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André Derain 1880 - 1954
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Nato in una famiglia borghese, studiò a Parigi, all'Académie Carrière, dove incontrò "Henri Matisse" e M. de Vlaminck. Con essi fu protagonista, tra 1905 e 1906, del gruppo "Fauve" che si caratterizzava per la sommarietà della figurazione e la violenza antinaturalistica dei colori applicata a paesaggi e vedute urbane "Il ponte di Charing Cross" 1906, Parigi, Musée d'Orsay, e alle figure "Donna in camicia" 1906, Statens Museum for Kunst, Copenhagen. Intorno al 1907 avviò una semplificazione delle forme di derivazione "cézanniana" ma anche influenzata dall'amicizia con "Picasso" e "Braque" "Bagnanti" 1907, New York, Museum of Modern Art, che via via andò contaminando con suggestioni dei primitivi francesi e della scultura africana, indirizzandosi verso l'arcaismo asciutto e monumentale del periodo (1911-13) detto "Gotico" o bizantino, nel quale reinterpretò senza neotradizionalismi linguaggi prerinascimentali, in consonanza con l'espressionismo tedesco "Sabato" 1913, Mosca, Museo Puskin; "L'offerta" 1913, Brema, Kunsthalle. Negli anni del dopoguerra, in polemica col proliferare di movimenti «antiartistici» come il "Dada" e il "Surrealismo" continuò in una linea di figurazione virandola in chiave "Neoclassica" "Arlecchino e Pierrot" 1924, Parigi, Musée de l'Orangerie, in un certo senso in parallelo con i maestri italiani del novecentismo. La vasta produzione della sua maturità è caratterizzata da un naturalismo che combina originalmente "Caravaggio" e "Cézanne" in interni con figure, nudi, nature morte, scene mitologiche e sacre "Il pittore e la sua famiglia" 1939 circa e il "Ritratto di Matisse" 1905, alla Tate Gallery di Londra. |
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