Principali eventi artistici

 

 

 

 

Leonardo da Vinci e collaboratore, Cristo come Salvator Mundi. Olio su tavola di noce, 68,6x48,9 cm

 

Dal 11 Gennaio 2017 al 31 Marzo 2017
Napoli

Luogo: Complesso Monumentale Donnaregina - Museo Diocesano di Napoli

Enti promotori:

  • Arcidiocesi di Napoli
  •  Museo Diocesano
  • Regione Campania
  • Patrocinio di MiBACT - Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Napoli
  • F.E.C. Ministero dell'Interno
  • Comune di Napoli
  • Città Metropolitana di Napoli

 

Telefono per informazioni: +39 081 557 13 65

Sito ufficiale: http://www.museodiocesanonapoli.com/


 

 

 

Comunicato Stampa:
Dopo le grandi mostre di Londra, New York e Milano, anche Napoli si pone ai vertici degli appuntamenti internazionali con l’arte: un’importante esposizione dedicata a Leonardo da Vinci al Museo Diocesano di Napoli, diretto da Don Adolfo Russo. Dopo circa trentaquattro anni, dalla celebre mostra di Capodimonte su Leonardo e il leonardismo a Napoli e a Roma, Napoli si presenta al centro del dibattito degli studi vinciani, attraverso la esposizione della famosissima tavola col Salvator Mundi (ex collezione del Marchese De Ganay), capolavoro del maestro di Vinci e della sua bottega, ed altri dipinti del suo affascinate atelier, come il Cristo Benedicente, del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore, per la prima volta presentato con una attribuzione al pittore messinese Girolamo Alibrandi; ancora sullo stesso filone iconografico, sarà presentata anche la tavola col Cristo fanciullo del Salaì, il giovane e controverso collaboratore di Leonardo, accompagnata da diversi lavori di pittura di allievi leonardeschi come Marco d’Oggiono.  In esposizione anche tre preziosi fondi grafici: il Codice Corazza(1640 circa), proveniente dalla Biblioteca Nazionale di Napoli, il Codice Fridericiano, custodito presso la Biblioteca di Area Umanistica dell’Università Federico II, e il testo Napoli antica e moderna, datato al 1815, redatto dall’Abate Domenico Romanelli.
La mostra, che apre i battenti al pubblico il 12 gennaio e chiuderà il 31 marzo 2017, vede l’ideazione del maggiore esperto vivente del genio di Vinci, il Prof. Carlo Pedretti, Direttore dell’Armand Hammer Center for Leonardo Studies presso l’Università della California (U.C.L.A.) e la cura scientifica di Nicola Barbatelli.
L'esposizione al Museo Diocesano di Napoli servirà ad aggiornare il processo di studi attorno a una delle opere più discusse di Leonardo da Vinci, il Cristo Benedicente, anche alla luce dei temi di maggiore attualità che la dottrina cattolica intende richiamare nel solco dell’anno giubilare appena concluso.
La rassegna, fortemente voluta da S.E.R. il Cardinale Crescenzio Sepe, promossa dall'Arcidiocesi di Napoli e dal Museo Diocesano, con il contributo della Regione Campania, è stata realizzata anche con la collaborazione della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee/Madre Napoli, con il coordinamento organizzativo e gestionale della Scabec. Hanno offerto il proprio contributo scientifico i seguenti studiosi: Margherita Melani, Francesca Campagna Cicala, Alfredo Buccaro, e Ranieri Melardi. Si ringraziano l'Università Federico II di Napoli, la Biblioteca Nazionale, il Comune di Napoli, la Città Metropolitana, il Fondo Edifici di Culto e il Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore.
 
Leonardo a Donnaregina – I Salvator Mundi per Napoli sarà inaugurata mercoledì 11 gennaio ore 17:00 da S.E.R. Il Cardinale Crescenzio Sepe e dal presidente della Regione Campania On. Vincenzo De Luca.
Parteciperanno:
Il Soprintendente ai Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli e provincia Luciano Garella, l’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli Nino Daniele, il Vicesindaco della Città Metropolitana di Napoli, David Lebro, il Presidente della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee, Pierpaolo Forte e il Direttore del Museo Madre Andrea Viliani.
 
La mostra sarà visitabile durante i consueti orari di apertura del Museo Diocesano di Napoli:
dal lunedì al sabato, dalle ore 9:30 alle 16:30, domenica dalle ore 9:30 alle 14:00 (chiuso il martedì)
 


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Joan Miró. La forza della materia:

Comunicato Stampa:
Il lavoro di Joan Miró, una delle personalità più illustri della storia dell'arte moderna, è intimamente legato al surrealismo e alle influenze che artisti e poeti di questa corrente esercitarono su di lui negli anni venti e trenta. È attraverso di loro che Miró sperimenta l'esigenza di una fusione tra pittura e poesia, sottomettendo la sua opera a un processo di semplificazione della realtà che rimanda all'arte primitiva, al tempo stesso punto di riferimento per l'impostazione di un nuovo vocabolario di simboli e strumento utile a raggiungere una nuova percezione della cultura materiale.

La retrospettiva intende porre l'attenzione su questo ultimo aspetto, mostrando attraverso un'ampia selezione di opere realizzate tra il 1931 e il 1981, l'importanza che l'artista ha sempre conferito alla materia, non solo come strumento utile ad apprendere nuove tecniche ma anche e soprattutto come entità fine a se stessa.
Attraverso la sperimentazione di materiali eterodossi e procedure innovative, l'artista mira a infrangere le regole così da potersi spingersi fino alle fonti più pure dell'arte.

Joan Miró. La forza della materia curata da Teresa Montaner Chief Curator della collezione Fundació Joan Miró di Barcellona, propone lavori dalla collezione della Fundació Joan Miró di Barcellona e da quella della famiglia dell'artista.

 

Dal 25 Marzo 2016 al 11 Settembre 2016, Milano

Luogo: MUDEC Museo delle Culture

Curatori: Teresa Montaner

Telefono per informazioni: +39 02 54917

E-Mail info: info@mudec.it

Sito ufficiale: http://www.mudec.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Matisse, Morandi e Balthus:

Matisse, Morandi, Balthus: un 2015 nel segno della grande (grandissima, verrebbe da dire) pittura. la crisi c’è ancora, ma la giostra delle mostre temporanee pare non fermarsi. E a Roma in particolare saranno tante e diversissime le esposizioni nel corso di quest’anno. Come saranno queste mostre nello specifico lo si vedrà a tempo debito. Ma intanto il calendario delle mostre (suscettibile di variazioni sopratutto per la programmazione autunnale) si presenta ricco e sulla carta interessante.

Ecco le principali rassegne. «Arabesque» alle Scuderie del Quirinale «Matisse. Arabesque», dal 4 marzo alle Scuderie del Quirinale, il più importante spazio per mostre temporanee della Capitale che poi, in autunno, accoglierà un’antologica di Balthus.

A curare la mostra Matisse è Ester Coen, che ha selezionato circa cento opere tra dipinti, disegni e costumi teatrali riferiti all’intero arco della produzione artistica del grande maestro fauve. In arrivo a Roma capolavori dal museo Pushkin di Mosca, dall’Ermitage di San Pietroburgo (collezioni matissiane tra le più ricche e importanti al mondo) e da New York.

Come si evince dal titolo, la mostra focalizzerà in particolare il tema della fascinazione dell’Oriente agli occidentalissimi occhi di Matisse, con Picasso uno degli artisti più rivoluzionari di tutto il Novecento. L’omaggio a Scialoja Tra i quadri in arrivo, Ragazza con copricapo persiano, Zorah sulla terrazza, Marocchino in verde, Pervinche-Giardino marocchino, Paravento moresco, Ritratto di Yvonne Landsberg, Fruttiera ed edera in fiore della collezione di Agnelli (Torino, Pinacoteca).

Primavera 2015: sarà il Vittoriano a dedicare una retrospettiva a un altro grandissimo del XX secolo, celebrato e presente, tra i pochissimi italiani, nelle collezioni permanenti di tutti i più grandi musei internazionali. Titolo della rassegna: «Giorgio Morandi. 1890-1964». Nello stesso periodo, primavere 2015, con un pizzico di ritardo sul centenario della nascita, il Macro celebra con un’antologica Toti Scialoja.

Le fotografie di Florence Henri Di livello, come al solito, il pacchetto (archeologia, fotografia, arte) proposto per l’anno nuovo da Electa. In ordine cronologico, «Lacus luturnae» (Roma, Foro romano-Tempio di Romolo), a cura di Adriano La Regina, dal 19 febbraio al 20 settembre: all’interno della scenografica struttura a pianta centrale del cosiddetto tempio di Romolo, ricomposto il contesto dei rinvenimenti del Lacus Iuturnae, la fonte di Giuturna, la più importante sorgente della città nella prima età repubblicana. Bella e originale si preannuncia «La Roma di Florence Henri» (Museo Nazionale Romano, Terme di Diocleziano, 1 aprile-21 giugno): esposti gli scatti italiani di una delle fotografe di culto del mondo parigino, sodale di ogni avanguardia storica (Dada, Futurismo, Bauhaus), ribelle e anticonvenzionale. «Daedala Tellus», al Colosseo i volti della Terra nel mondo antico «Daedala Tellus.

Volti, miti e immagini della Terra nel mondo antico», a cura di Maurizio Bettini, è la mostra — tanto archeologica quanto «contemporanea» nel tema — proposta al Colosseo dal 23 aprile all’11 ottobre: il ritorno all’ancestrale forza generatrice della natura, tradotta primitivamente dall’arte, e in un momento di vivi fermenti ecologici e ambientalisti. Una rassegna di opere a partire dalle Grandi Madri della preistoria, di una femminilità generatrice tra umano e divino, racconta appunto la daedala tellus. L’espressione, usata da Lucrezio, spiegava già il senso di questo affascinante aggettivo: la Terra, diceva, è molteplice, sia in sé, nelle proprie forme, sia nella sua capacità di creare. Arco cronologico coperto, il periodo neolitico e protostorico con alcune necessarie incursioni in epoca classica.

«La forza delle rovine» è invece la rassegna proposta da ottobre a Palazzo Altemps. La riapertura di Santa Maria Antiqua e Maurice Denis alla Gnam «Santa Maria Antiqua e il Foro cristiano nell’Alto Medioevo» è il titolo della mostra ideata da Maria Andaloro (sempre da ottobre), promossa in occasione della riapertura al pubblico del monumento stesso, un complesso che costituisce il cuore superstite del Foro cristiano.

Dall’archeologia, all’arte: «Maurice Denis. Dai Nabis a una nuova spiritualità» è la rassegna in programma alla Galleria nazionale d’arte moderna, a cura di Stefania Frezzotti (dal 20 novembre), omaggio con cento opere all’artista francese capofila del Simbolismo d’oltralpe. Maxxi tra Favaretto e Olivio Barbieri Anticipazioni anche per la stagione 2015 del Maxxi, che ha già annunciato le seguenti iniziative: a febbraio nuova tappa del progetto

The Independent, dedicato alle piattaforme indipendenti; ad aprile «Lara Favaretto. Good Luck», progetto dell’artista sul tema, già molto sviscerato dal contemporaneo, degli «scomparsi»; a giugno «Spazio, Cibo e Architettura» (in contemporanea con Expo 2015), l’omaggio al fotografo Olivo Barbieri (antologica 1978-2014) e una personale di Maurizio Nannucci; a novembre «Transformers», sulla «contaminazione tra arte e design». Tosi, Gherardi, Donati, Pescucci, Canonero: costumi da Oscar Versante Zètema: imminente e assai bella si annuncia la mostra (da metà gennaio, data da confermare) «I vestiti dei sogni», a Palazzo Braschi. Piero Tosi, Piero Gherardi, Danilo Donati, Gabriella Pescucci, Milena Canonero: la prima grande esposizione sulla scuola italiana del costume cinematografico, una delle grandi eccellenze nazionali che ha saputo fare incetta di Oscar.

Da fine gennaio, ai Musei Capitolini, «I giorni di Roma. L’età dell’angoscia», quarto appuntamento del ciclo dedicato ai cambiamenti di gusto, costume e mentalità nel corso dei secoli che videro fiorire la civiltà romana. Ara Pacis: il racconto dell’Eur e i banchetti della Roma imperiale «Eur, dal Fascismo alle Olimpiadi», da fine febbraio all’Ara Pacis: la storia di uno dei quartieri più noti di Roma dalla sua progettazione in occasione della mancata Esposizione Universale del 1942 fino ai Gioghi del 1960. Ancora a Palazzo Braschi, da fine marzo, «Feste Barocche», su concerti, strumenti, mostre e itinerari di quattro secoli fa. Il cibo (tema ricorrente anche a Roma durante Expo 2015) torna di scena all’Ara Pacis per la mostra sull’alimentazione nella Roma Antica (da metà giugno): rilievi, sculture, mosaici, affreschi e arredi da tavola, in ceramica bronzo e argento, nonché vari allestimenti multimediali, per raccontare le abitudini alimentari del mondo imperiale fino alla ricreazione, attraverso arredi originali, di un banchetto, momento conviviale più alto e simbolico del mondo antico. A ottobre, ai Musei Capitolini, «Raffaello, Parmigianino, Barocci», una mostra-confronto sul rapporto che Parmigianino e Barocci, vissuti in epoche diverse, instaurarono con Raffaello.

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

 

La più importante retrospettiva sulla produzione di linografie di Picasso mai realizzata prima: è di grande pregio il progetto espositivo che il Forte di Bard e il Museo Pablo Picasso di Münster dedicano ad uno dei geni del Novecento.

L’esposizione, dal 20 giugno al 26 ottobre 2014, curata da Markus Müller e Gabriele Accornero si propone come la più completa retrospettiva sulla produzione di linografie del maestro spagnolo mai realizzata in Europa, per ampiezza e alto valore qualitativo delle opere, in tutto oltre 140. Pablo Picasso è l’artista che, nel XX secolo, ha portato l’arte della stampa su linoleum ai più alti livelli stilistici, eccellendovi insieme con Henri Matisse. Grande importanza è data al processo creativo che portava il genio spagnolo a creare i suoi capolavori con la tecnica dell’incisione.

Un confronto interessante è dato dal dialogo con le ceramiche che in parallelo l’artista realizzava, sapientemente accostate, nel percorso espositivo, alle opere grafiche. Pezzi di pregio, provenienti dal Museo della Ceramica di Vallauris e da collezioni private. Contestualizza l’esposizione la raccolta di 30 immagini del fotografo di Picasso David Douglas Duncan e un filmato sul Maestro.


Info
T. + 39 0125 833811
Prenotazione visite guidate
T. + 39 0125 833817
prenotazioni@fortedibard.it
ORARI
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un progetto
Associazione Forte di Bard
Museo Picasso di Münster
Curatori
Markus Müller
Gabriele Accornero    
Partner istituzionali
Regione autonoma Valle d'Aosta
Compagnia di San Paolo
Fondazione Crt
Finaosta Spa
Mediapartner
La Stampa
Partner
Universo Bimbo

 

 

 

Monet, le emozioni del cuore

La mostra alle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia

“Monet au coeur de la vie” è il titolo dell’esposizione promossa dal Comune di Pavia, prodotta e organizzata da Alef, cultural project management, con il patrocinio del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Institut français di Milano. La mostra curata da Philippe Cros, presenta una selezione di opere provenienti da prestigiosi musei di tutto il mondo: dagli Stati Uniti d’America come il Columbus Museum of Art (Ohio) alla Francia come il Musée d’Orsay di Parigi, dal Sud Africa come la Johannesburg Art Gallery alla Romania come il Mnar di Bucarest, fino alla Lettonia come The Latvian National Museum of Art di Riga e da altre importanti sedi internazionali. Il pubblico avrà la possibilità di ammirare importanti opere di Claude Monet e di ripercorrere le tappe principali della sua produzione artistica, dalla formazione fino alla maturità. Un percorso espositivo innovativo ed emotivo offrirà inoltre al visitatore un’inedita modalità di avvicinamento anche alla sfera personale della vita del Maestro, consentendo al pubblico di scoprire l’”uomo” oltre che il grande artista. La mostra è un viaggio nel cuore della vita di Monet, raccontato attraverso le voci di sei personaggi chiave del suo percorso umano e artistico. Gli incontri, i successi, così come i momenti difficili sono stati ricostruiti sulla base di preziose lettere, provenienti dal Musée des Lettres e Manuscrits di Parigi ed esposte in mostra, in cui il pittore racconta particolari momenti e stati d’animo della sua vita. Lungo il percorso, una serie di suggestive videoinstallazioni predisporranno emotivamente il pubblico a rivivere i momenti fondamentali della vita di Monet e a comprenderne il rapporto con le opere presentate in mostra. Le parole e il racconto sono stati pensati in armonia con i video, i suoni, i profumi e le opere d’arte in modo da creare le condizioni più adatte a sollecitare le emozioni più profonde del visitatore. L’esposizione inizia con gli esordi della carriera artistica di Monet narrati da Adolphe Monet, il padre del pittore che ebbe con il figlio un rapporto piuttosto contrastato sia per la sua scelta professionale – soprattutto a causa delle sue idee indipendenti in contrasto con l’insegnamento dell’Accademia, sia per le sue scelte personali che sentimentali. Nella sala successiva sarà Eugène Boudin a far immergere il pubblico negli anni giovanili dell’artista, caratterizzati dai primi esperimenti di pittura en plein air e dalle scelte stilistiche innovative in contrasto con la pittura accademica dell’epoca.con la pittura accademica dell’epoca. Boudin, pittore francese e primo maestro di Monet, segnò profondamente il modo di fare pittura dell’artista al punto che Monet confesserà: “Se sono diventato pittore lo devo a Eugène Boudin.” In mostra alcune importanti opere di Boudin mostreranno il ruolo fondamentale del maestro nella formazione di Monet e nello sviluppo del suo stile, come dimostra l’opera Bateaux à Etretat (Barche a Etretat) (1883) in cui l’artista utilizza la stessa tecnica pittorica del suo maestro. Attraverso le dolci parole di Camille Doncieux, prima moglie e madre dei due figli di Monet, il visitatore potrà rivivere un periodo fecondo della vita professionale di Monet. Camille ebbe un ruolo centrale nella produzione dell’artista, dal 1860 al 1879, fu la sua musa e modella preferita, presente nella maggior parte delle sue tele fino alla prematura morte a soli 32 anni. Le gite ad Argenteuil, le passeggiate lungo la Senna e al mare con la famiglia furono molto stimolanti anche dal punto di vista artistico per Monet che consolidò ulteriormente la tecnica della pittura all’aria aperta e lo studio della luce, sperimentando anche nuovi soggetti come Bateaux de pêche à Honfleur (Barche di pescatori a Honfleur) (1866 ca.), La gare d’Argenteuil (La stazione di Argenteuil) (1872) e Printemps (Primavera) (1873), esposte in questa sezione. Durante il suo percorso artistico, Monet dovette affrontare una serie di avversità dovute alle difficoltà economiche, alle pesanti critiche dei classicisti e ai continui rifiuti da parte dei Salons. Questo periodo particolarmente frustrante per l’artista sarà raccontato da uno dei suoi più grandi sostenitori: Georges Clemenceau, il politico francese, primo Ministro dal 1906 al 1909 e dal 1917 al 1920 - con cui Monet strinse una forte amicizia soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Fu proprio Clemenceau, nel 1921, a commissionare a Monet le celebri Ninfee per l’Orangerie, definite la “Cappella Sistina dell’Impressionismo”. In questa sala, che vuole simbolicamente evocare il contrasto tra due differenti sistemi pittorici, il visitatore avrà la possibilità di mettere a confronto la pittura accademica esposta nei Salons rappresentata da opere come Paysage maritime (Paesaggio marittimo) di Jules Breton e Les Pyrénées (I Pirenei) di Marie Rosarie Bonheur, due artisti fortemente apprezzati dalla critica dell’epoca, con la tecnica innovativa utilizzata dal Padre dell’Impressionismo, rappresentata in mostra da alcune opere emblematiche come le marine Marine, Pourville (Marina, Pourville) (1881) e Le Cap Martin (1884). A corredo delle opere è esposto il celebre articolo, prestato eccezionalmente per la mostra dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, di Louis Leroy apparso sulla rivista Charivari del 25 aprile 1874 in cui comparve per la prima volta, in senso spregiativo e fortemente critico, il termine “impressionisti”. Il racconto prosegue con Alice Hoschedé, seconda moglie di Monet, che narrerà al visitatore dei viaggi intrapresi dall’artista per la continua ricerca di stimoli, ispirazioni e soggetti nuovi da riprodurre, come il soggiorno in Norvegia per la ricerca e lo studio degli effetti della neve. In questo periodo, dal 1880 al 1895, sono nati i più grandi capolavori di Monet, continuamente insoddisfatto dei suoi lavori e dei luoghi che visitava. Sono gli anni, in cui l’artista abbandona quasi del tutto la rappresentazione della figura umana per concentrarsi sul tema propriamente impressionista del paesaggio, con particolare interesse verso l’alone luminoso che circonda la natura. È proprio in questo periodo che Monet comincia a dipingere le celebri “serie” in cui il ruolo della luce diventa fondamentale per la composizione dell’opera come dimostrano Waterloo Bridge (Il ponte Waterloo) (1900) e la suggestiva Cathédrale de Rouen (La Cattedrale di Rouen) (1894), protagoniste di questa sezione. Il percorso espositivo chiude con le parole di Blanche Hoschedé, figlia di Alice e unica allieva di Monet con la quale il pittore instaurò un rapporto molto stretto nell’ultimo periodo dal 1914 al 1926 trascorso a Giverny: un luogo magico, in cui l’artista riuscì finalmente ad appagare il suo desiderio di tranquillità rurale. Monet au coeur de la vie - Scuderie del Castello Visconteo Viale XI Febbraio, 35 - 27100 Pavia dal 14/09/2013 al 15/12/2013 A cura di: Philippe Cros Catalogo: Silvana Editoriale Orari: Dal lunedì al venerdì: 9.00 – 19.00; Sabato, domenica e festivi: 9.00 – 20.00; La biglietteria chiude un’ora prima Biglietti: Intero: 15,00 euro; Ridotto: 13,00 euro; Ridotto speciale: 10,00 euro dal lunedì al venerdì nella fascia oraria 13.00 -14.00 e dal sabato alla domenica nella fascia oraria 9.00 - 10.00. Il costo del biglietto include l’app ufficiale della mostra, l’audioguida e l’ingresso alla Quadreria dell’Ottocento e Collezione Morone dei Musei Civici del Castello Visconteo di Pavia.

 

Prevendita biglietti: www.vivaticket.it

Informazioni: Tel:+39 0382 309879 - Tel:+39 02 45496874

www.scuderiepavia.com  - info@scuderiepavia.com 

 

Promossa da: Comune di Pavia Produzione e organizzazione: Alef – cultural project management Con il patrocinio di: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Ambasciata di Francia in Italia, Institut français di Milano Partner promozionale: Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi Sponsor: Italiana Assicurazioni e General Computer Media partner: QN - Il Giorno Sponsor tecnici: Trenord e Line Tasting partner: Bialetti Industrie – I caffè d’Italia Bialetti Relaxing partner: Living Divani Fragrance partner: Nova FragranzeFragrance designer Storytelling design: Story Factory Progetto video e realizzazione: N!03

 

 

 

 

 

 

Quel che più mi interessa non è né la natura morta, né il paesaggio, ma la figura. La figura mi permette ben più degli altri temi di esprimere il sentimento, diciamo religioso, che ho della vita Henri Matisse, 1908

Il genio di Matisse ha cambiato il corso dell’arte del Novecento, imprimendo la sua visione nuova ad ogni genere artistico. Nessuno di questi, però, l’ha affascinato quanto la rappresentazione della figura, soprattutto femminile, al punto da impegnarlo per l’intero arco della sua carriera in una ricerca incessante attraverso tutte le tecniche. A questo tema fondamentale è ispirata la mostra che Palazzo dei Diamanti dedica ad un gigante della storia dell’arte moderna. Oltre cento dipinti, sculture e opere su carta racconteranno l’avventura creativa grazie alla quale Matisse ha dato forma tangibile all’emozione risvegliata dai suoi modelli e al piacere stesso di ritrarli. Un’esplosione di gioiosa vitalità accende le icone giovanili, raggianti di colori puri, e fa danzare l’arabesco dei corpi nei capolavori della prima maturità. Lo stesso slancio percorre le opere dell’ultima fase, dove gli oggetti e l’ambiente sembrano risuonare dell’energia emanata dalla figura. A nutrire l’immaginario dell’artista è soprattutto la presenza della modella nel suo studio. Ora è catturato dal mistero del suo volto, che rivive in ritratti dal fascino magnetico, ora si lascia sedurre dai riflessi di luce sulla sua figura e sugli arredi esotici che la circondano, dando vita ad immagini che sono un inno alla bellezza e all’arte. Al pari di Picasso, Matisse si è ispirato al più antico dei temi artistici, quello della figura e ne ha sovvertito la rappresentazione tradizionale: con semplici sagome colorate ha composto sinfonie di forme quasi astratte che si espandono in uno spazio infinito. Queste creazioni incarnano l’essenza dell’arte di Matisse, capace con pochi segni di toccare le corde più profonde dell’animo umano e di infondere un sentimento di perfetta armonia, esercitando una straordinaria influenza sugli artisti del suo tempo e delle generazioni a venire.

 

Matisse, la figura La forza della linea, l'emozione del colore

Ferrara, Palazzo dei Diamanti, 22 febbraio - 15 giugno 2014

Mostra a cura di Isabelle Monod-Fontaine, organizzata da Fondazione Ferrara Arte

Info Ufficio Informazioni e prenotazioni

Mostre e Musei tel. 0532.244949 fax 0532.203064

e-mail diamanti@comune.fe.it 

Orari di apertura

Aperto tutti i giorni, feriali e festivi, lunedì incluso: 9.00-19.00 orario continuato

1 giugno - tutti i giorni dal 5 al 15 giugno

Ufficio stampa Studio ESSECI di Sergio Campagnolo tel. 049.663499 fax 049.655098 e-mail: info@studioesseci.net  www.studioesseci.net
 

 

 

 

 

 

Mostra Vassily Kandinsky Milano

17 dicembre – 4 maggio 2014

Dal 17 dicembre 2013 al 4 maggio 2014 Palazzo Reale di Milano ospiterà un’importante retrospettiva dedicata all’artista russo Vassily Kandinsky.
L’evento si pone l’obiettivo non solo di celebrare il grande pittore ma anche di fornire la giusta chiave di lettura per interpretare l’unicità della sua arte.

 

kandinsky

 

VASSILY KANDINSKY. La collezione dal Centre Pompidou di Parigi

Considerato il principale esponente dell’astrattismo e impegnato nel movimento espressionista, attraverso le sue opere, Kandinsky aveva la capacità di raggiungere valori di libera poesia (cit.Treccani.it). Durante la sua formazione si occupò di letteratura, musica, etnografia. Le sue passioni lo portano a credere fermamente nella rappresentazione delle emozioni musicali e nella valorizzazione simbolica del colore:

Per questo motivo nel 1911 fonda Der Blaue Reiter (Il cavaliere blu), un movimento che promuove il rapporto tra arte moderna e musica, in cui le associazioni spirituali e simboliche del colore dovevano riuscire ad arrivare, come una musica, all’anima dell’osservatore.

La mostra di Vassily Kandinsky comprende 100 opere provenienti dal Museo Centre Pompidou di Parigi, organizzate in tre grandi gruppi denominati con espressioni musicali, come molte delle sue opere: impressioni, improvvisazioni, composizioni.

 

 

Info mostra Kandisnky Milano

Dove
Milano, Palazzo Reale

Quando
Dal 17 dicembre 2013 al 4 maggio 2014

Orario
Lunedì: 14.30–19.30
Dal martedì alla domenica: 9.30-19.30
Giovedì e sabato: 9.30-22.30

Ingresso
Intero > € 11,00
Ridotto > € 9,50

Per maggiori informazioni: www.comune.milano.it/palazzoreale

 

 

 

LONDRA - Londra festeggia il centenario della nascita di Emilio Greco prima di Roma: la Estorick Collection celebra con una mostra il grande scultore italiano, nato a Catania nell'ottobre 1913, con una mostra alla quale a breve fará eco una rassegna al Museo di Roma Palazzo Braschi.


"Maria Baldassarre" 1967"Sacro e profano", il titolo della mostra londinese, rivela le due anime dell'opera di Greco, sempre figurativa e chiaramente ispirata dalla tradizione etrusca, greca e romana che aveva studiato e ammirato da ragazzo. La parte "profana" é quella delle sculture forse piú note dell'artista, le monumentali statue di donne nude, i busti classici, il massiccio lottatore, il giocoso Pinocchio trasformato da marionetta di legno in "bambino vero" con il quale vinse un concorso nazionale nel 1953.
La parte "sacra" é invece quella delle importanti commissioni religiose ricevute da Greco, come dal suo contemporaneo Giacomo Manzù, tra le quali una scultura per San Pietro a Roma per commemorare Papa Giovanni XXIII e una serie di monumentali porte per il Duomo di Orvieto ispirate al Rinascimento toscano e in particolare ai bassorilievi di Donatello.
Questi due aspetti dell'opera di Greco, apparentemente contrastanti, come spiega Roberta Cremoncini, direttrice della Estorick Collection, «sono in realtá complementari. Greco diceva di credere nell'Uomo, affermazione che rifletteva la sua profonda convinzione sulla presenza di una componente divina nell'esperienza umana, e viceversa. Questa sua filosofia viene trasmessa efficacemente e magnificamente in tutte le sue opere».
Dopo gli anni di apprendistato come marmista, Greco si era trasferito dalla Sicilia a Roma, dove ha insegnato scultura per diversi anni prima che la sua crescente fama lo portasse a dedicare piú tempo alla sua opera. Nel 1956 vinse il premio per la scultura alla Biennale di Venezia. Un critico d'arte all'epoca scrisse che la bellezza era la vera religione di Greco, l'ispirazione dietro la straordinaria combinazione di sensualitá e calma, espressivitá e maestositá delle sue statue, massicce e delicate al tempo stesso.
La Estorick mostra numerosi studi per le grandi commissioni, sia statue in bronzo che disegni preparatori che mostrano l'abilitá di Greco nel creare schizzi che sembrano quasi avere il volume e la tridimensionalitá di una statua. La statua Nudo accovacciato del 1956 é la stessa che, in versione ingrandita, troneggia a Carlos Place, nel centro di Londra, dono del presidente della Repubblica italiana alla cittá di Westminster nel 1987. Ora nel centenario della nascita lo scultore siciliano ha conquistato uno spazio maggiore nel cuore della capitale britannica.

Emilio Greco: Sacred and Profane
25 settembre – 22 dicembre 2013
Estorick Collection, Londra
www.estorickcollection.com

 

 

Visioni oniriche a Monaco di Baviera

A partire dal 1960, l'imprenditore della moda Theo Wormland (1907-1983), fondatore di un popolare marchio di abbigliamento tedesco, inizia a raccogliere capolavori d'arte surrealista, dando vita, alla fine, a una delle più importanti collezioni private del genere in Germania, e forse non solo. Nel 1983, il mecenate decide di donare le opere di Max Ernst, Salvador Dalì, René Magritte, Richard Oelze e Pablo Picasso, insieme a un cospicuo tesoretto, alle collezioni pittoriche dello Stato bavarese. Nasce così uno dei nuclei tematici della futura Pinakothek der Moderne, la prestigiosa galleria d'arte moderna di Monaco di Baviera che sarà inaugurata nel 2002, dopo lunghi anni di lavori. A trent'anni da quel fondamentale lascito, il museo rende omaggio a Theo Wormland con una mostra dal titolo «Dream visions», in calendario dal 14 settembre 2013 al 26 gennaio 2014. Un'occasione unica per ammirare, tutte insieme, le settanta opere S'incontra, ad esempio, Magritte con la «La chiave dei sogni» (1927), primo di una serie di dipinti che uniscono, quasi sempre senza correlazione logica, immagini e parole (una borsa diventa "Il cielo", una foglia è "Il tavolo" e così via), creando un effetto di straniamento nell'osservatore e invitandolo a riflettere sull'interpretazione della realtà. Ma vi sono anche vere e proprie icone del Surrealismo, come «L'angelo del focolare» (1937) di Max Ernst, con quella figura allegorica terrificante a rappresentare la potenza distruttrice della guerra, o «L'enigma del desiderio - mia madre, mia madre, mia madre» (1929) di Salvador Dalì, in cui il sogno, ossessivo e morboso, dell'artista assume le sembianze della madre. Inoltre, la collezione vanta diversi quadri e sculture appartenenti alla cosiddetta arte neo figurativa, che tra gli anni '50 e '70 del Novecento si proponeva di rappresentare oggetti e persone reali, reinterpretati in chiave fantastica. Ecco esposte, allora, le figure deformate di Fernando Botero, o i personaggi primordiali e archetipici di Horst Antes.
Curata da Oliver Kase, e realizzata in collaborazione con la Fondazione Theo Wormland, la mostra è accompagnata da un catalogo e da una guida multimediale, in tedesco e in inglese.

14.09.2013-26.01.2014
Pinakothek der Moderne, München
http://www.pinakothek.de

 

 

 

 


RENOIR - DALLE COLLEZIONI DEL MUSEE DORSAY E DELLORANGERIE
ATTIVITA' IN MOSTRA CON LABORATORIO
ATTIVITÀ IN MOSTRA CON LABORATORIO A CURA DEL DIPARTIMENTO EDUCAZIONE GAM
RENOIR - DALLE COLLEZIONI DEL MUSEE D’ORSAY E DELL’ORANGERIE

23 ottobre 2013 - 23 febbraio 2014



Un importante accordo siglato con il Musée d'Orsay di Parigi, porterà alla GAM, dall’ultima settimana di ottobre a febbraio, una importante mostra dedicata a Pierre Auguste Renoir (1841-1919), nato a Limoges da famiglia modesta l’artista dopo iniziali difficoltà si afferma nell’ambiente parigino degli anni Ottanta dell'Ottocento. Annoverato tra i pionieri dell’Impressionismo francese insieme a Monet, Manet, Degas; Pisarro, Sisley, Cézanne si allontanerà dal gruppo per ricercare diverse soluzioni artistiche. Ripensa al passato e lo traduce in esperienze che gli permettono di trovare nuove armonie e soddisfare la sua inesauribile passione per la pittura. La sua produzione artistica importante sia da un punto di vista qualitativo, sia quantitativo gli permesso di raggiungere riconoscimenti mondiali. La mostra sarà un evento espositivo di grande richiamo e quindi un’opportunità per il Dipartimento Educazione GAM per proporre un ventaglio di attività dedicate a scuole, famiglie e gruppi di persone disabili. Qui di seguito, si evidenziano le linee guida dei percorsi in mostra con laboratori e materiali strutturati a cura del Dipartimento Educazione GAM. Le attività saranno declinate in relazione alle diverse tipologie di pubblico e alle età dei partecipanti e si articoleranno all’interno della mostra Renoir attraverso alcune scelte tematiche di opere e specifiche attività di laboratorio realizzate nell’Area Education GAM.

ATELIER CHAPEAUX ET PHOTOS
Il Dipartimento Educazione GAM e FIAF presentano due giorni di arte e creatività non-stop organizzati in collaborazione con Accademia Albertina, Primo Liceo Artistico di Torino, Senior Civici e la sponsorizzazione tecnica EPSON
Domenica 19 gennaio, ore 11-18 attività aperta a tutti i visitatori GAM
Lunedì 20 gennaio, ore 10-17 attività riservata alle scuole
Il Dipartimento Educazione della GAM e FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) presentano il progetto “Atelier Chapeaux et Photos”. L’iniziativa rientra nel ricco programma di attività didattiche che la GAM propone in questi mesi in occasione della mostra Renoir. Dalle collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie.
Il cappello, filo conduttore del progetto, è infatti un elemento ricorrente nelle opere di Renoir, artista che si distinse dalla visione più paesaggistica degli altri Impressionisti poiché dedicò molta della sua produzione artistica ai ritratti.
Il progetto prevede una prima fase durante la quale tutto il pubblico è invitato a scattare e inviare al Dipartimento Educazione della GAM delle fotografie digitali che abbiano come protagonista il cappello, ritratto in primo piano oppure indossato.
Le foto possono essere inviate entro il 31 gennaio 2014 all’indirizzo e-mail del Dipartimento Educazione GAM (gamdidattica@fondazionetorinomusei.it).
Le migliori foto pervenute saranno esposte in un’installazione collettiva work in progress allestita nell’Education Area della GAM.

Il progetto prevede inoltre due appuntamenti interattivi in museo: il primo, domenica 19 gennaio, aperto a tutti (ore 11-18) e il secondo, lunedì 20 gennaio, riservato alle scuole (ore 10-17).
Durante i due incontri i partecipanti potranno osservare un nucleo di opere fotografiche e un video della Collezione GAM prodotti nella seconda metà del Novecento che presentano soggetti molto diversi, ma accomunati dalla presenza d’immagini di cappelli. La selezione comprende: Irving Penn Picasso, Ugo Mulas Marcel Duchamp, Bar Jamaica, Gianni Berengo Gardin Gran Bretagna, corse di Ascot, Nino Migliori Gente dell’Emilia, Mario Cresci Assemblea per il piano regolatore, Tricarico (Matera), Ferdinando Scianna Enna, processione del venerdì santo e il video di John Baldessari Folding Hat.
L’Area Education ospiterà inoltre una piccola esposizione di cappelli-scultura realizzati dagli studenti del Primo Liceo Artistico che frequentano l’indirizzo arti figurative. In questo ambiente ricco di stimoli creativi il pubblico potrà provare i cappelli realizzati dal Dipartimento Educazione per la Chapellerie Atelier, uno spazio appositamente creato all’interno dell’Area Education per svolgere il ricco programma di attività legate alla mostra rivolte a scuole, famiglie, disabili e a tutte le persone di ogni età e provenienza.

Durante le due giornate i partecipanti potranno farsi fotografare nella Chapellerie e negli allestimenti realizzati in occasione della mostra dedicata a Renoir. Per le scuole che parteciperanno all’incontro di lunedì 20 gennaio l’attività prevede inoltre la realizzazione pratica in laboratorio di cappelli personalizzati. Grazie alla collaborazione tecnica di Epson, le fotografie saranno stampate in formato cartolina e una copia verrà immediatamente consegnata alla persona ritratta come testimonianza della partecipazione al progetto. Le migliori fotografie scattate nel corso delle due giornate andranno a comporre la grande installazione collettiva insieme a quelle ricevute dal Dipartimento Educazione GAM via mail.

Le fotografie digitali verranno raccolte fino al 31 gennaio 2014: all’indirizzo e-mail del Dipartimento Educazione GAM gamdidattica@fondazionetorinomusei.it.
Domenica 19 gennaio, ore 11-18 - attività aperta a tutti i visitatori GAM
Lunedì 20 gennaio, ore 10-17 - attività riservata alle scuole
Costo dell’attività: € 3
Info e prenotazioni: Dipartimento Educazione GAM tel. 0114429544/46/47

CHAPEAU RENOIR!
Renoir si distingue dalla visione più paesaggistica degli altri Impressionisti perché ha dedicato molta attenzione alla rappresentazione delle figure umane diventando ritrattista su commissione e intorno al 1880, il suo quadro Madame Charpentier con i figli ha registrato il compenso più alto del periodo. Chapeau Renoir! I complimenti vengono spontanei scoprendo la sua storia “illuminata” dalla grande passione per la pittura, dalla voglia di vivere - nonostante la malattia – espressa dal cromatismo vibrante delle sue opere e dalla scelta di soggetti gioiosi dipinti in ambienti esterni per esaltare l’impressione del variare della luce naturale. L’attività permetterà di conoscere la famiglia Renoir e una selezione di dipinti tratti dalla sua ampia produzione artistica nella quale l’elemento cappello è ricorrente. Nella sua biografia compaiono molte foto che lo ritraggono con svariati cappelli ed è nota, come ricorda Suzanne Valadon, la passione di Renoir per i copricapo femminili che faceva realizzare appositamente per le sue modelle (scheda: Il cappello appuntato 1892, da Catalogo Skira 2008 mostra Roma Vittoriano). Il cappello, inoltre, è protagonista della moda francese della Belle epoque e sarà il filo conduttore sia del percorso in mostra, sia delle attività di laboratorio.

NOTE DI COLORE
La collezione di opere di paesaggio di Renoir di proprietà del Musée d'Orsay è probabilmente da un punto di vista qualitativo, la più significativa a livello internazionale. La sezione allestita alla GAM ne comprende dieci, che ripercorrono un arco cronologico esteso. "L'ambiente circostante esercita su di lui un'influenza enorme - diceva di Renoir il fratello Edmond - si lascia trascinare dal soggetto e soprattutto dal luogo in cui si trova". I tocchi delle sue pennellate rimandano al colore e al timbro delle moderne note sonore, fortemente legate alle impressioni della natura, del compositore Claude Debussy. Nella musica come nella pittura i contorni diventano sfuggenti proprio per comunicare atmosfere e sensazioni vaghe. Debussy concepisce un progressivo dissolversi delle tradizionali forme musicali in favore di pezzi brevissimi che si connotano come macchie sonore. Nei manoscritti critici Debussy ritorna incessantemente sul nesso tra suono e immagine e nell’interdipendenza delle arti. Dopo aver visitato in mostra la sezione dedicata ai paesaggi, nell’Area Education GAM, accompagnati da una selezione di brani musicali di Debussy, i partecipanti all’attività potranno dipingere paesaggi ispirati dalle note del compositore e pianista francese e dai colori di Renoir.

LA VITA E’ UN MAZZO DI FIORI
“Quando mi accingo a dipingere un mazzo di fiori cerco sempre di soffermarmi sull’aspetto che non avevo previsto”. Renoir Particolari visivi e armonie irregolari della natura sono gli argomenti scelti per questa attività del Dipartimento Educazione della GAM che si sofferma sulla piccola ma preziosa sezione della mostra di Renoir dedicata ai fiori: bouquet e nature morte caratterizzate da una tavolozza di molteplici colori, pennellate veloci, vellutate, morbide e delicate che evocano la consistenza e il profumo dei fiori stessi. L’artista dipinge soprattutto fiori e frutti appena colti e pieni di vita, sottolineando quanto la loro bellezza trasmetta gioia di vivere ma anche provvisorietà, elemento che corrisponde alla brevità della sensazione visiva. I boccioli di rose sono i preferiti da Renoir che afferma “quando dipingo fiori, sperimento audacemente tonalità e valori cromatici senza preoccuparmi di rovinare la tela, non oserei fare lo stesso con una figura perché avrei paura di distruggere tutto”. La sua esperienza nella decorazione di porcellane lo porta a dipingere i petali come pennellate di colore armoniche, realizzate rapidamente enfatizzando la diversità delle forme e mettendo in evidenza la seguente concezione: “Il principio fondamentale della natura è l’irregolarità”. Se la vita per Renoir è un mazzo di fiori nulla è dunque più vivo delle sue “nature morte”!

L’APRÈS _ MIDI BELLE ÉPOQUE
Da Novembre sono aperte le prenotazioni alla nuova Proposta GAMEducation e GERLA 1927 per il Pomeriggio Belle Époque con laboratori per bambini centrati sulla mostra Renoir e prelibata merenda in compagnia
In occasione della mostra dedicata a Renoir GAMEducation e GERLA 1927 inaugurano una nuova collaborazione per proporre alle famiglie originali pomeriggi creativi rivolti a gruppi di bambini. Le famiglie interessate a regalare ai propri figli e ai loro amici una giornata diversa, possono formare un gruppo e prenotare una stimolante attività che comprende: un itinerario tra i capolavori dell’Impressionismo, un’attività creativa ed espressiva divertente e adatta alla fascia d’età dei partecipanti e una prelibata merenda preparata da GERLA .

I Gruppi devono essere costituiti da 20 partecipanti e i giorni disponibili per svolgere l’attività da novembre a febbraio sono:

GIOVEDI' E VENERDI' dalle ore 16,00 alle 17,00
merenda (pagamento alla pasticceria GERLA) dalle 17,00 alle ore 19,00 itinerario in mostra e attività creativa
SABATO dalle 14,30 alle 16,30 itinerario in mostra e attività creativa; 16,30-17,30 merenda (pagamento alla pasticceria GERLA)

Costi per gruppi di 20 bambini fino ai 6 anni: € 85 attività + € 60 merenda
Costi per gruppi di 20 ragazzi dai 7 anni in poi: € 100 ingresso mostra + € 85 attività + € 60 merenda

Per informazioni e prenotazioni:
Dipartimento Educazione GAM da lunedì a venerdì tel. 011 4429546/7 fax 011 4429503 e-mail: flavia.barbaro@fondazionetorinomusei.it   infogamdidattica@fondazionetorinomusei.it

Tariffe scuole mostra Renoir:
attività € 85 a classe + ingresso € 5 a studente Tariffe famiglie mostra Renoir: attività € 7 tariffa bambino + ingresso famiglie La prenotazione delle attività è obbligatoria, può essere effettuata di persona, telefonicamente o tramite e-mail e va confermata almeno dieci giorni prima della data concordata utilizzando l’apposito modulo disponibile online: http://www.gamtorino.it/contenuto2.php?pag=31

 

 

 

 

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