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Canale Attilio

 Attilio Canale, appassionato di pittura fin da ragazzo, avrebbe desiderato studiare Belle Arti, ma i suoi genitori vollero che seguisse la carriera di ufficiale di marina, cosa che fece. Tale lavoro lo portò a viaggiare in paesi lontani come l'India, il Giappone, l'America, l'Africa. Durante questo lungo errare provò a fissare sulle tele i suoi stati d'animo, riproducendo atmosfere e paesaggi che si offrivano al suo sguardo. Mai soddisfatto dei propri lavori, era solito distruggerli subito dopo averli eseguiti, oppure regalarli alla prima persona che glieli richiedeva.

Successivamente smise di navigare e si occupò nell'industria; l'impatto con questa nuova esperienza gli fece capire una cosa di grandissima importanza: che la sua vera vocazione era quella di dedicarsi interamente alla pittura.

Cosi cominciò seriamente a studiare disegno e scienza del colore, impiegando ogni ora libera per dipingere. Dopo alcuni anni preparò la sua prima personale che riscosse un vivo successo di pubblico e di critica. Successivamente, incoraggiato da amici ed estimatori e da consensi sempre più lusinghieri, lasciò definitivamente I'industria per dedicarsi unicamente all'arte.

 

Attilio Canale "Alpi"

Salviamo il giorno prima.

Il pittore come artista ha in se una capacità intuitiva che gli consente di interpretare il proprio tempo e di cogliere le ansie, le aspettative e le più segrete aspirazioni della sua epoca esprimendole in immagini pittoriche che, attraverso la poesia, suggeriscono al fruitore nuove proposte e soluzioni ai problemi che affliggono il vissuto di ciascuno.

Di tale assunto costituisce una felice conferma la produzione artistica di Attilio Canale che, spinto da un forte sentimento della natura incontaminata, ha saputo interiorizzare l'intensa emozione suscitata dallo spettacolo del creato e l'ha trasfusa nella sua produzione intuendo l'impellente necessità di preservare la bellezza dagli scempi e di ristabilire il sodalizio tra l'uomo e il suo ambiente spezzato da un irrazionale sviluppo.

Le opere di Attilio Canale esprimono dunque l'esigenza di un mondo purificato dal degrado che affligge la nostra epoca e sembrano gridare: "Salviamo il giorno prima".

Prima che sia troppo tardi, prima che l'umanità, dimentica delle esigenze ambientali, si rinchiuda in se stessa come in un bozzolo che potrebbe generare soltanto la crisalide della propria morte.

Questa raccolta di opere costituisce dunque un punto nodale della maturazione artistica di Attilio Canale che, attraverso la raffigurazione di un ambiente intatto ormai sempre più distante dall'esperienza quotidiana, si propone, elevando un inno alla vita in alternativa all' angoscia del presente, di contribuire alla salvezza dell' umanità dalla sciagura esortando i suoi contemporanei ad opporsi con tutte le forte al degrado e ad impegnarsi nella ricerca di un nuovo equilibrio che consenta di consegnare integro alle generazioni future questo magnifico mondo.

 

Attilio Canale "Stintino"

 

 

L'Editore


Presentazione tratta dalla monografia edita dalla "Petit Prince Edizioni d' Arte" in occasione della personale di pittura tenuta in Castel Nuovo (Maschio Angioino) Napoli.

Il mistero della natura e dell'arte nell'opera pittorica di Attilio Canale di: Carlo Occhipinti.

Attilio Canale è un artista molto brillante, ricco di idee e perpetuamente assorbito dal tentativo di realizzarle. Egli dipinge nello stesso tempo in maniera forte e misteriosa, il che da alla sua opera un grande fascino per gli occhi educati.

Il suo interesse e linguaggio artistico si concentra tutto sulla natura e gli eventi che la riguardano, facendo dipendere il colore direttamente da essa e dalla percezione dei suoi effetti.

Canale sembra trascendere nelle sue opere le caratteristiche fisiche dei luoghi cui esse si ispirano, e ci appaiono come purissime evocazioni liriche di momenti e di situazioni eccezionali e particolarmente emozionanti, che sembrano coinvolgere I'intero creato.

I suoi quadri ci riportano fedelmente la natura, tuttavia imprimendole un aspetto nuovo e proponendola in una chiave di lettura personale.

Questa fedeltà alla natura, amata anche nei suoi aspetti più umili e a volte meno vistosi, che direttamente parlano al cuore in quanto attestano la presenza del divino, sta alla base di tutta l'ispirazione di Attilio Canale.

I suoi paesaggi attestano una meditata gestazione, dove I'artista si preoccupa, innanzitutto, di individuare e rendere il chiaroscuro della natura, inteso oltre che come principio compositivo anche come chiave di interpretazione del sentimento; sono paesaggi generalmente sereni, inondati dalla luce spesso cupa dei delicati e testimonianti un intima comunione con la natura, e la fluidità e ricchezza del loro tocco pittorico che si presenta morbido e pastoso, dai colori puri e densi, non mancano di suscitare in chi guarda una profonda impressione.

Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio culto religioso della natura, sentita come espressione di alti valori morali in contrapposto all'artificiosità della vita cittadina. Canale sa cogliere perfettamente anche il più piccolo momento evocativo, analizzando dettagliatamente ogni minino particolare, persino il più sottile filo d'erba, facendo emergere la poesia e il sentimento più puro che la natura gelosamente racchiude.

Da questo profondo amore per tutto ciò che riguarda il "naturale", nascono opere come "Il cespuglio Fiorito", "Costa sorrentina", oppure altre di ancor più grande lirismo come "Vallata Vesuviana" e "'Trasparenze".

Il pennello di Canale si muove liberamente quando e impegnato a dipingere i cieli e le nuvole che sembrano essere sospese quasi magicamente, e si sofferma concentrandosi quando invece crea gli elementi materiali della natura, riuscendo, con pochi tocchi a dare vita a quei grandi miracoli che sono fiori e rocce. Questi paesaggi appaiono si sereni, ma generalmente pervasi da un sentimento di dolce malinconia, che talvolta nei suggestivi effetti di luce e nelle intonazioni cromatiche, sembra richiamare il mondo pittorico turneriano.

La personalità di Canale e la sua esistenza si calano intensamente in un'instancabile contemplazione della bellezza che egli va scoprendo in ogni aspetto della realtà e che si realizza in un'eccezionale fecondità.
Carlo Occhipinti

 

 

Note critiche di: Angelo Calabrese.

Attilio Canale: un vocazionale respiro pittorico affascinato dall' immaginario che palpita nella luce,ma attratto incondizionatamente dagli ampi orizzonti dove gli elementi fanno percepire il senso dell'infinito.

Distese marine e cieli luminosi accolgono i suoi paesaggi e gli spaccati urbani che all'armonia monumentale coniugano il fascino della storia, vengono affrontati con un taglio che li libera nella naturalità,
 


 

Per contatti con il pittore: at.canale@tiscali.it

 

 

Attilio Canale "Costa sorrentina"

Attilio Canale "Primavera"

Attilio Canale "Capri, marina piccola"

Attilio Canale "C'eravamo anche noi"

Attilio Canale "Il sogno di Elia"

Attilio Canale "Castel Sant'Angelo"

Attilio Canale "Massiccio montuoso"

Attilio Canale "Marina"

 Attilio Canale "Natura morta materica"

Attilio Canale "Il Vespucci e il White star"

Attilio Canale "Vulcano"

Attilio Canale "Olga"

Attilio Canale "Ermione"

 

 

 

quasi che l'evento datato, con le sue leggende e l'attrazione dell'atmosfera poetica dovessero essere scorporati dal contesto 'costrittivo' per offrirsi all'occhio del fruitore nelle giusta evidenza, a misura di meraviglia e di umanità.

Un discorso che viene da lontano, dalle felici intuizioni cromo-materiche che ammiravo nei primi anni settanta, trasferite con quell'energia che esige la rapida spatolata o il pennello che assomma tracce aggrumate di iridescenze in un immaginario di notevole tattilità visiva, di fermenti e sospensioni significative di un improvviso pensoso richiamo.

Canale è cosi, irruente, focoso, non ha perduto questo carattere distintivo, esperto di accensioni drammatiche e di conseguenza, perché sempre cosi accade, fedele all' intimità della propria solitudine.

Pittore di sapienti soluzioni compositive affidate ad un ben definito impianto cromatico in cui l'occhio attento riconosce le costanti di vibrazioni inventate quasi come una sigla rivela una corposa sensualità che fa struggente il dato emozionale e intanto traduce istanze, per cosi dire primitive, dove onda e scoglio, sabbia e risacca si ritrovano a colloquio con il vento.

L'arte rivela la sostanza di una passione di mare che conosce l'instabilità i repentini mutamenti d'umore, l'evento burrascoso colloquia con le distanze che si fanno memoria di orizzonti lontani e di insanabili nostalgie.

Va sottolineato che la pittura di Attilio Canale è sincera, vera nelle pressioni del sentimento: è il mondo al quale si accede spogliandosi dall'astuzia cui si ricorre per autodifesa e sopravvivenza; non si giova del ricorso agli effetti di massa e si sospende al giusto sapore.

Il pregio dell'opera è quindi nella dose in cui si fronteggiano la sensualità istintiva e vitalistica e le ragioni della ragione: due momenti energetici che s'inverano in un sospiro, lungo a pervadere tutto un paesaggio, una distesa di emozioni visive, la concretezza di personaggi e di natura morte giustificate nelle loro espressività e senza premonizioni o echi di disfacimenti.

Si tratta quindi di una visione della vita che nel senso della stagioni coglie la concretezza e l'imponderabilità, una scelta di concreta aderenza agli umori delta terra fertile e travagliata, ma i quotidiani impatti i disastri feriali vengono 'valutati' dall'alto cioè nell'immaginario che serba l'intimo vero delle cose,ne fa un suo segreto. Non a caso lo studio di questo pittore domina un panorama di incomparabile bellezza: cielo, mare, golfo, isole felici si travestono di magie cromatiche al variare delle ore del giorno: una gioia attrattiva traboccante di emozioni.

Di lassù, certo 'la 'distanza' vince ogni disgusto di sperperi e disamore,di violenza e torpore assuefatto all'ineluttabile.

Non si tratta di un rifugio, bensì di una soglia che consente un nuovo modo d'esserci perciò è più felice il colloquio con la pittura e con il segno in cui si celano spesso i richiami memoriali.

Attilio Canale dipinge quello che sente e come lo sente. Sa vedere e si gode la sua libertà d'indagatore: vede il mondo, gli altri, se stesso; chiude nei cassetti i disegni di cui è geloso custode, affronta il discorso della sacralità dei sogni, dei passi in fuga nel vento.

Ha appreso che il sole che risveglia dalle opere della natura e da quelle degli uomini l'anima dei secoli o il breve trepido sospiro, non offre mai dati ripetitivi: ogni evento è autentico nell'istante che lo identifica.

Mi piace sottolineare che con l'occhio e il respiro esperti dal volo dall'alto Attilio scaglia lontano, nel profondo, i suoi occhi, attende l'eco della giusta tonalità e l'affida alla tela Imago ..

In lingua latina eco è la consistenza di ciò che cogliamo delle epifanie con le quali ci imbattiamo e sulle quali meditiamo.

Nell'immaginario, negli echi che i suoi sensi costantemente allertati colgono e sintonizzano in unità di visione, danzano le astuzie dell' inconscio.

Il fruitore attento rincorre i segni celati nelle nuvole, la rivolta di un grumo di pittura, l'onda appena franta che si esibisce, il dato allusivo soprattutto quell'aggrottar di ciglia che tra diverse dosi di luci, dice il pittore pensoso, medita sull'andare del tempo, ma poi fugge con rosei vapori e freschi azzurri alla speranza.

Attilio Canale è poeta di un vero che la pittura concilia alla vita come valore; il grumo di colore trafitto d'energia cela sempre vivissima luce.



Bibliografia:

  • Arte contemporanee Ed. Tempo Nuovo Il Quadrato

  • Enciclopedia Italiana Arti Figurative

  • Artisti Contemporanei Ed. Fratelli Conte

  • Pittori scultori Ediz. C.I.D.A.C.

  • Annuario Artistico Comanducci

  • Artisti segnalati da Gallerie Ed. Orizzonti

  • Un anno D'Arte F.lli Fabbri 1986

  • Da Cimabue al Novecento Ist. Arte Milano

  • Repertorio d'Arte Ed.V. Urini

  • Annuario Artistico Comed

  • I rassegna arte visiva a tema religioso (BN)

  • Natività è continuità Città di Lauro (AV)

  • I mostra internazionale "Esasperatismo" (NA)

  • I mostra Arte e carte per la pace (Na)

 

 


Hanno scritto di lui:

 

  • Eugenio d'Acunti

  • Italo Valente

  • Toni Bonavita

  • Carlo Occhipinti

  • Michele.Trapani

  • Sabino.Manganelli

  • Marisa Russo

  • Pasquale Mancini

  • Angelo Calabrese

 



Mostre personali:

1977 Galleria "La Ragnatela" Tropea (CZ).
1978 Galleria "Lo Scalino" Levico Terme (TN).
1979 Galleria "La Buhardilla" Napoli; Galleria "La Bitta" Milano.
1980 Galleria "La Vetta" Napoli; Galleria "Monti" Sorrento.
1981 Galleria "Il Sagittario" Sorrento.
1982 Trasmissione televisiva "Botteghina d'Arte" Teleoggi; Galleria "Il Fioring" Firenze.
1983 Galleria "C.I.D.A." Roma.
1984 Galleria "Sapin" Madonna dell'Arco (NA); Galleria "Cappella Santa Barbara" (Maschio Angioino) Napoli.
1985 Galleria "Diapason" Napoli; Galleria "La Buhardilla" Napoli; Galleria G. 59" Napoli.
1986 Galleria "Sala V. Gemito" Museo Naz. Napoli.
1987 Galleria "R. Serio" Napoli; Salone Terme di Bormio, Valtellina (Sondrio).
1988 Galleria "R. Serio" Napoli; Sala Capitolare Santuario Madonna dell'Arco - S. Anastasia (NA).
1989 Circolo Artistico Politecnico - Napoli.
1990 Galleria "Kaleidoscopio" Bologna.
1991 Galleria "Porto Veneris" Porto Venere (La Spezia).
1993 Galleria "Elipsis" Napoli.
1995 Sala Carlo V Castel Nuovo, Napoli.
1997 Galleria Petit Prince, Bergamo.
1998 Sala Italia Castel dell'Ovo Napoli.
2000 Villa Campolieto Ercolano Napoli.
2001 Villa Savonarola Portici Napoli.
2002 Gallery "Padron" Miami U. S. A.
2004 Villa Bruno San Giorgio a Cremano, Napoli.
2005 Basilica Pontificia San Bartolomeo Apostolo, Benevento.

2006 personale nell' Ipogeo seicentesco della Real Casa dell'Annunziata Napoli

2007 personale " Caffè dell'Epoca" Napoli

2010 giugno 2010 Biblioteca comunale Città di San Giorgio a Cremano (NA) nella settecentesca " Villa Bruno

 

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