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Dalì Salvador Felipe Jacinto
(Figueras, Gerona. 1904-89) pittore spagnolo. A Madrid frequentò la
Scuola di belle arti e incontrò, fra gli altri, Federico Garcia Lorca e
Luis Bunuel. La sua pittura fu contrassegnata via via da suggestioni
"Futuriste" (1920),
"Metafisiche" (1923) e
"Cubiste" (1925) mescolate alla
grande ammirazione per Meissonnier, finché non vide, in riproduzione,
opere di "Max Ernst"
"Juan Mirò" e soprattutto Yves Tanguy.
Il 1927 fu l'anno del suo primo quadro "Surrealista" "Il sangue è più dolce del
miele". Nel 1928, a
Parigi, conobbe "Picasso"
"Mirò" André Breton e Paul Éluard che lo
orientarono verso il "Surrealismo",
in un secondo soggiorno parigino entrò in contatto tramite l'amico
"Juan
Mirò" con i "Surrealisti" e i
"Dadaisti" creando queste ed altre opere:
"Uccello" del 1928, collezione privata di Sir A. Roland Penrose a
Londra; "Enigma del desiderio" del 1929, collezione privata di O. Schlag
in Svizzera; "Nascita dei desideri liquidi" del 1932, collezione privata
di P. Guggenheim a Venezia.cui di fatto aderì l'anno successivo.
Egli ne diede tuttavia un'interpretazione estremamente personale,
caratterizzata da quello che egli stesso definì un "metodo
paranoico-critico" fondamento di una pittura che echeggia tematiche
psicoanalitiche freudiane condotta secondo una maniera che mescola i
modelli di "Giorgio de Chirico"
"René Magritte"
"Max Ernst" Yves Tanguy,
con risultati virtuosisticamente illusionistici caratterizzati da
incongrui e sorprendenti accostamenti di figure, cose, situazioni, in
una dimensione visionaria e onirica "Persistenza della memoria" 1931,
New York, Mus. of Modern Art
"Nascita dei desideri liquidi" 1932,
Venezia, Collezione Guggenheim "Il grande paranoico" 1936, Rotterdam, Boymans-Van Beuningen Museum.
Parallelamente Dalì collaborava con Bunuel
alla sceneggiatura di due film, "Un chien andalou" (1928) e "L'àge d'or"
(1930) più tardi avrebbe progettato la scena di una sequenza onirica del
film di A. Hitchcock "Io ti salverò" e scriveva sulle riviste
"Minotaure" e "Cahiers d'art". Nel 1934, sconfessato da Breton,
abbandonò il gruppo surrealista parigino. Il distacco si fece più netto
nel 1939, quando Dalì si stabilì negli Stati Uniti: là egli trascorse
gli anni della guerra e pubblicò nel 1942 la propria autobiografia, "La
vita segreta di Salvador Dali". Nel dopoguerra la sua produzione è
continuata sempre più copiosa, anche nel campo dell'illustrazione e
della grafica.
Celebri sono le illustrazioni per il "Don Chisciotte" la Divina Commedia e la
Bibbia e altrettanto famosi i suoi gioielli "Corazòn Real" del 1952 e "La
bocca con labbra di rubini e denti di perle" ora esposta in The Owen
Cheatham Foundation a New York. Tra le opere più significative:
"Venere e Cupido" del 1925;
"Presagio della guerra civile" del 1936;
"Tentazione
di Sant'Antonio" del 1946
"Ritratto
di Picasso" del 1947;
"Leda atomica" del 1948;"L'ultima
cena" 1955
"Il concilio ecumenico" del 1960;
"San
Giorgio e il dragone" del 1962 "La Battaglia di Tetuan" del 1962;
"Apparizione
di Venere" del 1970.
Ascolta la biografia di Salvador Dalì letta da Ciro Imparato de
La voce.net
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