11.30 alle 13.30
ingresso € 4,00 per ragazzo (gratuito per scuola dell'infanzia)
attività € 80,00 per gruppo/classe.
Prenotazione obbligatoria tel. 06 39967200

E' possibile prenotare solo telefonicamente dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 18.00; sabato dalle 9.00 alle 14.00

Visite guidate
Visita guidata individuale in italiano
sabato, domenica e festivi 10.30 - 12.00 - 16.30 - 18.00
€ 4,00 per persona
Visite guidate per gruppi (min 10. - max 25 persone) € 100,00 con prenotazione obbligatoria tel. 06 39967500
Visite guidate per scuole (min 10. - max 25 persone) € 80,00 con prenotazione obbligatoria tel. 06 39967200

Audioguida in italiano e in inglese
singola € 4,00*
doppia € 6,00*

* E' escluso il costo del biglietto

Informazioni
Tel. 06 39967500

Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma

Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d'arte
Tel. 06 39967500

Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel. 06 39967200

COME ARRIVARE

Con l’autobus
16-170-36-360-37-38-40-60-61-62-64-70-H

Con la metropolitana
metro A (fermata P.za della Repubblica)
metro B (fermata Cavour)

Dalla Stazione Termini
Piazza dei Cinquecento
recarsi alla fermata Termini (Ma-Mb-Fs)
Prendere la Linea 40 (P.za Pia/Castel S. Angelo) per 2 fermate e scendere alla fermata Nazionale/Quirinale
a piedi per 100 metri fino alle Scuderie del Quirinale

Dall’Aeroporto di Fiumicino
Prendere la linea Leonardo (Termini) (partenza ogni 30 min.) scendere alla fermata Termini
recarsi alla fermata TERMINI (MA-MB-FS)
prendere la linea 40 (P.Za Pia/Castel S. Angelo) per 2 fermate e scendere alla fermata Nazionale/Quirinale
A piedi per 100 metri fino alle Scuderie del Quirinale

Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d'arte
Tel. 06 39967500

Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel. 06 39967200

Informazioni, prenotazioni, visite guidate e laboratorio d'arte
Tel. 06 39967500

Informazioni e prenotazioni per le scuole
Tel. 06 39967200

Ufficio stampa: ufficio stampa@palaexpo.it
Barbara Notaro Dietrich - capo ufficio stampa
tel. 06 48941212 - cell. 366 6608600 -fax 06 48941999


Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16
Roma
http://www.scuderiequirinale.it

 

 

 

 

 

 

Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce

 

 

Dal 4 giugno al 4 dicembre 2011 il Castello di Udine ospita la mostra Il giovane Tiepolo. La scoperta della luce, organizzata dai Civici Musei di Udine, l’esposizione, curata da Giuseppe Pavanello e Vania Gransinigh, si avvale di un prestigioso comitato scientifico internazionale costituito, oltre che dai curatori, da Svetlana Alpers, William L. Barcham, Linda Borean, Caterina Furlan, Peter O. Krückmann, e Catherine Whistler.

I visitatori possono ammirare 33 grandi tele e disegni provenienti da alcune delle più prestigiose collezioni pubbliche e private internazionali, tra cui la Pinacoteca di Brera a Milano, la Galleria Sabauda di Torino, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e il Museo del Louvre.

L’esposizione è volta a ricostruire, attraverso le opere maggiormente significative, il periodo giovanile dell’attività di Giambattista Tiepolo, antecedente al suo soggiorno udinese del 1726.

Nel corso del suo apprendistato presso la bottega del pittore accademico Gregorio Lazzarini, l’artista ebbe modo di confrontarsi con i modelli offerti dalla tradizione figurativa veneta del Cinquecento ma si dimostrò particolarmente attento anche a quanto i suoi contemporanei andavano sperimentando. Le opere di Federico Bencovich e Giambattista Piazzetta rappresentarono per il giovane Tiepolo un punto di riferimento ugualmente importante che egli seppe assimilare in maniera originale, in sintonia con il suo essere “tutto spirito e foco”, attraverso un linguaggio pittorico costruito sull’interpretazione luminosa dell’immagine. Ed è proprio su questa peculiare visione tiepolesca della luce che l’esposizione udinese si focalizzerà ripercorrendo il tracciato di un’attività che dalle tele dipinte per la chiesa veneziana dell’Ospedaletto si dipana, per il tramite delle opere eseguite per Ca’ Zenobio, fino al ciclo di affreschi realizzati a Udine nel Palazzo patriarcale.

I dipinti in esposizione permettono così di documentare il passaggio da una pittura costruita nella luce secondo precise fonti di illuminazione interne all’immagine ad una pittura costruita con la luce nella quale forme e volumi appaiono generati, come vetro soffiato, dall’interna energia luminosa della materia.

Nell’epoca in cui la scienza ottica conobbe un rapidissimo e significativo sviluppo grazie anche alle sperimentazioni sulla rifrazione luminosa portate a compimento da Newton, Tiepolo seppe offrire il suo contributo nella forma di un linguaggio espressivo capace di esaltare al massimo grado la forza percettiva dello sguardo per il tramite del colore, sostanza rivelata della luce stessa. Se nei soprarchi della chiesa di Santa Maria dei Derelitti forme e volumi si presentano ancora sbozzati da precise fonti di illuminazione che esaltano il contrasto chiaroscurale alla maniera piazzettesca, nei dipinti a soggetto mitologico oggi conservati presso le Gallerie dell’Accademia di Venezia e, più ancora, nelle tele ideate per Ca’ Zenobio la tavolozza si schiarisce preannunciando l’approdo a una pittura da cui l’ombra progressivamente si ritrae di fronte al dominio della luce. A testimoniare questo mutamento, saranno presentate alla mostra anche alcune opere facenti parte del ciclo di Ca’ Zenobio all’interno del quale è possibile individuare due diversi interventi dell’artista che, a distanza di tempo, fu chiamato a realizzare tele nelle quali traspare con evidenza l’evolversi della sua personale visione luministica dell’immagine. Ai dipinti, si affiancheranno anche numerosi disegni. Si tratterà di prove accademiche, ma anche di studi preparatori per opere realizzate successivamente, nonché di fogli ideati quali composizioni autonome. Nel loro complesso essi permetteranno di rileggere, anche attraverso la produzione grafica, lo sviluppo dell’arte di Tiepolo negli anni della giovinezza.

L’esposizione si inscrive nel progetto Udine città del Tiepolo, giunto alla sua terza edizione, che prevede da giugno ad agosto un ricco programma di attività collaterali: concerti di musica barocca, lezioni e seminari, spettacoli teatrali, con il coinvolgimento della intera città attraverso iniziative specifiche di commercianti e ristoratori.

Alla realizzazione dell’intero progetto concorrono l’Associazione IDUNA, la Camera di Commercio, la Confartigianato, la Confcommercio, la Confindustria e il Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, il Consorzio “Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori”, il Consorzio Universitario del Friuli, la Fondazione CRUP, la Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, la banca Friuladria Crédit Agricole, il Museo del Duomo, il Museo Diocesano, la Provincia di Udine, l’Università degli Studi di Udine.
La mostra si avvale in particolare del contributo di ABS – Acciaierie Bertoli Safau, Camera di Commercio, Friuladria Crédit Agricole, Provincia di Udine e del sostegno della Fondazione CRUP.


Curatori della mostra e del catalogo edito dai Civici Musei di Udine:
Giuseppe Pavanello
Vania Gransinigh



Attività didattica e visite guidate a pagamento: per informazioni Sistema Museo call center 199.151.123 (costo della chiamata variabile a seconda dell’operatore) da lunedì a venerdì ore 9.00 > 17.00, sito: www.sistemamuseo.it  e-mail: infoline@sistemamuseo.it

Per informazioni: Puntoinforma, via Savorgana 12 – 33100 UDINE

Tel. 0432.414717 E-mail: puntoinforma@comune.udine.it

 

 

 

 

 

 

 

Alberto Giacometti - MAGA Gallarate
L'anima del Novecento
MAGA Gallarate (VA)
dal 5 marzo al 5 giugno 2011




Sculture, dipinti, disegni. Tutti appartenenti ad una medesima collezione, mai esposta in Europa nella sua completezza da quando ha lasciato lo studio parigino di Alberto Giacometti.

Il MAGA di Gallarate ospita la collezione dal 5 marzo al 5 giugno, in una mostra promossa dalla Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella, presieduta da Angelo Crespi, con la direzione di Emma Zanella.

La mostra è curata da Michael Peppiatt, autore di “In Giacometti’s Studio”- libro nel quale documenta la ricognizione da lui compiuta nell’archivio prima inesplorato di uno dei rami della famiglia, ricognizione che è alla base anche di questa preziosa rassegna- con il coordinamento generale di Cinzia Chiari. Gli allestimenti della mostra sono affidati a Maurizio Sabatini lo scenografo che lavora con Giuseppe Tornatore.

Gli eredi di Giacometti hanno accordato a Michael Peppiatt il permesso di esaminare la loro collezione, pubblicare a lavori ultimati un nuovo libro, e procedere alla catalogazione delle opere. “E’ un materiale – afferma Peppiatt – che getta nuova luce sul modo di lavorare di Giacometti, «afflitto» da una specie di compulsione al bozzetto. Tanto da schizzare sulla prima pagina di France Soir dei nudi di Christine Keeler, la showgirl che fece tremare l’establishment britannico degli anni Sessanta quando venne riconosciuta come l’amante del Tory John Profumo. Il quotidiano, datato 1963, portava in prima pagina un articolo sul piccante affair. Corrispondenza che, evidentemente, ispirò l’artista svizzero solleticando il suo bisogno di disegnare. «C’è un qualcosa di intimo in questi lavori», ha detto all’ Observer Peppiatt. «Mi hanno permesso di spaziare fa 300 disegni, ed ero commosso. Sentivo quasi la presenza di Giacometti, come se i suoi schizzi stessero cadendo direttamente dalle sue mani."

Ma la mostra al MAGA non si limita a documentare questo aspetto dell’attività di Giacometti.

Il percorso mostra propone complessivamente 95 opere: 49 sculture che comprendono anche due opere Grande Femme del 1959-60 e Figura del 1956 provenienti dalla GNAM di Roma ed una importante selezione di dipinti che comprende Deux Tetes (1960) e Portrait du professeur Corbetta (1961) provenienti da collezione privata.

Le sculture ritraggono membri della famiglia Giacometti: il padre, la madre, la sorella Ottlilia e il fratello Diego.
Un secondo gruppo propone invece un campione rappresentativo dei lavori figurativi del dopoguerra di Giacometti: figure intere sia maschili che femminili, un “Homme qui marche”, alcune di teste di “Lotar”, una “Femme de Venise” e diversi busti della moglie Annette.

La collezione di disegni è molto vasta e comprende tanto ritratti a figura intera quanto copie di lavori da opere classiche, insieme agli schizzi sui più diversi supporti.

Benché le opere scelte siano focalizzate sul periodo della maturità artistica di Giacometti, sono molti gli aspetti della mostra che puntano verso un Giacometti intimo, com’è lecito attendersi da una collezione di proprietà della stessa famiglia Giacometti.

Un’ampia sezione documentaristica, anch’essa ricca di materiali sino ad oggi inediti, completa la mostra. Vi sono presentate immagini fotografiche che ritraggono l’artista al lavoro e che raccontano delle sue frequentazioni, insieme a lettere e ad altri documenti, per far rivivere una personalità artistica d’eccezione.

Electa per l’occasione pubblica il catalogo della mostra e un volume biografico, entrambi a cura di Michael Peppiatt.

Segnaliamo sempre con catalogo Electa la mostra Alberto Giacometti e L'ombra della sera alle Scuderie di Villa Manzoni a Lecco.



Alberto Giacometti - L'anima del Novecento

dal 5 marzo al 5 giugno 2011

ORARI: 10.30-19.30 da martedì a giovedì e domenica
10.30-22.30 venerdì e sabato
lunedì chiuso

BIGLIETTI: Intero Euro 8,00
Ridotto Euro 5,00
Ingresso gratuito fino ai 14 anni
Over 65, soci AMACI e ICOM
Ridotto: dai 15 ai 26 anni e convenzionati

Visite guidate alla mostra e alla collezione
Tel. 0331.706014
HYPERLINK: mailto:didattica@museomaga.it "didattica@museomaga.it  

SOCI FONDATORI: Ministero per i Beni e le Attività; Città di Gallarate

PARTNER ISTITUZIONALI: Regione Lombardia; Provincia di Varese

Editore: ELECTA

Ufficio stampa Studio ESSECI
via San Mattia 16, Padova (Padova)
+39 049663499 , +39 049655098 (fax)
info@studioesseci.net , www.studioesseci.net

Ufficio stampa Electa: Enrica Steffenini
via Trentacoste, 7
20134 Milano
tel. 02 21563433 - fax 02 21563314 - elestamp@mondadori.it



MAGA - Museo Arte Gallarate
Via De Magri 1
21013 Gallarate (VA)
tel: 0331.706011- eventi@museomaga.it
sito web: HYPERLINK  http://www.museomaga.it  - www.museomaga.it  - comunicazione@museomaga.it

 

 

 

 

Rodin. Le origini del genio Legnano
"Il corpo è un calco su cui si imprimono le passioni"
Auguste Rodin
 



Dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011, Legnano ospita la più importante e ampia mostra mai realizzata in Italia di Auguste Rodin (Parigi 1840 - Meudon 1917).

L’esposizione, dal titolo Rodin. Le origini del genio (1864-1884), presenta 65 sculture, 26 disegni e 19 dipinti inediti, fotografie originali dell'epoca - per un totale di 120 opere di cui oltre la metà inedite per l'Italia – che ripercorrono il periodo di formazione di Rodin, fondamentale per l’evoluzione della sua attività dai primi anni Sessanta dell’Ottocento, fino alla progettazione della grandiosa Porta dell’Inferno realizzata nel 1884, attraverso alcuni dei suoi maggiori capolavori, come il Giovanni Battista, il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre.

La mostra, frutto di un’importante partnership tra la Città di Legnano e il Musée Rodin di Parigi, curata eccellentemente da Aline Magnien, conservatore-capo del patrimonio e direttore del servizio delle collezioni del Musée Rodin di Parigi, con Flavio Arensi, direttore di SALe - Spazi d’Arte Legnano, con la collaborazione di François Blanchetière, conservatore del patrimonio del Musée Rodin, è nata da un progetto dei due curatori insieme allo scultore Ettore Greco e Claudio Martino; l’iniziativa si avvale del patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il patronato di Regione Lombardia e i patrocini della Provincia di Milano, dell' Ambasciata di Francia in Italia, del Centre culturel français de Milan e del supporto di Civita per l’organizzazione e la promozione.

Lorenzo Vitali, sindaco di Legnano, a Palazzo Leone da Perego, sottolinea “come questa mostra sia una tappa fondamentale della crescita culturale non soltanto cittadina, ma dell'intero territorio, anche in virtù del programma condotto negli ultimi dieci anni, che ha portato in città alcuni fra i grandi protagonisti della storia dell'arte, alternando attenzione per il passato e interesse per gli artisti del futuro. Rodin. Le origini del genio è la più importante esposizione mai allestita sull'opera del genio francese in Italia ed è frutto di tre anni di studi attenti e di scambi serrati col Musée Rodin di Parigi. E' una mostra alla quale puntiamo da anni ed è un ulteriore salto in avanti nella creazione di un polo culturale qui a Legnano, cosa che sarebbe molto importante specie in chiave dell'Expo 2015. Vogliamo ancora investire in cultura. Sono certo del successo di questa iniziativa, unica e di straordinario valore, ulteriore conferma del metodo e della qualità che in questo decennio hanno contraddistinto il lavoro dei nostri uffici culturali e del nostro staff scientifico. Sono felice che il Musée Rodin abbia deciso di co-produrre la mostra, confermando la bontà del progetto scientifico e premiando l'impegno della nostra comunità a promuovere eventi culturali ed artistici di respiro internazionale. Uno strumento necessario per affrontare la crisi perchè la bellezza è un bisogno primario dell’uomo”.

E di bellezza ne abbiamo veramente bisogno in un panorama di mostre del contemporaneo che ce ne offrono con il contagocce. "La bellezza salverà il mondo" afferma il principe Miškin nell' Idiota di Fëdor Michajlovic Dostoevskij.

Per l'assessore alla cultura Maurizio Cozzi e l'assessore provinciale Umberto Novo Maerna: "Il genio di Rodin a cui il titolo della mostra fa riferimento coniuga armonicamente arte, bellezza, ricerca di un senso profondo; non c'è altro genio se non quello del lavoro per riconnettere il nesso costitutivo tra bellezza e verità che sta a fondamento del pensiero dell'occidente e dell'Europa".

"Siete stati coraggiosi" ha affermato il direttore del Museo Rodin di Parigi Dominique Vieville.

"C'è stato un lungo percorso per arrivare a questa mostra che è partito quattro anni fa con una mia visita al museo parigino. Tutti abbiamo lavorato per rendere questa mostra unica. C'è un vuoto scientifico nella giovinezza di Rodin che abbiamo voluto colmare. Una scelta coraggiosa in un momento storico in cui i fondi destinati alla cultura scarseggiano. È stato proprio il rigore del progetto a garantirci la co-produzione del Museo francese" ha affermato orgogliosamente il curatore Flavio Arensi.

Per Aline Magnien, curatrice del patrimonio per il museo parigino:" E' un'esposizione molto coraggiosa. Tanti capolavori di Rodin sono nella memoria collettiva, mentre stavolta si è voluto privilegiare quelle opere da cui ha preso vita il genio dell'artista". E ha sottolineato: "iI coraggio nella iniziativa di scegliere il periodo giovanile di Rodin, ma proprio per questo la mostra è diventata una esposizione ancor più ricca di contenuti in grado di far cogliere al visitatore l'originalità delle opere".

E come non essere d'accordo. Una mostra frutto di più di tre anni di lavoro e di contatti con Aline Magnien per realizzare questo progetto che ci consente di vedere la genesi di un genio. Di scoprire anche opere non in mostra allo stesso Musée Rodin, ma visibili agli studiosi negli archivi parigini.

Per il presidente di Confcommercio e portavoce di Rete Imprese Italia, Carlo Sangalli " La vera arte coinvolge, scuote, vivifica, nutre il contesto, per questo non è mai fine a se stessa. D'altra parte Auguste Rodin, nonostante il fulcro della sua produzione artistica sia dedicato alla ricerca degli stati d'animo, dei moti interiori, delle passioni, sosteneva che l'anima senza corpo non dice niente".

Rodin. Le origini del genio (1864-1884) propone a Palazzo Leone da Perego, capolavori come il Giovanni Battista, il Pensatore, il Bacio, le Grandi Ombre e altri ancora, in un viaggio che congiunge le prime esperienze, maturate all'interno della bottega di Carrier-Belleuse, fino alla piena affermazione della sua personalità dirompente.

La mostra presenta anche 24 gessi che ci consentono di vedere le forme realizzate per realizzarne la fusione. Un prestito di entità e qualità eccezionali, mai concesso fino ad ora, tanto per la fragilità quanto per l'importanza che tali opere - tra cui il Giovanni Battista e il Pensatore - rivestono nell’allestimento del Museo parigino.

Per la prima volta in Italia esposti i 19 dipinti, per lo più vedute della foresta di Soignes (Belgio), e alcuni lavori accademici e copie dei grandi maestri del passato, conservati negli archivi del Musée Rodin.
In anteprima viene anche presentato un ritrovamento recente, la Jardinière, un vaso decorativo collocato sul celebre Vaso dei Titani, in realtà era un piedistallo. L'opera, così nel suo formato originale, è stata ricomposta pochi mesi fa a Parigi dopo il ritrovamento di François Blanchetière e per l'occasione legnanese nuovamente assemblata.

Organizzata in sezioni, prende avvio da Giovinezza e formazione; con i lavori giovanili, alcuni studi accademici e i d'après dai maestri antichi, come Poussin, totalmente inediti per il nostro paese.
Le prime opere risalgono al 1854, quando Rodin non era che un adolescente. Sono ritratti dei familiari e degli amici, ancora di stampo tradizionale, ma già con i prodromi di quella che sarà la sua grande forza espressiva, oltre alcuni lavori di gusto orientale e carte con cavalieri e cavalli. Particolarmente interessante è L’Uomo dal naso rotto (L'Homme au nez cassé), nella versione originale in marmo del 1864, rifiutata al Salon di Parigi, di cui è presentata anche una versione in bronzo del 1874.

Nella sezione In Belgio la serie inedita di dipinti di piccolo formato (olio su cartone) eseguiti in Belgio fra il 1871 e il 1877, per lo più dedicati ai paesaggi della foresta di Soignes, caratterizzati da una luce straordinaria che si lega alla grande tradizione francese di Corot e Courbet.
Il percorso continua attraverso le opere che Rodin realizzò a partire dal 1871 a Bruxelles, dove rimase per sei anni. Sono lavori di piccolo formato, molti dei quali terrecotte, piccoli ritratti o opere di gusto per la committenza borghese, contraddistinte da una grande eleganza e delicatezza.

In Guardando ai maestri, i d'après da Rubens, mai visti in Italia e alcuni studi dei maestri italiani quali Donatello, Michelangelo, Tiziano, realizzati durante il primo viaggio in Italia di Rodin del 1876, nel quale scoprì Roma e Firenze - in particolare la basilica di San Lorenzo - dove ebbe modo di appassionarsi a Dante e alla sua Divina Commedia, a cui in seguito dedicherà la Porta.

Nella sezione Rientro a Parigi si trovano alcuni dei più importanti capolavori di Rodin, a partire da L'Età del Bronzo (L'Age d'airain), presentata con grande scandalo al Salon di Parigi, oltre a Bellona (Bellone), San Giovanni Battista (Saint Jean-Baptiste), La Défense e alcuni ritratti di straordinaria bellezza, come il busto dedicato all'amico e maestro Carrier-Belleuse. Opere come queste sono ormai pienamente innovative e mostrano tutta la forza di Rodin, l'impeto e il legame con gli autori del passato e l'attenzione per i grandi maestri italiani della scultura, tra tutti Michelangelo.

Nel 1880 lo Stato commissionò a Rodin una porta monumentale per un museo dedicato alle arti decorative, dove un tempo sorgeva l'antica Corte dei Conti e poi la stazione d'Orsay. Quest'ultima doveva essere ornata da undici bassorilievi rappresentanti scene tratte dalla Divina Commedia di Dante Alighieri. Per questo lavoro, Rodin s’ispirò alle celebri porte che il Ghiberti aveva realizzato nel XV secolo per il battistero di Firenze. Dopo tre anni, l'artista francese giunse a un primo risultato che lo soddisfò, benché il progetto venne abbandonato. Senza più una precisa destinazione, questa porta divenne per Rodin una sorta di serbatoio creativo per numerosi gruppi scultorei indipendenti, come il Pensatore o il Bacio.
Alla sommità, il gruppo composto da tre Ombre è, in un procedimento estremamente moderno, la triplice ripetizione della medesima figura priva di un braccio. Sul trumeau, il Pensatore, ovvero Dante Alighieri, sovrasta l'abisso. Sul battente di destra è riconoscibile la figura del Conte Ugolino. Su quello di sinistra, invece, Paolo e Francesca sono inseriti in un rotolio di corpi.
Alla fine, la Porta venne collocata nel luogo per il quale era stata commissionata, senza tuttavia conservare la sua funzione.

Nella sezione Verso la Porta dell’Inferno, oltre a due rarissimi e preziosi bozzetti, ecco alcune delle opere che hanno reso Rodin immortale, come il Pensatore (Penseur), nelle due versioni, quella nel formato originale per la Porta e il suo ingrandimento. In particolare, della versione di quasi due metri in gesso: una concessione straordinaria da parte del Museo. Quindi l' Ugolino (Ugolin), L'uomo che cade (L'Homme qui tombe), Eterna primavera (L'Eternel Printemps), Il Bacio (Le Baiser), La Donna accovacciata (La Femme accroupie), Fugit Amor, l'Adolescente disperato (Adolescent désespéré) per concludere con Le tre ombre (Les Trois ombres), e le due sculture Eva (Eve) e Adamo (Adam).

Ricordiamo che Rodin non amava molto il famosissimo Bacio, di cui è presente in mostra la primigena versione in gesso di 85 centimetri, che considerava "banale e stucchevole".

Una mostra assolutamente da non perdere e da stimolo per andare vedere a Parigi, in rue de Varenne 77, quello che il Museo offre fra i suoi giardini e nella sua splendida sede dell’ Hôtel Biron, un palazzo in perfetto stile rococò dove Rodin visse gli ultimi anni della sua vita e che ospita anche opere di Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Vincent Van Gogh e tante collezioni. http://www.musee-rodin.fr/accueil.htm

Gianni E. A. Marussi






Un’audioguida gratuita, realizzata da Storyville, con la voce dei curatori, accompagneranno i visitatori all’interno del percorso; saranno predisposte, in collaborazione con Opera d’Arte, visite guidate per i gruppi organizzati e attività didattiche per le scuole cui sarà dedicato uno speciale spazio laboratorio.

Il catalogo edito da Umberto Allemandi & C., disponibile anche in formato digitale, conterrà i testi dei curatori e di Catherine Lampert, Barbara Musetti, June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi.

Rodin. Le origini del genio è organizzata nell’ambito del decennale delle proposte espositive di Legnano. In dieci anni sono state molte le mostre monografiche organizzate negli spazi cittadini: William Congdon, Franco Francese, Joel Meyerowitz, André Kertész, Giovanni Chiaramonte, Georges Rouault, Federica Galli, Gianfranco Ferroni, Lucio Fontana, Alfredo Chighine, Käthe Kollwitz, Aldo Bergolli, Attilio Rossi, Francisco Goya, Varlin, Jean Rustin, Leonardo Cremonini, Ipoustéguy, Carol Rama, James Ensor, Tino Vaglieri, Sebastian Matta, Aligi Sassu e i giovani Marco Mazzoni, Francesco Albano, Marta Sesana, Enrico Savi. La prima mostra risale infatti all'autunno del 2000 quando la città inaugurò il restaurato Palazzo Leone da Perego, cui nel 2007 si aggiunsero le sale del Castello visconteo. Maurizio Cozzi, Assessore alla Cultura della città di Legnano spiega: “abbiamo organizzato quasi trenta mostre, di autori del calibro internazionale o andando a riscoprire autori fondamentali per la nostra storia, studiando e promuovendo l'incisione, portando in città sculture di eminenti artisti del contemporaneo che hanno dato fiducia al nostro progetto. Anche l'attenzione per i giovani artisti è diventato un momento di dialogo fra le generazioni, gli spazi espositivi, i maestri celebrati, nel costante e determinato tentativo di rendere la nostra città un luogo essenziale per il dibattito culturale lombardo. Con la mostra di Rodin festeggiamo un lavoro decennale nel migliore dei modi possibili, dimostrando che spesso la provincia riesce a proporre mostre di grande rilievo, senza comprare “pacchetti” ma costruendo progetti scientifici raffinati”.

Per tutto il periodo di apertura, nel centro di Legnano sono esposte alcune opere scultoree in omaggio a Rodin, fra cui la Porta d'Oriente di Mimmo Paladino e L'uomo eroico di Ettore Greco, che si aggiungono alle recenti installazioni di opere monumentali di Aligi Sassu e Ugo Riva già allestite negli scorsi anni.

Nel salone delle mostre della Banca di Legnano dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011,è possibile gustare il ciclo fotografico che Bruno Cattani elaborò per conto del Musée Rodin nel triennio 1999-2001 ritraendo i capolavori di Camille Claudel e Auguste Rodin.
La mostra, che consta di una quarantina di scatti in bianco e nero, mette in relazione la vicenda artistica dei due scultori e amanti. Camille entra ventenne nell'atelier di Rodin nel 1884; l'esposizione dunque comincia dove termina la grande monografica dedicata al maestro francese e mette in luce lo sviluppo della sua opera e quella della sua geniale allieva.

Al bookshop di Palazzo Leone da Perego, sarà in vendita una tiratura d'artista di Bruno Cattani, "Omaggio a Auguste Rodin".





Nel salone delle mostre della Banca di Legnano (largo Franco Tosi 9), dal 20 novembre 2010 al 20 marzo 2011, il ciclo fotografico che Bruno Cattani elaborò per conto del Musée Rodin nel triennio 1999-2001 ritraendo i capolavori di Camille Claudel e Auguste Rodin. Camille Claudel e Auguste Rodin, arte ed eros.

Camille Claude e Auguste Rodin Arte ed Eros fotografie di Bruno Cattani

dal 20 novembre 2010 – 20 marzo 2011

Orari: dal lunedì al venerdì, 8.30-13.15; 14.30-16.30; Sabato e domenica chiuso

Ingresso libero

Banca di Legnano
largo Franco Tosi 9
20025 LEGNANO


Rodin. Le origini del genio (1864-1884)
Legnano, SALe (via Gilardelli, 10)

20 novembre 2010 - 20 marzo 2011

Catalogo: Umberto Allemandi & C, testi dei curatori e di Catherine Lampert, Barbara Musetti, June Hargrove, François Blanchetière, Véronique Mattiussi.

INFO: www.mostrarodin.it
02.4335.3522
servizi@civita.it

Orari: Da martedì a domenica h 9.30 – 19.00
Lunedì chiuso
La biglietteria chiude mezz’ora prima

Biglietti: € 9,00 intero
€ 7,00 ridotto under 18 e over 65, gruppi di minimo 15 – massimo 25 persone, titolari di coupon e convenzioni
€ 3,00 ridotto speciale scuole
Gratuito per minori di 6 anni, un accompagnatore per gruppo, due insegnanti accompagnatori per classe, giornalisti accreditati, disabili e accompagnatore, guide turistiche

Audioguida gratuita
Sessantaquattro-Ottantaquattro: Il racconto dei ventanni che cambiarono per sempre la storia della scultura raccontato dai curatori della mostra. A cura di Storyville

Visite guidate: Per gruppi, su prenotazione (max. 25 persone)
€ 70,00 + biglietto d’ingresso ridotto gruppi Attività didattiche per le scuole
Visite guidate (durata 60 minuti circa)
€ 55,00 + biglietto d’ ingresso ridotto scuole

Laboratori didattici: (durata 90 minuti circa)
€ 70,00 + Iva 4% + biglietto d’ingresso ridotto scuole
A cura di Opera d’Arte

Camille Claudel e Auguste Rodin. Fotografie di Bruno Cattani.
Legnano, Banca di Legnano (largo Franco Tosi 9)

20 novembre 2010 – 20 marzo 2011

Orari: dal lunedì al venerdì, 8.30-13.15; 14.30-16.30
Sabato e domenica chiuso

Ingresso libero

Per informazioni: tel. 0331 471335

Ufficio Stampa: CLP Relazioni Pubbliche
Tel. 02.433403 – 02.36571438; Fax 02.4813841

ufficiostampa@clponline.it ; press@clponline.it
Comunicato e immagini su www.clponline.it
Elisabetta Benetti - Comune di Legnano
Tel. 0331.471244 -
comunicazioni@legnano.org

www.mostrarodin.it  - servizi@civita.it

PALAZZO LEONE DA PEREGO
Via Monsignor Eugenio Gilardelli 10
20025 LEGNANO
Tel. +39 0331471335

comunicazioni@legnano.org - www.legnano.org

 

Video presentazione mostra

 

 

( Fonte TGCom )

 

 

 

 

 

 

 

La Donna allo specchio dal Louvre a Palazzo Marino

Eni porta a Milano la straordinaria opera proveniente dal Louvre. Dopo i successi di Caravaggio e Leonardo, Palazzo Marino offre la possibilità di ammirare uno tra i più importanti dipinti di Tiziano

 

Milano - Eni porta a Milano la Donna allo specchio, straordinaria opera di Tiziano proveniente dal Museo del Louvre. La mostra, nuovamente organizzata in collaborazione con il Comune di Milano (dopo il successo di Caravaggio nel 2008 e Leonardo nel 2009), offre a tutti gli appassionati la possibilità di ammirare uno tra i più importanti dipinti del grande maestro veneto, gratuitamente per un intero mese. Partner d’eccezione, il Museo del Louvre che grazie al fattivo e consolidato partenariato con Eni, concede in prestito, come lo scorso anno fu per Leonardo, una delle opere più seducenti del grande pittore veneto.

Uno straordinario Tiziano Il dipinto restituisce attraverso la percezione dell’intimità di un ambiente domestico, l’opportunità di approfondire aspetti anche meno noti della cultura del Rinascimento italiano, esaltando i valori estetici e morali della bellezza femminile del tempo, i codici del comportamento virtuoso delle dame, le loro abitudini, il loro vestiario, la cultura dell’amore cortese che dominava il mondo relazionale della Venezia a cavallo tra il millequattrocento e il millecinquecento. Il Comune di Milano, rendendo nuovamente accessibile ai cittadini e al pubblico la prestigiosa Sala Alessi di Palazzo Marino, consolida così i legami del Tiziano con la città, dove il pittore dipinse diverse opere tra cui L’incoronazione di spine a Santa Maria delle Grazie, che fu teatro del fortunato incontro con Filippo II, figlio dell’imperatore Carlo V. Grazie al legame che venne a crearsi tra loro, il pittore produsse diversi quadri mitologici, sacri e ritratti per la corte, raggiungendo il massimo livello di prestigio internazionale per un pittore dell’epoca.

La donna allo specchio Il dipinto raffigura una donna davanti un tavolo da toeletta, su cui è appoggiato un contenitore per unguenti e profumi; la ragazza vi intinge il dito indice della mano sinistra, mentre con il braccio destro si scioglie una ciocca di capelli e la unge con l’olio profumato. Sul fondo della scena si intravede un giovane uomo in ombra, che con una mano porge alla fanciulla uno specchio piano, mentre, con l’altra, ne inclina alle sue spalle uno più grande, convesso, con una cornice di legno. Si nota come Tiziano abbia potuto raffigurare con grande maestria, nello specchio convesso, il riflesso della stanza con la figura della fanciulla di spalle. La caratteristica dello specchio convesso è infatti quella di dare una più ampia visuale deformando però le immagini in corrispondenza dei bordi della cornice. Così Tiziano, in questo dipinto, gareggia con la scultura fornendo su un unico piano bidimensionale due diversi punti di vista, ponendo anche le basi per il virtuosismo ottico ripreso poi dal Parmigianino.

Il volto del ritratto I due personaggi ritratti sono stati variamente identificati: alcuni hanno suggerito che potesse trattarsi di Alfonso d’Este e della sua amante, altri pensano che si tratti di un autoritratto giovanile di Tiziano con la sua amata, altri ancora di un dipinto che esalti la bellezza petrarchesca delle donne veneziane e le loro virtù, altri invece ritengono che si tratti più semplicemente di un ritratto ideale o una personificazione della Pittura. Come da tradizione degli eventi promossi e organizzati da Eni a Milano, la mostra curata da Valeria Merlini e Daniela Storti, intende valorizzare il dipinto in senso monografico, fornendo al visitatore uno spettro variegato di punti di vista che servano ad arricchire la percezione della cultura che lo produsse e il fascino del suo autore, grazie anche all’ausilio dei saggi scientifici presenti nel catalogo edito da Skira e al confronto con storici dell’arte ed esperti, presenti in sala per rispondere alle domande e alle curiosità del pubblico.
L'attenzione per l'allestimento Anche quest’anno una particolare attenzione è stata rivolta all’allestimento. L’opera, come avviene ormai abitualmente, verrà posta in una teca di cristallo progettata dal Laboratorio museale Goppion, al fine di garantire la perfetta conservazione del dipinto e di permettere al pubblico di poterlo osservare a distanza ravvicinata. Elisabetta Greci ha realizzato un allestimento di grande suggestione, prendendo spunto da alcuni elementi di fascino dell’opera: la sensualità della fanciulla, il magistrale gioco di specchi, di luci e riflessi, la forte presenza materica dei tessuti, la morbidezza degli incarnati e dei capelli. L’allestimento vuole pertanto rievocare l’intimità dell’ambiente dove la donna viene raffigurata: le grandi pareti di candida tela tessuta a telaio, la tela di canapa e di lino che ricorda il profumo di lavanda, forse proprio quello racchiuso nell’ampolla in mano alla jeune fille; quinte "disegnate" da rammendi sottili e poco evidenti, che riconducono all’attenzione e alla cura tipiche di un’arte, quella tessile, tutta femminile. Il candore del tessuto è esaltato dal colore scuro del pavimento di legno antico oleato, disegnato a intarsi, che si ispira ai pavimenti dei palazzi veneziani ricreando nell’immaginario del pubblico un luogo appartato dal resto del mondo, raccolto, lieve e rigoroso al contempo, che, in un’atmosfera di ovattata sospensione, possa accompagnare il visitatore ad ammirare la splendida Donna allo Specchio di Tiziano.

 


da: Il Giornale.it

 

 

 

Per leggere alcuni documenti dovete avere installato Acrobat Reader, se non lo avete potete scaricarlo gratuitamente da questo link:  Scarica Adobe Reader

 

Artinvest2000, non è responsabile dei contenuti di questa sezione in quanto tutte le informazioni ci vengono inviate direttamente dalle strutture organizzative: ministeri, assessorati, enti, regioni o comuni e vengono riportate nello stesso modo sulle nostre pagine.

  Home  |  Introduzione  |  Storia dell'Arte  |  Tavole cronologiche  |  Musei nel Mondo  |  Artisti  |  Eventi  |  Nudo nell'Arte   |  Impressionismo  |   Immagini per Desktop  |  Movimenti artistici

 Home  |  Introduction  |  Art's history  |  Chronological tables  |  Present day Artist's  |  Artists of the past  |  Astrology in the Art   Naked in the Art's   |   Impressionism  |  Desktop

Copyright © 1999-2010 Artinvest2000 - Tutti i diritti riservati.