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CORREGGIO                                                                                         English version

 (Antonio Allegri) (1489-1534)

     
Correggio  "Ecce Homo" National Gallery at London. Correggio  "Danae" 1531 ca. olio su tela cm. 161x193, Galleria Borghese, Roma. Correggio  "Madonna della cesta " National Gallery, London. Correggio  "Venere, Satiro e Cupido" c.1525. Olio su tela, Museo del Louvre, Parigi, Francia. Correggio  "Adorazione del Bambino" c. 1520 Olio su pannello, 81 x 77 cm. Galleria degli Uffizi, Firenze. Correggio  "Sosta durante la fuga in Egitto" c. 1520 olio su tela, 123.5x106.5 cm. Galleria degli Uffizi, Firenze.

         

Correggio (Antonio Allegri detto Il Correggio) Reggio Emilia, 1489 - 1534. Della sua vita appartata, trascorsa quasi tutta a Correggio tranne un prolungato soggiorno a Parma, abbiamo poche notizie costituite quasi esclusivamente da contratti di lavoro e ricevute di pagamenti; i primi noti sono quelli del 1514 per una pala nella chiesa francescana di Correggio (Madonna di San Francesco, Dresda, Gemaìdegal) e per le ante d'organo (perdute) del monastero di San Benedetto Po (dove gli vengono riferiti con dubbio, alcuni affreschi); segue quello del 1517 per la perduta pala di Albinea (Reggio Emilia). Dalla sua posizione «di provincia» il Correggio elabora con fervida vivacità intellettuale un linguaggio pittorico tra i più ricchi e originali nel rinnovamento artistico del primo Cinquecento, capace di dare stimoli non solo al suo secolo, ma anche al successivo. La sua formazione, dopo una fase di semplice apprendistato, si svolge dalla prima determinante esperienza dell'ambiente mantovano, con l'illusionismo prospettico del Mantegna e il garbato classicismo del Costa, ai successivi arricchimenti forniti dalla conoscenza dello sfumato leonardesco e del tonalismo di Giorgione, dallo studio di Raffaello (meditato dapprima sulla Madonna Sistina a Piacenza e poi durante un sicuro, benché non documentato, viaggio a Roma, probabilmente nel 1518). Il Correggio è capace di risolvere la sua vasta e complessa ricerca culturale in una pittura di una freschezza e tenerezza che continuamente si rinnovano, capace di conquistare lo spettatore con la naturale affabilità degli atteggiamenti e la preziosa delicatezza delle gamme cromatiche. L'orientamento a superare la severità mantegnesca mediante la sperimentazione degli spunti più recenti e innovativi si manifesta nella produzione giovanile, nelle ariose e articolate composizioni della Madonna con santa Elisabetta (Filadelfia, Johnson Collection), della Natività e dell''Adorazione dei Magi (Milano, Brera), della Madonna di san Francesco di Dresda, così come nella lirica interpretazione del tema della Madonna col Bambino in un paesaggio, offerta dalla cosiddetta Zingarata (1517 ca, Napoli, Museo di Capodimonte). I suoi molteplici interessi maturano con definitiva certezza nella splendida decorazione della Camera della Badessa Giovanna da Piacenza, nel monastero di San Paolo a Parma (1518-19 ca): le allusioni araldiche e le rievocazioni mitologiche sono sviluppate senza il minimo impaccio pedantesco nella festosa atmosfera della pergola fiorita che si inarca sopra le lunette a monocromo della base, un'invenzione nella quale sono liberamente e originalmente riassorbiti i ricordi della Camera degli Sposi del Mantegna, della Sala delle Asse di Leonardo e soprattutto della Loggia della Farnesina di Raffaello. Ma il Correggio è anche capace di reggere con grande energia la dimensione monumentale, come dimostra nella decorazione affrescata della cupola di San Giovanni Evangelista a Parma (1520-23; distrutto è invece l'affresco che ornava un tempo il catino absidale: frammento alla Galleria Nazionale di Parma): qui l'esperienza romana viene maturata e superata dall'eliminazione di ogni supporto architettonico in favore del libero e dinamico comporsi delle figure nello spazio.

Correggio  "Natività 1510 ca. Olio su tela, 79x100cm. Pinacoteca di Brera, Milano. Artinvest2000: Correggio  "Il matrimonio mistico di Santa Caterina" c. 1520, tavola, 105x102 cm. Museo del Louvre, Parigi. Correggio  Ritratto di giovane uomo, olio su legno, Museo del Louvre, Parigi. Correggio "La Maddalena" c. 1518-19 Olio su tela, 38.1 x 30.5 cm. Galleria Nazionale, Londra. Correggio "Leda con il cigno" 1531-32, olio su tela, 152 x 191 cm. Staatliche Museen, Berlin.

Questo principio innovatore - che avrà grandi conseguenze nel secolo seguente - troverà la sua espressione più compiuta pochi anni dopo nella vertiginosa Assunzione della Vergine nella cupola del Duomo di Parma, commissionatagli nel 1522 e completata nel 1526-30. Qui la raffigurazione, innestata su un finto parapetto marmoreo, si dilata in un turbinoso agitarsi di corpi scorciati, inglobati in volute concentriche di nubi mediante morbidissimi chiaroscuri che annullano ogni effetto di spazio reale. In questi anni parmigiani si colloca un cospicuo gruppo di opere molto significative: la ricerca di nuovi moti affettivi e di espressioni estatiche nelle due tele già nella Cappella Dei Bono, Martirio di quattro santi e Compianto (1522-25, ora alla Galleria Nazionale di Parma); gli studi degli effetti di luce nella dorata atmosfera meridiana della Madonna di san Gerolamo detta il giorno (1523-28, Galleria Nazionale di Parma) e nel suggestivo «notturno» della pressoché contemporanea Adorazione dei pastori detta La notte (Dresda, Gemaìdegal) che propongono anche la dinamica struttura compositiva in diagonale; la Madonna della cesta (Londra, National Gallery) e la Madonna della scodella (Galleria Nazionale di Parma); la sontuosa Madonna di san Giorgio, anch'essa a Dresda (1530 ca) che tanti spunti darà alla successiva generazione manierista. La più importante impresa degli ultimi anni del Correggio riguarda la serie di tele con gli amori di Giove commissionatagli dal duca di Mantova, pare per farne dono a Carlo V; tra il 1531 e il 1534 l'artista dipinse le storie di Leda (Staatliche Museen zu Berlin) Io e Ganimede (Vienna, Kunsthistorisches Museum) e Danae (Roma, Galleria Borghese) interpretando i temi mitologici con sottile, inimitabile erotismo e straordinaria felicità pittorica.

Correggio  "Mercurio con Venere e Cupido" Olio su tela. The National Gallery, London, UK. Correggio  "Noli me tangere" c.1522-1525. Olio su tela. Museo del Prado, Madrid, Spagna. Correggio  "Adorazione dei Magi" 1516-18, Olio su tela, 84x108 cm. Pinacoteca di Brera, Milano. Correggio  "Gli apostoli Pietro e Paolo" 1520-24, affresco: dettaglio della cupola della Chiesa di San Giovanni Evangelista a Parma. Correggio  "Deposizione dalla croce" 1525, Olio su tela, 158,5 x 184,3 cm. Galleria Nazionale, Parma. Correggio  "Madonna del latte" Olio su tela. Szepmuveseti Muzeum, Budapest, Hungary.

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Correggio  "Natività" 1528-30, olio su tela, 256,5 x 188 cm. Gemäldegalerie, Dresden.

Correggio  "Ganimede" 1531-32, olio su tela, 163,5 x 70,5 cm. Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Correggio  "Martirio di quattro Santi" Galleria Nazionale, Parma.